Regione: assessore Rosso arrestato per rapporti con la ‘ndrangheta

Fulmine a ciel sereno sulla Regione: l'assessore Roberto Rosso è stato arrestato per presunti rapporti con la 'ndrangheta

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Roberto Rosso in una foto scattata domenica scorsa a Carrù, durante la premiazione della Fiera del Bue grasso

Fulmine a ciel sereno sulla Regione: l'assessore Roberto Rosso è stato arrestato per presunti rapporti con la 'ndrangheta. L'accusa: voto di scambio, 15 mila euro pagati ai clan per farsi votare.

È stato arrestato stanotte, assieme ad altre sette persone. Ora è in carcere. Rosso (Fratelli d'Italia) aveva le deleghe per i rapporti con il Consiglio regionale, Semplificazione, Affari legali e Contenzioso, Emigrazione e Diritti civili. È capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio Comunale a Torino. Si è già dimesso: dal carcere ha fatto pervenire le proprie dimissioni, che il presidente Cirio ha "prontamente accettato", avendo già fatto predisporre la sua revoca non appena verificata la notizia appresa dalla stampa.

«Sono allibito per quanto accaduto - afferma Cirio -. Una accusa di questo tipo è la peggiore per chi vuole rappresentare le istituzioni ed è totalmente incompatibile con il nostro modo di vedere la vita e l’impegno politico. Per questo ci auguriamo che Roberto Rosso possa dimostrare quanto prima la sua totale estraneità ai fatti e confidiamo pienamente nel lavoro della magistratura. Come governo regionale, infatti, non possiamo accettare che esista alcuna ombra e più che mai su un tema come quello della lotta alla mafia e alla criminalità, che sono per noi un principio irrinunciabile e per il quale abbiamo voluto costituire per la prima volta in Piemonte una specifica Commissione permanente sulla Legalità. La mafia è il nemico, il male assoluto. E questo deve averlo ben chiaro chiunque voglia governare con me il Piemonte».

Il leader di FdI, Giorgia Meloni: «Apprendiamo che stamattina è stato arrestato con l'accusa più infamante di tutte: voto di scambio politico-mafioso. Mi viene il voltastomaco. Perché io, e tantissimi altri Fratelli d'Italia, abbiamo iniziato a fare politica proprio per combattere ogni forma di criminalità organizzata. La mafia, la camorra e la 'ndrangheta ci fanno schifo e ci fa schifo chi scende a patti con loro. Da sempre, noi di Fratelli d'Italia siamo rigidissimi nella selezione e nelle candidature e facciamo tutto quello che è nelle nostre possibilità per proporre agli italiani persone senza macchia. Ma come ci si difende da chi bussa alla tua porta, dice di voler combattere con te e sembra avere un curriculum specchiato, ma poi viene accusato di reati così infami? Mi auguro dal profondo del cuore che Roberto Rosso dimostri la sua innocenza, che non siano vere le accuse che gli vengono mosse. Ma annuncio fin da ora che Fratelli d'Italia si costituirà parte civile nell'eventuale processo a suo carico, perché in questa vicenda ci consideriamo le prime vittime. Ovviamente, fin quando questa vicenda non sarà chiarita, Rosso è da considerarsi ufficialmente fuori da FdI. A chiunque pensi di usare il nostro simbolo per trattare con mondi che noi combattiamo voglio dire forte e chiaro: Fratelli d'Italia non può essere la vostra casa, perché ci fate vomitare».

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