Mondovì: «Il nuovo supermercato non si poteva bloccare»

Mondovì: «Il nuovo supermercato non si poteva bloccare». Lo affermano in Consiglio comunale il sindaco e l'assessore ai Lavori pubblici

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Mondovì: «Il nuovo supermercato non si poteva bloccare». Lo afferma in Consiglio l'Amministrazione comunale, col sindaco Paolo Adriano e l'assessore Sandra Carboni, rispondendo all'interrogazione presentata dai consiglieri di minoranza di centrodestra Giampiero Caramello e Guido Tealdi (LEGGI QUI).

Per la minoranza di centrodestra, quel supermercato non andava costruito: «Non se ne sentiva il bisogno, il Comune doveva impedirlo» scrivevano Giampiero caramello (Forza Italia) e Guido Tealdi (Lega). Non solo: secondo loro, l'approvazione della sua edificazione era evitabile. «Bastava far rispettare i limiti del Piano regolatore, e quasi sicuramente oggi non assisteremmo alla nuova costruzione».

Parliamo della costruzione del nuovo supermarket "Aldi" in via Langhe (LEGGI QUI). A fine luglio il Comune di Mondovì aveva rilasciato ufficialmente il permesso di costruire per "la realizzazione di un nuovo fabbricato a destinazione commerciale".

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In Consiglio ha prima risposto l'assessore Sandra Carboni, poi il sindaco Paolo Adriano. L'assessore Carboni ha risposto  sugli aspetti più tecnici: «Il Piano regolatore prevedeva un mix del 40% per residenziale e 60% per terziarie e commerciali. L'interrogazione fraintende i due termini, terziario e commerciale, quando invece la norma elenca il "commerciale" fra le classi del "terziario". Il Comune non poteva limitare la destinazione per terziario-commerciale». In sostanza, per il Comune il supermercato non si poteva bloccare, né si poteva far costruire "in misura ridotta".

Il sindaco Adriano: «La politica non dovrebbe essere l'arte di dire cose non vere. Dire che si potevano porre in essere iniziative per non far costruire questo esercizio, è minare la credibilità del Comune, dell'Amministrazione e degli uffici. Questa è una polemica che non ha ragione di essere: non si può insinuare il dubbio sulla credibilità degli uffici. Le norme sono uguali per tutti, non si può immaginare che la politica costringa gli uffici a violare le norme».

Guido Tealdi: «Quel supermercato porterà dei problemi alla viabilità. Un tentativo di ragionare diversamente poteva essere fatto, e voi non l'avete fatto. A riguardo del Piano regolatore, l'articolo 35 parla di insediamenti "prevalentemente residenziali". Qualcuno disse che "le norme si applicano per i nemici e si interpretano per gli amici" (è una frase di Giovanni Giolitti, ndr). La nostra interrogazione era fatta solamente nell'interesse della città, non era finalizzata ad altro». Giampiero Caramello: «La nostra interrogazione partiva dalla viabilità, poi abbiamo letto le norme del Piano regolatore. Abbiamo ritenuto, e riteniamo, che la "prevalenza" non dovrebbe diventare minore anche in caso di mix di destinazioni. Non abbiamo mai attaccato gli uffici: per noi il loro lavoro è sacro, dal semplice impiegato al dirigente. Sono persone competenti e serie, non abbiamo mai voluto attaccare loro». Tomatis: «Il riferimento alle leggi che si interpretano per gli amici è offensivo per tutto il Consiglio».

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