Scritte antisemite a Mondovì su casa Rolfi: reazioni da tutta Italia

Scritte antisemite Mondovì, reazioni da tutta Italia sul gravissimo episodio di questa mattina: le scritte a casa di Lidia Rolfi. Condanna unanime

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Fioccano le dichiarazioni da tutta Italia sul gravissimo episodio di questa mattina: le scritte antisemite a Mondovì a casa di Lidia Rolfi - LEGGI QUI

Dal Comune di Mondovì e dal sindaco Paolo Adriano è arrivata una nota ufficiale: «Un atto gravissimo che, da sindaco e da uomo, condanno fermamente. Un fatto vergognoso che offende ed indigna Mondovì, Città Medaglia di Bronzo al Valor Militare nella Guerra di Liberazione, e tutti i monregalesi. Ci stiamo organizzando per rispondere con un’apertura straordinaria della Sinagoga di Mondovì: invito, quindi, tutti a partecipare per esprimere non solo vicinanza e solidarietà alla Comunità Ebraica, ma per affermare con forza la nostra appartenenza ad una società civile e democratica e condannare pericolosi rigurgiti di antisemitismo. In attesa che vengano concluse le indagini per individuare e assicurare alla giustizia i responsabili del gesto, esprimo – a nome mio, dell’Amministrazione tutta e della cittadinanza – solidarietà alla Comunità Ebraica, al nostro concittadino Aldo Rolfi e a tutta la famiglia, da sempre impegnata – in memoria della mamma Lidia Rolfi, a cui è intitolata la scuola primaria di Piazza – nella testimonianza e nella tutela dei valori fondanti della nostra Costituzione. Ricordo, infine, che tra pochi giorni e con ancor più viva partecipazione Mondovì poserà due nuove pietre alla memoria di due concittadini deportati nei campi di concentramento».

Il ministro alla PA Fabiana Dadone, monregalese: «Quello di Mondovì è un atto, gravissimo, inaccettabile, vergognoso. Un gesto che mi fa particolarmente male, visto che parliamo della mia città. Dobbiamo sempre tenere alta l'attenzione contro comportamenti che non possono assolutamente essere minimizzati né considerati una semplice bravata. Ne va dei fondamenti del nostro vivere civile, dell'essenza della democrazia che ci ha regalato decenni di pace e benessere». Così la compagna di partito Virginia Raggi, sindaco di Roma: «Ignobile la scritta antisemita apparsa a Mondovì. Subito chiarezza su questo gesto vergognoso. Serve tenere guardia alta. Oggi da Aula via libera all'iter per cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Senza memoria non c'è futuro»

Netta condanna al gesto da parte di ANPI Mondovì: «A soli tre giorni dal Giorno della Memoria, quando a Mondovì è ancora vivo il ricordo della recente e inaspettata visita di Liliana Segre (14 dicembre scorso), sulla casa di Lidia Rolfi Beccaria è comparsa una scritta tremenda, “JUDEN HIER!”, e sotto è stata dipinta la Stella di Davide: e così ritorniamo indietro di ottant’anni, storicamente; ma culturalmente ed eticamente regrediamo alla barbarie più abietta. Non è il momento di riflessioni socioloiche o intellettualistiche (“che ignoranti! Lidia non era ebrea, ma staffetta partigiana e come tale deportata a Ravensbrück come politica”); non è il momento di minimizzare o mostrare alcuna forma di cautela o di attendismo. È, invece, il momento di chiamare le cose col loro nome e di dirlo forte e chiaro: questa non è una bravata, non è una ragazzata! Questa è un’infamia, una vergogna inqualificabile, per la nostra Mondovì e per tutti noi che non siamo né vogliamo essere minimamenti collusi col nazifascismo, con l’antisemitismo e col razzismo. Aprano finalmente gli occhi coloro che fanno finta o non sono capaci di vedere in che tempi stiamo tornando a vivere. Svegliamoci tutti, perché a forza di dire che la storia non si ripete, constatiamo invece che sta proprio avvenendo sotto i nostri occhi e anche in luoghi tranquilli come la nostra città, che ora balza agli onori delle cronache nazionali per questa, ripeto, infamia. Ma alle parole devono seguire i fatti, coerentemente e velocemente: andiamo stasera alle ore 21 al presidio antifascista davanti a casa Rolfi; partecipiamo alla fiaccolata che si organizzerà presumibilmente lunedì prossimo; teniamo aperta la nostra bella Sinagoga di Piazza; acceleriamo l’iter per concedere la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Reagiamo, insomma, non restiamo inerti e in silenzio. Già una volta hanno prevalso ignoranza, intolleranza, violenza e follia. Dimostriamo concretamente e subito di avere tutti gli anticorpi per contrastare l’insorgere di questa nuova, tremenda malattia delle menti e degli animi. La credevano debellata, ma non lo è affatto: rendiamocene conto! ANCHE E SOPRATTUTTO ADESSO: ORA E SEMPRE RESISTENZA!!».

In serata, presidio dell’associazione MondoQui - «L'associazione MondoQui secondo la sua natura antirazzista e la vocazione di strumento per il dialogo e l’amicizia tra culture, esprime condanna e rammarico per l'episodio che si è verificato stanotte a Mondovì e che ha visto la comparsa di scritte antisemite sulla casa di Aldo Rolfi, figlio della partigiana e intellettuale monregalese Lidia Beccaria Rolfi, deportata politica nel campo di concentramento di Ravensbrück. Quello compiuto stanotte, proprio a ridosso del Giorno della Memoria, è un atto che ci rattrista, perché specchio di una tendenza politica e civile che sta investendo tutto il paese con sbocchi di odio e aggressività nei confronti dell’altro; ed è proprio su un piano di civiltà, come cittadini responsabili e promotori di una cultura comune del rispetto reciproco, che invitiamo gli amici e i simpatizzanti dell’associazione, gli abitanti di Mondovì e i membri di tutte le comunità presenti sul territorio monregalese a unirsi a noi questa sera alle 21, in via Rolfi, per un presidio pacifico che dimostri la nostra volontà di resistere a queste derive pericolose e di condannarle, senza mai dimenticare».

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio: «A nome della terra che rappresento e che ha pagato con tante vite il rispetto e la difesa della libertà, mi indigno per un gesto ignobile che il Piemonte condanna con la sua storia e con i suoi sacrifici. Spero che i responsabili vengano individuati al più presto e puniti con il massimo rigore». E il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia: «Come presidente del Consiglio regionale del Piemonte e presidente del Comitato Resistenza e Costituzione esprimo profondo sdegno per la scritta ingiuriosa comparsa a Mondovì sulla porta di casa di Aldo Rolfi, figlio di Lidia, partigiana deportata a Ravensbruck nel 1944. Mi auguro che siano al più presto individuati i responsabili di questo ignobile gesto, che condanno con forza. Quelle scritte antisemite sono una vergogna e un'offesa a tutti piemontesi ed esprimo, a tal proposito, vicinanza e solidarietà verso la comunità ebraica. È inaccettabile che gesti del genere, tra l’altro a pochi giorni dal 75° anniversario dell’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, rievochino il razzismo antisemita per il quale si può solo provare vergogna».

Enrico Costa, deputato FI: «Sono vicino ad Aldo Rolfi ed alla sua famiglia di fronte ad un gesto ignobile, un fatto di inaudita gravità. La nostra città e’ una comunità solidale che reagisce compatta di fronte a questo atto odioso da non sottovalutare.  Mondovì circa un mese fa, ha ricevuto la gradita visita di Liliana Segre, che ha voluto rendere omaggio ad una monregalese che la accudì nei primi anni della sua vita. Quella monregalese, Susanna Aimo, rappresenta ciò che è e che sarà sempre Mondovì: un luogo di pace, una comunità solidale.  Nell'esprimere la vicinanza alla famiglia Rolfi desidero unirmi alla corale solidarietà che da più parti si è levata.  Mondovì non è inerte di fronte a questa ignoranza, non lo è mai stata e mai lo sarà».

Condanna della Lega di Mondovì, a firma del segretario Diego Boetti:  «In merito alle scritte antisemite sulla casa di Aldo Rolfi, a nome della sezione della Lega di Mondovi, esprimo la massima solidarietá alla famiglia Rolfi e condanno duramente questo atto becero segno di inciviltà ed ignoranza, che rappresenta una squallida e vigliacca provocazione». E anche Flavio Gastaldi, deputato cuneese della Lega e sindaco di Genola: «Ferma condanna per il vile gesto antisemita scoperto questa mattina a Mondovì sulla porta dell'abitazione di Aldo Rolfi. Da parlamentare, ma soprattutto da sindaco di Genola, medaglia d'argento al valor civile e sede della scuola elementare tutt'oggi intitolata a Lidia Beccaria Rolfi, sono indignato. Quanto accaduto offende gravemente tutta la comunità di Genola, da sempre profondamente legata alla famiglia Rolfi. Questi nuovi rigurgiti di antisemitismo vanno bloccati sul nascere. Auspico che i responsabili vengano presto individuati e che vengano loro inflitte pene esemplari. Le basi della convivenza civile e democratica non possono essere messe in discussione».

Scritte antisemite a Mondovì sulla porta di Lidia Rolfi, partigiana deportata a Ravensbruck

Il Circolo del Partito Democratico di Mondovì «unitamente ai Consiglieri Comunali Paolo Magnino e Stefano Tarolli (‘Mondovì a Colori’), esprime il più profondo sdegno per il gravissimo episodio – avvenuto la notte scorsa e riportato, questa mattina, da svariati organi di stampa, locali e nazionali – consistito nell’apposizione di una scritta in lingua tedesca, “Juden Hier” (“Qui Ebrei”) sulla porta di ingresso di quella che fu l’abitazione dell’indimenticata Lidia Beccaria Rolfi. Innanzitutto, va la piena solidarietà alla famiglia di Lidia – partigiana deportata nel campo di Ravensbruck – una delle voci più vive, appassionate ed autentiche nella perpetuazione dei valori dell’antifascismo, nella lotta ai totalitarismi e nella difesa dei diritti dell’uomo: alcuni suoi testi – su tutti ‘Le Donne di Ravensbruck’ e ‘L’esile filo della memoria’ – rappresentano, ancor oggi, pietre miliari di un percorso di ricordo del tragico passato della Shoa, ma soprattutto un forte monito per le generazioni future. Vi è poi lo sconcerto per il fatto che – proprio con l’approssimarsi del Giorno della Memoria – la nostra Città, profondamente anti-fascista nonché ‘Medaglia di bronzo alla Resistenza’, sia sia stata, suo malgrado, teatro di un episodio grave ed eclatante, che preoccupa non solo per il fatto in sé, ma soprattutto per la sua valenza simbolica. Rimane la certezza che i cittadini monregalesi, strenui difensori dei valori più profondi della Resistenza e della Costituzione Repubblicana, sapranno affermare, ora e sempre, questi saldi principi, affinché episodi di questa gravità non si ripetano mai più».

Interviene anche il segretario nazionale del PD, Nicola Zingaretti: «"Juden hier", qui abita un ebreo. È accaduto a Mondovì, in provincia di Cuneo. Sulla porta di casa della famiglia di, una staffetta partigiana e testimone dell'Olocausto, ieri qualcuno ha lasciato una scritta antisemita. Come quelle usate dai nazisti durante i rastrellamenti per deportare gli ebrei nei campi di concentramento. Ecco dove porta la cultura dell'odio. Cosa altro deve accadere per capire che dobbiamo mobilitarci tutti contro questa follia che ci porta indietro? Un abbraccio immenso a tutta la comunità ebraica. Non siete soli. Sostituiamo l'intolleranza, l'odio,la violenza, l'arroganza con la fiducia, il rispetto, la speranza, la passione. Cosi si costruisce il futuro migliore per tutte e tutti». Dura condanna anche per mano di Piero Fassino: «Ricordiamo il monito di Brecht : “il ventre che ha partorito il mostro è sempre fecondo”».

«Con riguardo a quanto si è verificato nella nostra città questa mattina, la Consulta femminile del Comune di Mondovì vuole esprimere la propria indignazione e condannare fermamente questo fatto gravissimo. Come donne e cittadine Monregalesi vogliamo, inoltre, manifestare tutta la nostra solidarietà alla famiglia di Lidia Rolfi».

Anche il Circolo di Rifondazione Comunista di Mondovì si accoda alla condanna del gesto e alla solidarietà ad Aldo Rolfi.

Chiara Gribaudo, deputata PD: «La scritta comparsa a Mondovì sulla porta di casa di Aldo Rolfi, impegnato da sempre per trasmettere la testimonianza della madre staffetta partigiana deportata Lidia Rolfi, è un atto senza precedenti in questa terra in cui tanto sangue è stato versato dai partigiani e dove in tanti hanno combattuto e rischiato la propria vita per proteggere gli ebrei dalla deportazione. Il clima d'odio in cui viviamo sta distruggendo la memoria e vuole riportare l'Italia alle leggi razziali del 38. Solidarietà alla famiglia Rolfi, la Granda è antifascista e non li lascerà soli. Serve una grande risposta democratica e civica a questa infamia».

Mino Taricco, senatore PD: «Un grande abbraccio e la mia più sincera vicinanza ad Aldo Rolfi e alla sua famiglia per l’ignobile provocazione di stanotte. Rivedere e rileggere “qui ebrei” ci riporta alla memoria episodi e clima che vorremmo fosse stato definitivamente cancellato da questo mondo. E non riesco ad immaginare cosa possa voler dire per Aldo e i suoi cari. Credo che tutti coloro che hanno a cuore il bene delle nostre comunità dovrebbero condannare con forza e stringersi in un grande abbraccio ideale a Lidia ed a tutti suoi familiari, per dire, e per dirci, che vogliamo un altro Paese e che faremo di tutto perché simili ignobili provocazioni non trovino spazio, e siano affrontate con l’energia che la gravità richiede. Tutti insieme dobbiamo bandire la paura e la rassegnazione l’ignavia.
Rimane lo sconcerto e l’amarezza».

Il Circolo delle Idee di Mondovì: «Apprendiamo con forte rammarico e profonda desolazione quanto accaduto nella nostra città questa mattina: intendiamo pertanto esprimere estrema solidarietà alla famiglia di Lidia Rolfi condannando il gesto antisemita. È d'obbligo che anche i giovani prendano le distanze da quanto accaduto sottolineando in maniera categorica i valori di democrazia, libertà e pluralismo che troppo spesso sono messi in discussione, osservando che purtroppo nulla può essere dato realmente per scontato. Siamo di fronte ad una manifestazione di inciviltà alla quale è necessario rispondere con fermezza rispettando la Storia e le Vite compromesse».

La posizione di ANCI Piemonte: «Giudico scandalose e inaccettabili le scritte antisemite apparse a Mondovì. Si tratta di un gesto che offende profondamente la comunità cuneese e non solo la memoria di Lidia Rolfi, che fu testimone importante degli orrori della Shoah e che, nel dopoguerra, si dedicò alla sua comunità prima come insegnante e poi come consigliera e assessora comunale. Ancora una volta ANCI Piemonte condanna fermamente ogni manifestazione di odio». Così il vicepresidente di ANCI Piemonte Michele Pianetta, vicesindaco di Villanova Mondovì, a margine dell'episodio occorso nelle scorse ore.
"Ricordo con grande affetto il rapporto di stima che legò Lidia Rolfi al mio bisnonno, Primo Silvestrini, primo sindaco di Mondovì dopo la Liberazione. La storia di Lidia è anche la storia della nostra comunità. Ecco perché, nel condannare situazioni di questo tipo, dobbiamo assolutamente restare uniti", conclude Pianetta.

Il circolo monregalese di Rifondazione Comunista: «RC, che da sempre combatte con i suoi piccoli mezzi e le sue forze ogni forma di fascismo e di razzismo e non esita mai a riconoscere le parole, gli atteggiamenti, i fatti che rievocano uno dei periodi più terrificanti della nostra storia, esprime la sua totale vicinanza alla famiglia di Lidia Rolfi colpita da un gesto ignobile, plateale e determinato a offendere. Parteciperemo questa sera alla fiaccolata accanto alla casa di Lidia Rolfi, nella strada che porta il suo nome e che conosciamo bene. Vorremmo coprire quella scritta infame sulla porta e poter scrivere “Qui ha vissuto una donna straordinaria"».

Il sindaco di Cuneo Federico Borgna: «Un atto ignobile e vergognoso. Un gesto figlio di toni e comportamenti che purtroppo la politica sta assumendo in questo periodo e che fa sentire qualcuno legittimato a commettere queste vigliaccate. Permettetemi il termine poco istituzionale, una vera porcata». Dure parole di condanna da parte di Federico Borgna, Sindaco di Cuneo e Presidente del Comitato a difesa della Costituzione nata dalla Resistenza, al gravissimo episodio di antisemitismo ai danni dell'abitazione del monregalese Aldo Rolfi, figlio della partigiana Lidia. Un rapporto stretto lega da sempre Cuneo, Città Medaglia d'Oro per la Resistenza, alla famiglia Rolfi. A Lidia, deportata nel lager di Ravensbruck nel giugno del 1944 e liberata nell'aprile del '45, è dedicata la Scuola Primaria di Viale Angeli. Il figlio Aldo, che in memoria della madre ha continuato l'opera di testimonianza e tutela dei valori fondanti della nostra Costituzione, è stato più volte ospite delle scuole cuneesi per raccontare ai giovani l'orrore del fascismo e della persecuzione.
«Esprimo a nome mio e dell'Amministrazione Comunale, la nostra vicinanza e solidarietà ad Aldo Rulfi, alla sua famiglia e alla comunità ebraica - continua il Sindaco -. Atti spregevoli come questo non fanno parte di una società civile e democratica, sono rigurgiti pericolosi verso i quali non dobbiamo rimanere indifferenti. A pochi giorni dalle celebrazioni per la Giornata della Memoria, faccio mio un appello della Senatrice Liliana Segre: 'Indifferenza è quando nessuno ti parla, nessuno ti vede, nessuno ti pensa, nessuno ti aiuta, tutti voltano la testa dall'altra parte. E invece appunto bisogna conoscere, denunciare, reagire'».

Arriva anche una presa di posizione dal Circolo di Forza Italia di Mondovì a firma Gianpiero Caramello: «A nome personale e di tutto il coordinamento di Forza Italia Mondovì, esprimo la massima vicinanza e solidarietà al Sig. Aldo Rolfi, ai Suoi Familiari ed all’intera Comunità Ebraica per le scritte antisemite sulla porta dell’abitazione della nostra compianta concittadina, Lidia Rolfi. Da cittadino, da consigliere comunale della mia città e da Coordinatore Cittadino di un partito che ha costruito e fondato la propria storia sugli ideali di libertà e del rispetto di ogni persona sono profondamente indignato ed amareggiato. E’ un atto vergognoso, un fatto gravissimo, che condanno pesantemente e che offende l’immagine dell’intera comunità monregalese, non solo a livello locale ma anche a livello nazionale. Mondovì è una città aperta, rispettosa e solidale con tutti. Troppe vite sono state sacrificate in passato per il rispetto e la difesa della libertà e questo è uno “schiaffo” per coloro i quali hanno pagato con la morte una vergognosa persecuzione. La storia non deve e non può dimenticare la disperazione che si racchiude nella parola “olocausto” e i drammi che si sono vissuti nel passato non possono e non devono più ritornare. Confido nel lavoro serio e rigoroso delle Nostre Forze dell’Ordine e mi auguro che riescano ad individuare gli autori di questo gesto infame nel più breve tempo possibile».

L'ex presidente del Senato Pietro Grasso: «Troppi i segni dei fantasmi del passato che riaffiorano. Solo nelle ultime ore: nelle parole di Salvini, ad Andria, oggi a Mondovì. Dobbiamo saperli riconoscere, dobbiamo combattere l’indifferenza ».

Il gruppo locale Mondovì Oltre: «Dobbiamo essere uniti, dobbiamo guardare al futuro con la serenità di chi ha saputo vincere le più terribili sofferenze. Mondovì non si lasci scalfire dalla più greve ignoranza, resti unita e difenda la propria storia di Medaglia di Bronzo al Valor Militare conquistata con la lotta di Liberazione. Alla famiglia Rolfi giunga la nostra più viva solidarietà ed a tutta la città l'invito a partecipare alla fiaccolata annunciata dal Sindaco e prevista per lunedì 27, Giorno della Memoria. La nostra città continuerà ad essere quella che tutti conosciamo: unita e solidale».

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