Mondovì, bocciata due volte alla Maturità, vince nuovamente il ricorso

Mondovì, liceale bocciata due volte alla Maturità vince nuovamente il ricorso. Potrà ridare l'esame orale per la terza volta

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Mondovì, liceale bocciata due volte alla Maturità vince nuovamente il ricorso. Potrà ridare l'esame orale per la terza volta

È una vicenda delicata che, comprensibilmente, tutte le parti vorrebbero tenere nascosta. Ma gli atti sono pubblici: lo è l’Ordinanza del Consiglio di Stato datata 3 febbraio 2020, e lo sarà anche la prova orale dell’esame di Maturità che Maria – nome di fantasia, anche se la ragazza è maggiorenne – sosterrà al Liceo linguistico di Mondovì per la terza volta. Una prova che lei ha già dato a giugno e a novembre. Per due volte è stata esaminata, per due volte bocciata. Ma entrambe le volte ha presentato ricorso al Consiglio di Stato, vincendolo. E così, nuovamente, l’Istituto dovrà sottoporla alla prova orale.

UN CASO LUNGO E DISCUSSO
La vicenda di questa studentessa ha alle spalle una questione piuttosto intricata, che è assolutamente necessario ripercorrere per capire come mai il fatto non sia mai stato “una questione privata” ma, anzi, inquadrata in un contesto volutamente reso pubblico fin dal principio, con la prima lettera degli studenti.

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Allieva del Liceo linguistico di Mondovì Piazza, Maria sostenne la Maturità nel giugno 2019. Come centinaia di altri studenti a Mondovì (e decine di migliaia in Italia), dovette fare i conti con la nuova procedura della prova orale. Quella delle “tre buste”: gli studenti devono cominciare la discussione partendo da un tema casuale (scelto, appunto, sorteggiando una busta) per poi procedere collegandosi alle varie materie del programma. La studentessa venne esaminata e bocciata. Qualche settimana dopo la prova, il nostro settimanale ricevette una lettera inviata dagli studenti (anche compagni di classe della ragazza in questione) che stigmatizzavano apertamente il comportamento della Commissione docenti durante la prova orale, definendola «“non rispettosa” delle direttive del Ministero». Lettera a cui, qualche giorno dopo, cinque professori replicarono a titolo personale con toni e termini molto duri.

Il ricorso arrivò qualche mese dopo. Il Liceo convocò nuovamente la Commissione esaminatrice e il 15 novembre si svolse la nuova prova orale, la studentessa venne esaminata nel pomeriggio.

La Commissione si riservò alcune ore per rendere pubblico il verdetto, che venne affisso nella bacheca scolastica il giorno seguente: esame non superato.

NUOVO RICORSO
Oggi nessuna delle parti, Scuola e avvocato, intende dare dettagli. Ma c’è un nuovo ricorso, e una nuova ordinanza del Consiglio di Stato, che dispone che la ragazza venga esaminata per la terza volta. E anche se il documento omette il nome dell’esaminata, è chiaramente indicata la Commissione d’Esame di Stato Cnli04004 (ovvero il Liceo “Vasco-Beccaria-Govone”) e la data della precedente prova (15 novembre 2020, ore 16), oltre all’indicazione di una nota del dirigente che descrive il caso «un “unicum” amministrativo, considerata l’assenza di precedenti quanto meno in provincia e in regione». Insomma, inequivocabilmente riferito a quel caso. E spiega anche che l’avvocato aveva presentato due istanze di ricusazione verso altrettanti docenti della Commissione durante il secondo esame: istanze respinte. Oggi una delle prof è andata in pensione. Dal Liceo, il dirigente non rilascia dichiarazioni limitandosi ad affermare che l’Istituto è a conoscenza del dispositivo e che procederà come di dovere. La studentessa verrà riesaminata nelle prossime settimane.

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