Era il febbraio 2019, un anno fa, quando a Mondovì si dava il via ai lavori per far arrivare la fibra ottica nelle case dei cittadini e colmare finalmente il “digital divide” grazie alla rete internet super veloce. È passato un anno, e che cosa è accaduto? Praticamente nulla. Perché permane un ostacolo che il Comune di Mondovì non riesce a superare: Anas e Ferrovie non lasciano “passare” i cavi.
L’INTOPPO: MANCANO AUTORIZZAZIONI
La connessione veloce era stata presentata a Mondovì con tanto di conferenza stampa dal gruppo Open Fiber. Il progetto avrebbe dovuto riguardare soprattutto le zone esterne al concentrico, come le frazioni. Open Fiber non è un gestore di servizi telefonici e non fa contratti: il suo lavoro è quello che viene a monte, ovvero la posa dei cavi e la creazione della rete attivando le centraline. Una volta che la fibra è stata interamente posata, la palla passa alle compagnie di telecomunicazioni che, se ritengono di avere sufficiente mercato per poter operare, contattano i clienti e propongono la fibra.
Dove sta l’intoppo? Qui: Open Fiber non ha ancora posato la rete, perché non ha ottenuto i permessi da una serie di Enti superiori, come Anas o le Ferrovie. La centralina CPN a cui si allaccerà la fibra che servirà Mondovì, è quella di Carrù. Ma per coprire quei pochi chilometri che vanno da Mondovì a Carrù… si deve passare attraverso infrastrutture di ogni tipo: ferrovia, autostrada e strade statali. Al momento le società di competenza, ovvero RFI e Anas, non hanno ancora rilasciato le autorizzazioni.
«NON CI ASPETTAVAMO QUESTI RITARDI»
E così paradossalmente, mentre altri Comuni hanno già acceso le reti, Mondovì resta al palo. L’assessore Luca Robaldo, con delega all’Innovazione, non la prende bene: «Siamo in ritardo di un anno e mezzo sul programma – sbotta –, ne sono ben consapevole». E aggiunge: «In questi giorni il tema della “banda ultra-larga” è tornato di attualità. Giustamente, molti cittadini mi hanno scritto messaggi, tutti più o meno con le stesse parole: che ne è di Mondovì? Siamo un Comune fra quelli ammessi alla “prima fase” dell’attivazione del progetto. I lavori sono cominciati, e hanno persino portato ad alcune lamentele legate ai rattoppi stradali. Siamo un Comune, insomma, dove pareva si dovesse procedere spediti». Ma non è possibile andare a sollecitare direttamente RFI e Anas, affinché velocizzino le procedure? «Lo farò, seppure con scarsa speranza di risultati – afferma Robaldo –. Così va l’Italia di oggi: 900 mila euro di investimenti, da compiere in un dato periodo. Così ci dissero, e lo dissero anche pubblicamente. Confido che la banda ultra-larga, una volta posata, sia più veloce».
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