Soldi prestati dalla nonna, coppia di monregalesi accusati di truffa

A sporgere denuncia lo zio. In ballo ci sarebbero 15 mila euro

Soldi prestati dalla nonna

Soldi prestati dalla nonna, coppia di monregalesi accusati di truffa. Il pubblico ministero, per entrambi, ha chiesto la condanna a 8 mesi di reclusione. Il processo riguarda una coppia di monregalesi. A denunciarli è stato lo zio che si ritiene vittima del raggiro, assieme alla mamma e nonna di C.F., convivente di M.B. Sono proprio questi ultimi i due imputati nel processo davanti al Tribunale di Cuneo. In ballo ci sono circa 15 mila euro.

Soldi prestati dalla nonna

L’anziana ne prestò 5.500 alla coppia (con un bonifico sul conto intestato a M.B.) e ricevette in cambio, secondo le accuse, due assegni da 2000 e 3.000 euro che poi si rivelarono scoperti. La somma sarebbe dovuta servire per pagare spese che C.F. doveva affrontare per una causa legata ad un infortunio. Lo zio ritiene, inoltre, di averne dati 10 mila al nipote sempre per aiutarlo nello stesso frangente senza ricevere nulla in restituzione. «L’unico scambio di denaro che è stato provato è quello con la nonna che non ha mai presentato querela», hanno sostenuto gli avvocati Luca Borsarelli e Silvia Lusso che difendono i monregalesi imputati. Secondo loro, il processo non avrebbe nemmeno dovuto essere iniziato proprio perché, chi aveva l’eventuale facoltà di sporgere querela, l’anziana di 97 anni, non lo ha mai fatto.

«Un fatto grave perché commesso nei confronti di familiari che li hanno sempre aiutati» ha invece riferito il pm Anna Maria Clemente. Gli imputati sostengono di non aver mai ricevuto denaro dallo zio e di aver restituito il prestito alla nonna compensandolo con parte del valore di acquisto di una casa di famiglia. L’imputato ha assicurato che comunque quei soldi la nonna glieli aveva dati per aiutarlo “nell’acquisto di una macchina”.

I difensori della coppia hanno anche rimarcato il fatto che, a un certo punto, l’anziana decise di estromettere dalla firma sul proprio conto corrente figlio e zio dell’imputato. Il giudice Marco Toscano ha rinviato all’udienza del 20 marzo decidendo di ascoltare come ultimo testimone un funzionario della banca presso cui è aperto il conto corrente dell’anziana.