le classiFICHE 2019 di CULTURE CLUB 51

La Top 50 straniera

50 Wilco “Ode To Joy”
49 anderson .paak “Ventura”
48 Tim Hecker “Anoyo”
47 M83 “DSVII”
46 Tinariwen “Amadjar”
45 Loyle Carner “Not Waving, But Drowing”
44 Flying Lotus “Flamagra”
43 Raphael Saadiq “Jimmy Lee”
42 Local Natives “Violet Street”
41 Hot Chip “A Bath Full Of Ecstasy”
40 Black Mountain “Destroyer”
39 Swans “Leaving Meaning”
38 Mac Demarco “Here Comes the Cowboy”
37 Kazu Makino “Adult Baby”
36 Sleaford Mods “Eton Alive”
35 Motorpsycho “the Crucible”
34 Modeselektor “Who Else”
33 James Blake “Assume Form”
32 Yann Tiersen “All”
31 DIIV “Deceiver”
30 Cage. the Elephant “Social Cues”
29 Kanye West “Jesus is King”
28 Beirut “Gallipoli”
27 Apparat “LP5”
26 Deerhunter “Why Hasn't Everything Already Disappeared”
25 Foals “Everything Not Saved Will Be Lost pt.1 & pt.2”
24 the Twilight Sad “it Won't Be Like This All the Time”
23 Big Thief “U.F.O.F.”
22 Lana Del Rey “Norman Fucking Rockwell”
21 the Cinematic Orchestra “To Believe”

20 Jamila Woods “LEGACY! LEGACY!” Soul
Poesia, arte, musica. Jamila Woods ha da poco compiuto i 30 anni e si è regalata un album che la inserisce tra le nuove donne da tenere d'occhio nel prossimo decennio.

19 Aldous Harding “Designer” Alt. Rock

Semplicemente bello

18 White Lies “Five” Dark Wave
Un brano in apertura che affascina non poco per la sua continua a costante escalation di pathos, un genere che da qualche anno attendeva che si potessero raggiungere alti livelli.

17 Ezra Collective “You Can't Steal My Joy” Jazz
Jazz is not dead. E gli Ezra Collective ne dimostrano il principio: tradizione e innovazione, vanno a braccetto

16 Thom Yorke “ANIMA” Elettronica
Anima vale Tomorrow Modern Boxes, o viceversa? Difficile dare risposte, almeno tanto difficile quanto capire la dimensione eterea della voce di Yorke. Sublime, leggiadra, incantatrice. Musica elettronica che convince nel suo amalgama, ma che un po' come Burial talvolta esagera nella sua ricerca di sintesi.

15 Tool “Fear Inoculum” Prog Metal
Un ritorno tanto atteso per un'idea di rock che per quanto resti fedele a sé stessa, e quindi si porti dietro qualche anno di troppo, resta sempre assai affascinante.

14 Michael Kiwanuka “Kiwanuka” Funk/Soul
Il nuovo disco non eguaglia Love & Hate, ma Kiwanuka è un artista a tutto tondo capace di prender un genere abbastanza datato e renderlo contemporaneo.

13 Burial “Tunes 2011-2019” Elettronica/Downtempo
Molto di quanto riguarda Burial lo si potrà leggere poco più avanti in merito a LCD Soundsystem. In più rispetto a chi precede c'è la grandezza artistica di voler raccontare il decennio della propria cifra artistica in un album. Quello che manca è l'elemento emozionale, forse un briciolo troppo asettico.

12 LCD Soundsystem “Electric Lady Sessions” Elettronica/Synth Pop
Può un disco come una raccolta, priva di inediti, meritare una alta posizione di classifica. Nel caso di LCD Soundsystem si può dire di sì. Le Electric Lady Sessions, che in buona parte traggono ispirazione dal già emozionante American Dream, sono un esperimento di registrazione in cui l'elemento emotivo dei brani

11 Lingua Ignota “Caligula” Dark Ambient
https://www.youtube.com/watch?v=uH10IyS2FOc
Uno degli album più evocativi e spiazzanti ascoltato nel 2019, e non solo per le capacità canore di miss Kristin Hayter, ma per come il percorso di questo disco un vero e proprio labirinto in cui è facilissimo perdersi. Poco alla volta con il numero di ascolti, la strada si fa meno complicata ed emerge la bellezza di un'opera in cui l'improvvisazione è solo un velo illusorio.

10 FKA Twigs “Magdalene” Alternative R&B 

Nel 2014 aveva stupito il mondo della musica con un disco più che atteso dopo i primi due EP ricchi di successo. Oggi si può dire che Tahliah Debrett Barnett, alla soglia dei suoi 32 anni, abbia raggiunto una maturità artistica in cui si può permettere qualunque cosa. Magdalene è un disco ricco, denso, in cui immergersi e perdersi: se si riemerge se ne potrà apprezzare la sua piena contemporaneità

9 the Chemical Brothers “No Geography” Elettronica/Dance
C'è chi vedendo un disco dei Chemical Brothers così in alto in classifica si chiederà se valga ancora la pena inserire all'interno di una top ten, quindi tra i migliori dischi ascoltati, un lavoro dei Chemical Brothers che, come chi è sulla cresta dell'onda oramai da qualche tempo, cerca di riprendere sempre gli stessi canoni vincenti e duplicarli. Forse no. Ma la musica non è solo “novità”, così come non può essere solo innovazione; la musica è fatta di emozioni ed impressiona ritrovarsi all'ascolto di un album dei Chemical Brothers e venirne, ancora oggi, posseduti, stregati, rapiti.

8 Bon Iver “i,i” Folk/Elettro/Pop

C'è chi considera il disco omonimo e il precedente, For Emma Forever Ago come i due principali e più bei dischi di Bon Iver. Chi scrive si sente di dissentire un po' da questo assunto, e per quanto 22 A Million sia un disco di una cifra artistica un po' più alto rispetto a quello del 2019, va riconosciuto a Justin Vernon di aver intrapreso una via tutt'altro che facile, ma azzeccando la scelta. Come il precedente “i, i” è un disco che, a parte, ha la grande capacità di mettere insieme il cantautorato con il soul, il folk con un'elettronica a base di auto-tune, la tecnologia e l'immediatezza. Un lavoro in cui si reinterpreta il concetto stesso di folk e di pop.

7 the National “I Am Easy To Find” Alt. Rock
Oggi innovare nel rock, là dove melodia e ruvidezza cercano di andare a braccetto sostenendosi l'un l'altra con un movimento di equilibrio costante e precario è assai difficile. Oggi riuscire a trasmettere emozioni, in un mondo alla ricerca del sofisticato, è sempre più complicato. Oggi è il momento di dare a Cesare quello che spetta a Cesare: ecco perchè va riconosciuto ai National la capacità di sapersi reinterpretare dopo un disco come Sleep Well Beast, che ripeteva pedissequamente lo stile vincente Trouble Will Find Me, senza mai derogare ai propri principi stilistici e di contenuto, ma al contrario aggiungendo sostanza, vedi la voce femminile a supporto di Beringer in numerosi brani.

6 Angel Olsen “All Mirrors” Alt. Rock
https://www.youtube.com/watch?v=6uaN60k0-zY
Un po' Lana Del Rey e un po' Siouxie (& the Banshees), sonorità che evocano da Under the Pink (di Tori Amos) ad Hunter di Anna Calvi, passando per la PJ Harvey più pop. Il disco di Angel Olsen è decisamente una gran bella scoperta. Un disco magari un po' “classico”, ma fatto veramente bene.

5 Default Genders “Main Pop Girl 2019” Alternative
Dov'era quel mondo fatto di elettronica, sample, sogni pop che esplose a fine del millennio scorso, di cui ci sarebbe aspettata la consacrazione e sul quale sembrava essercisi semplicemente inciampati per caso, prima che Default Genders lo riportasse all'attenzione di tutti. Main Pop Girl 2019 è un disco per tutte le stagioni e tutti i territori, da quello americano (da dove arriva) facendo il giro del globo fino a raggiungere il tecnologico Giappone, pieno di fiori e colori fluo, di citazioni dal passato (gli anni '90 della dance e dell'età dell'oro del pop). Da ascoltare in quelle giornate tetre in cui si ha voglia di tirarsi un po' su.

4 Vampire Weekend “Father of the Bride” Alt. Folk
Si rimanda a quanto già scritto nel mese di agosto. Qui:

La musica che cambia forma #LONGDRINK

3 Nick Cave & the Bad Seeds “Ghosteen” Songwriting
Un poeta. Come ne sono rimasti davvero pochi. Senza l'exploit dell'enfant prodige la palma del migliore sarebbe stata sua. Un disco che definire triste e carico di tensione dolorosa è poco, che però vede una riemersione, almeno dal punto di vista sonoro rispetto al precedente Skeleton Tree. Cave scava, e scava, e arriva ben oltre l'immaginabile quando perfora i propri sentimenti, ma pare aver compiuto una scelta salvifica, di redenzione e purificazione, soprattutto dal buio che si porta dentro ciascuno di noi. Da ascoltare in quelle giornate tetre in cui non si ha paura di nulla, neanche di sé stessi.

2 the Comet Is Coming “Trust In The Lifeforce Of The Deep Mystery”
Si rimanda a quanto già scritto nel mese di agosto. Qui:

La musica che cambia forma #LONGDRINK

1 Billie Eilish “When We All Fall Asleep, where do We Go” Pop
9 pezzi su 14 valgono il disco, praticamente perfetti. Se uno di questi facesse parte di un qualsiasi album di qualsiasi artista di generi diversi basterebbe per renderlo degno di nota. La Eillish sforna qualcosa di semplicemente perfetto. É lei la regina del 2019 e contando che è ancora una teen ager e che il contenuto di quello che fa riesce a parlare ad un pubblico popolare (vedi la hit Bad Guy) così come a quello più esigente, è sintomo che qui abbiamo trovato un'artista ricca di qualità. Al peggior mercato discografico del mondo il compito di trasformare una gemma rara nella nuova regina del pop senza svuotarla di contenuto per renderla una mera macchina da soldi. Il “rischio” (tanto più letti i testi) sarebbe quello di trovarsi davanti ad un Kurt Cobain al femminile.

La Top 10 italiana

1 I Hate My Village “I Hate My Village” Rock Blues
Come lo scorso anno con l'esperienza dei Dunk in Italia pare che per fare rock interessante debbano nascere dei “super-gruppi”. Nel 2019 è la volta degli I Hate My Village composti da Adriano Viterbini e Fabio Rondanini che, complici i loro “viaggi africani” come turnisti affiancati a Bombino e Rokia Traoré, supportati da Alberto Ferrari (Verdena) e Marco Fasolo (produttore e bassista già con i Jennifer Gentle) hanno dato vita ad un disco a dir poco ricco di fascino.

2 Massimo Volume “Il Nuotatore” Alt. Rock
La capacità di raccontare in un disco la storia dell'uomo e la sua vena più artistica, partendo da un'opera come Il Nuotatore di Cheever. Scrivere e ri-scrivere, inventare e reinventarsi, quello che il rock sa e dovrebbe fare

3 C'mon Tigre “Racines” Alt. Jazz /World
Un modo ci concepire la musica assai personale, ma quanto mai innovativo

4 CLAVDIO “Togliatti Boulevard” Pop
É il personaggio pop del 2019. Non ha avuto forse la possibilità di incrociare i favori di un pubblico particolarmente ampio dal momento che oggi il pubblico italiano guarda univocamente in una sola direzione, ma il suo disco è fatto di grazia, ironia e capacità di arrivare a tutti. Una boccata d'aria fresca, nonostante temi non sempre positivi, di cui c'era un gran bisogno

5 Vinicio Capossela “Ballate per Uomini e Bestie” Cantautorale
Sempre lui. Sempre poetico. Forse un po' ripetitivo, ma anche quando si ripete non sbaglia un colpo

6 Willie Peyote “Iodegradabile” Rap
Se il rap ha ancora un futuro, in Italia, non può che guardare nella sua direzione. Ha il grande pregio di saper stare nel genere, ma senza essere un monolite immobile. Un modo di scrivere anche di cui c'era un gran bisogno.

7 Niccolò Fabi “Tradizione e Tradimento” Cantautorale
Prima o poi avverrà un cambiamente in Fabi. Ma fino a ché non arriva godiamoci quello che c'è che va benissimo.

8 Achille Lauro “1969” Pop
È stato prima idolo perchè ha catturato l'attenzione a Sanremo. Ha poi fatto vedere che Rolls Royce non era solo una trovata pubblicitaria, infine a conquistato chiunque nei suoi tour estivi. Oggi è il divo italiano del 2019.

9 Dino Fumaretto “Coma” Cantautorale
Se si scrolla di dosso la nomea di nuovo Iosonouncane, può regalare qualcosa di interessante.

10 duo Bottasso & Simone Sims Longo “Biserta e Altre Storie” World
Un disco di rara bellezza, fatto “quasi” in casa che sa di passato e di futuro, di musica in senso stretto e di poliedricità artistica (è colonna sonoro di un docu-film).

L'enfant prodige Billie Eilish, il 2019 è donna - La giovanissima canadese confeziona un disco perfetto con una serie di canzoni ben sopra la media

Se nove pezzi su quattordici non fanno un intero disco, si può convenire tuttavia convenire che, nel momento in cui gli stessi, risultano perfetti, l'album in questione non può che essere decisamente fuori la media. Se a queste annotazioni si aggiunge che alla voce, alla stesura e alla produzione di When We All Fall Asleep, where do We Go prende parte una ragazza che nel mese di dicembre 2019 ha compiuto (da pochissimi giorni) 18 anni, la prima nata nel nuovo millennio ad avere un brano (Bad Guy) nella Billboard Hot 100 (principale classifica americana di dischi più venduti), si può tranquillamente pensare che abbiamo davanti un “enfant prodige” del mondo musicale. Capace di mettere d'accordo pubblico e critica Billie Eilish è l'icona pop di questo 2019.
L'anno trascorso è così stato scandito da quote rosa assai importanti: oltre alla Eilish ha riscosso numerosi apprezzamenti Lana Del Rey (fuori dalla nostra Top10), All Mirrors di Angel Olsen è un disco che regala poliedriche sfaccettature; l'inglese FKA Twigs oppure ancora la californiana Kristin Hayter che si cela sotto il moniker latino Lingua Ignota in un disco fatto tutto di finta-improvvisazione.
Ampliando lo spettro il 2019 racconta una musica assai in fermento: nota di merito per il collettivo jazz inglese the Comet is Coming, un sempreverde Nick Cave che ci regala un altro disco denso di poesia. in una fase “down” per l'alternative-folk i Vampire Weekend regalano un disco solare, mentre Default Genders in Main Pop Girl 2019 propone musica per tutte le stagioni e tutti i territori: a fare da contraltare a Cave insomma due dischi da ascoltare in quelle giornate tetre in cui si ha voglia di tirarsi un po' su.
In Italia invece siamo ancora in attesa di questa ondata rosa. Se stacchiamo lo sguardo da quanto proposto da mass media o social network, si può notare come il mondo sia assai più vario di come spesso venga descritto. Parrebbe che non si possa fare a meno, per quanto riguarda il mondo del rock, di “super-gruppi”: gli I Hate My Village confermano quanto di buono nella passata stagione era uscito a nome Dunk. I C'Mon Tigre confezionano un nuovo album pieno di sperimentazioni e suggestioni da ogni dove, mentre i Massimo Volume con il Nuotatore non sbagliano di nuovo il colpo. Willie Peyote è il presente e soprattutto il futuro del rap e della parola cantata in Italia. Il nome nuovo del 2019 è sicuramente quello del romano CLAVDIO, mentre tra i giovani non si può non citare il fenomeno Tha Supreme. La consacrazione definitiva invece è arrivata per Achille Lauro.

Suonala Ancora, Sam! (TOP5 dei singoli stranieri)

1 the Cinematic Orchestra “A Caged Bird / Imitations of Life”

2 the Comet is Coming, “Summon The Fire”

3 Nick Cave & the Bad Seeds “Bright Horses”

4 the Chemical Brothers “the Universe Sent Me”

5 James Blake “Assume Form”

Il Gran Pezzo (Top10 dei singoli italiani)

1 Vinicio Capossela “Il Povero Cristo”

2 Massimo Volume “Il Nuotatore”

3 CLAVDIO “Cuore”

4 C'Mon Tigre “Racines”

5 I Hate My Village “Acquaragia”