I Savoia a Vicoforte: «La tomba del re? Il suo posto dovrebbe essere a Roma»

«La tomba del re? Il suo posto dovrebbe essere a Roma». La pensa sempre così Emanuele Filiberto di Savoia, oggi al Santuario di Vicoforte per rendere omaggio al suo bisnonno, Vittorio Emanuele III, nel 150esimo anniversario della nascita. Assenti sia il padre, Vittorio Emanuele, sia la zia, la principessa Maria Gabriella. Presente al suo fianco invece il cugino Sergej di Jugoslavia.

Prima della messa le "guardie d'onore alle tombe reali" hanno marciato in un piccolo corteo (presenti circa un centinaio di "guardie") davanti alla basilica. Al termine della messa, celebrata dal rettore del Santuario don Francesco Tarò, i rappresentanti delle "guardie" hanno deposto una piccola rosa d'oro sulla tomba della regina Elena del Montenegro, consorte di Vittorio Emanuele III, e un cesto di rose d'oro ai piedi delle due tombe.

Emanuele Filiberto ha rilasciato alcune dichiarazioni: «Questa basilica è molto bella- ha detto - e vengo volentieri a omaggiare i miei bisnonni, ma ritengo debba essere una sede temporanea delle loro spoglie. La sede idonea è il Pantheon a Roma, da sempre dimora delle salme dei re di Italia».

E sul video pubblicato ieri da lui su Internet, che annunciava il "ritorno della famiglia reale" ma che in un secondo tempo si è rivelato essere uno spot per una serie TV di "Netflix", spiega: «Era solo una pubblicità, come ormai tutti sanno. Ma mi ha colpito il clamore che ha suscitato: dimostra che in Italia c'è un grande disagio politico».

LA POLEMICA

Se c'è una cosa a cui la famiglia Savoia ci ha abituati, sono le diatribe interne. E così è stato anche oggi, nel giorno dell'anniversario della nascita di Vittorio Emanuele III. Teatro dell'ultimo duello verbale tra i due rami della famiglia: Vicoforte, sede del Santuario che ospita le tombe del re e della sua consorte Elena di Montenegro. Una polemica tutta sabauda, rispetto quale il Santuario di Vicoforte non ha nulla a che vedere né vuole entrare: il rettore della basilica si è limitato a celebrare la messa in suffragio, come avviene in ricordo di qualsiasi defunto sotto richiesta della famiglia.

Che è avvenuto stavolta? Con un messaggio, inviato direttamente al rettore della basilica del Santuario di Vicoforte, la principessa Maria Gabriella di Savoia (assente alla cerimonia di stamane) ha chiesto al rettore don Francesco Tarò che la "rosa d'oro", destinata alla tomba dea regina Elena, non venisse posata. Motivo: la tomba è un monumento, e nulla può essere posto sopra quelle arche, alterandone il profilo.

Cosa che invece è avvenuta, al termine della messa. La rosa, portata dalle "guardie d'onore", è stata poi posata  - come si vede nella foto qua sopra - da Emanuele Filiberto sul sarcofago della bisnonna, appoggiata su un cuscino di velluto blu. Ora però la rosa è gà stata rimossa - anche per motivi di sicurezza.

Emanuele Filiberto di Savoia commenta: "Non conosco le ragioni a cui allude mia zia. Nessuno mi può impedire di rendere omaggio alla tomba della regina, cosa che ho fatto. La rosa d'oro simboleggia un omaggio a una persona caritatevole. Forse mia zia pensa che la regina Elena non lo sia stata. Io non obbedisco a nessun altro eccetto a mio padre".