C.E.V.A. e Leandro: due visioni di cantautorato al Caffè Sociale

Parte la stagione invernale dei live, con un "duello" tra due cantautori del territorio: il cebano Seghesio e il monregalese Leandro

Che l'italia sia paese di campanili e campanilismi è abbastanza appurato, almeno tanto quanto la convinzione che la musica, dalla nascita – per lo meno – del rock, abbia spesso vissuto di diatribe dicotomiche, tra i Beatles e gli “Stones”, tra Pink Floyd o Led Zeppelin, Blur o Oasis. Trasportare nel nostro contesto questo tipo di confronti parrebbe forse esagerato, ma è un po' con questa logica – ossia l'idea di offrire all'ascoltatore due modi di interpretare lo stesso genere – che il Caffè Sociale parte con la sua stagione invernale di concerti, venerdì 31 gennaio.
A salire sul palco due artisti che non possiamo immaginare abbiano una rivalità al pari di quella tra Johnny Cash ed Elvis, ma che potranno offrire due idee diverse dell'interpretazione di cantautorato.
Stefano Seghesio, ex voce dei Litio, nel 2019 è ripartito dal progetto artistico di C.E.V.A. (questo il link all'articolo dello scorso anno in cui si presentava l'album) e prendendo spunto dal nome del suo paese di origine, ha ricostruito un luogo simbolico e un simbolico luogo in cui rifugiarsi e di cui narrare con le canzoni le storie ed i molteplici microcosmi, fatti di persone e di emozioni.
L'esperienza musicale di Leandro è profondamente ancorata alle radici monregalesi, anche se per trovar fortuna il giovane cantautore ha lasciato il luogo d'origine per approdare a Torino e con il prezioso apporto di un nutrito gruppo di conterranei trapiantati in città ha dato vita ad un album fresco e legato alla tradizione più pop della musica italiana (qui l'intervista di Tommaso Fia, di qualche settimana fa). Il riferimento principale, e più “alto”, di Leandro è indiscutibilmente quello di Niccolò Fabi (ma c'è dentro anche Bianco o Sinigallia): un mondo fatto di sentimenti ed intimità, raccontato in profondità e senza scendere mai nei facili sensazionalismi.
Ad ospitare questa sorta di “battle” del cantautorato il Caffè Sociale di Mondovì, un luogo di incontro per eccellenza vista la collocazione nei locali della stazione cittadina, dove la gente parte, arriva, si incontra, luogo assai adatto dove offrire una dimensione di aggregazione giovanile che in città ha perso di identità e che solo dallo slancio dei più giovani a conoscersi e conoscere può ripartire.