Stasera al Baretti Ale e Franz debuttano con il nuovo spettacolo

Stasera la prima data in Piemonte di "Romeo& Giulietta, Nati sotto una contraria stella" In cui il duo di comici si esibisce insieme a una compagnia di attori di talento in una sgangherata recita shakespeariana

Sette attori comici, una compagnia Brancaleone applicata al mondo teatrale. Guitti che si mettono in testa di portare in scena la tragedia delle tragedie, per sbarcare il lunario, affidando le loro fortune al testo più solido e amato della letteratura teatrale. Sono le premesse, della finzione, si intende, portata in scena da Ale e Franz e da una compagnia di solidi professionisti del teatro. “Romeo & Giulietta - Nati sotto una contraria stella”, che sarà sul palco del teatro Baretti martedì 19 novembre alle 21, debutta in Piemonte con lo spettacolo monregalese, il secondo appuntamento della stagione teatrale organizzata dalla città di Mondovì e dalla Fondazione Piemonte dal Vivo. Sul palco, tra gli altri, c’è anche Eugenio Allegri, tanto per dirne una, l’attore torinese per cui Alessandro Baricco scrisse Novecento, il suo monologo più famoso, diventato poi un film con la regia di Giuseppe Tornatore. C’è un sapore antico, quasi insospettabile, in questa proposta lunare, curiosamente in bilico tra serio e faceto, come spesso i lavori che vedono protagonista il duo milanese. Richiama a un tempo antico, in cui per le donne era considerato troppo sconveniente recitare, per cui anche le parti femminili erano recitate da uomini. È proprio il caso del teatro elisabettiano: in un certo senso questo è un tratto di autenticità in più conferito a questo spettacolo, anche se di filologia, presumibilmente, ce ne sarà poca. Alessandro Besentini e Francesco Villa fin dai loro esordi hanno fatto dell’equilibrismo tra il comico e il tragico, con occasionali sbilanciamenti in una o nell’altra direzione, una loro cifra caratteristi ca, unita ad un talento unico nell’improvvisazione teatrale (come dimostra, tra l’altro, la serie “Buona la prima”). I sette sgangherati, non a Tebe in questo caso ma a Verona, tentano di mettere in scena la tragedia sopperendo alle carenze di organico come meglio possono (alcuni personaggi recitano più parti), mentre per quelle recitative e personali (sempre fittizie, si intende) c’è poco da fare: battute rubate, amnesie, rancori, arrabbiature, sgarbi, trasformano il classico di Shakespeare in un guazzabuglio creativo, esilarante ed estremamente divertente.