Fumetti e Anni Venti: un’età dell’oro.

Gli Anni Venti furono una decade formidabile per i fumetti. Siamo ancora nel pieno dell'età delle comics strip, che solo a fine decade inizieranno ad aprirsi al fumetto avventuroso.

Proprio ad inizio decade, il 14 febbraio 1920, il cartoonist E.C.Segar pubblico la prima striscia del suo Thimble Theatre, incentrato sulle vicende di Castor Oyl e della sua famiglia. Inclusa una certa Olive Oyl, che nel 1929 avrebbe incontrato un fidanzato in grado di rubare la scena a tutti loro: Popeye, ovvero l’italiano Braccio di Ferro, tuttora una delle grandi icone del fumetto.

easy

Altrettanto poco nota, ma ancor più seminale, è Wash Tubbs. Nata nel 1924, dopo le prime 12 settimane la serie sarà la prima a superare lo schema della strip autoconclusiva per sviluppare una continuity, con Tubbs che fugge dalla sua vita per unirsi a un circo. Nel 1929, sulla strip apparirà Captain Easy, un misterioso avventuriero che, in breve, prenderà il ruolo di vero protagonista (e alla fine anche il nome della testata). Un passaggio che segna la nascita del fumetto avventuroso.

La grande strip della decade è invece Gasoline Alley, di Frank O. King, oggi poco ricordata: apparsa nel 1918, e incentrata sul tema delle automobili, la grande novità che sconvolgerà i ruggenti anni ’20. Sarà la seconda strip più longeva della storia, seconda solo ai Katzjammer Kids, i nostri Bibì e Bibò. Al suo interno vengono sviluppate alcune tecniche fumettistiche raffinate, che contribuiscono alla sempre maggiore maturità del medium, come vediamo nella vignetta qui sotto.

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Intanto, chiudono i grandi fumetti delle origini: Buster Brown chiude nel 1921, l’onirico Little Nemo di Windsor McCay nel 1926.

Fumetti avventurosi

E' la fine della decade, in ultimo, a segnare una vera svolta nel mondo dei comics (come anche, del resto, nel mondo reale, per ben più tristi ragioni). Nel 1927 infatti si era introdotto il sonoro al cinema. Questo aveva favorito una crescita di questa forma d’arte e la nascita di generi ben definiti. La volontà di evasione dopo la crisi del '29 aveva accompagnato ulteriormente la fioritura dei comics. A gennaio arriva Tarzan di Hal Foster (dai romanzi del 1912 di Edward Rice Bourroughs). Seguito dal già menzionato Captain Easy e da Popeye, e quindi dal fantascientifico Buck Rogers, anch'egli proveniente da un romanzo del 1928. La grande stagione degli eroi (e, poi, dei super-eroi) a fumetti stava per iniziare.

La scena italiana

 

E in Italia?
Siamo nell'epoca dominata dal Corriere dei Piccoli e dal Signor Bonaventura. L'avvento del fascismo porta alla nascita de Il Balilla (1923), che cerca un'egemonia anche sul divertimento per ragazzi. Similmente, nel 1924 nasce il longevo -  e tutt'ora pubblicato - "Giornalino" dei Paolini di Alba, fondati da Don Alberione, che oppone all'intrattenimento per ragazzi del regime un controcanto cattolico. Ma è ancora sul Corrierino che si formano i fumetti più significativi della decade. Come il Marmittone (1928) di Angoletta o il Sor Pampurio (1929) del pittore Carlo Bisi, entrambi influenzati dagli stilemi dell'art déco.

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A distanza di cento anni, le comics strip sembrano vivere una nuova giovinezza nella forma certo semplificata dell'età dei meme su internet (e, in modo spesso più raffinato, nella sempre maggiore fioritura di webcomics). Il fumetto avventuroso, che allora muoveva i suoi primi passi, continua tuttora ad essere vivo e vegeto. Ma, ormai da tempo, è entrato nell'età della sua decostruzione, che ormai lambisce anche la loro eredità cinematografica.

Ma, in fondo, quello che conta è che i fumetti continuino nel complesso a godere di ottima salute. Per un'altra sfavillante decade dei Roaring Twenties.