Mondovì: «Le slot machines creano dipendenza: non cambiate la legge»

Il Consiglio comunale di Mondovì interviene sul tema delle slot machines, chiedendo di non cambiare la legge regionale

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Il Comune di Mondovì interviene sul tema delle slot machines, chiedendo di non cambiare la legge regionale anti-slot. Un ordine del giorno che si rivolge alla Regione e al presidente Alberto Cirio.

Giovedì 13 febbraio il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno proposto dall'intera maggioranza (prima firmataria, maria Cristina Gasco). «Il gioco d’azzardo patologico  rappresenta un vero e proprio dramma socio-sanitario - scrivono i consiglieri - , che colpisce principalmente le fasce più deboli della popolazione. Dal punto di vista sanitario si tratta di una patologia. La domanda di gioco è cresciuta a causa di un eccesso di offerta - aumentata in modo esponenziale negli ultimi anni - e ha raggiunto ogni luogo e spazio di vita dei cittadini. La Società Italiana Tossicodipendenze Sezione Piemonte e Valle d’Aosta ha assunto una posizione molto netta precisando che un ritorno alla situazione ante legem avrebbe un “impatto DISASTROSO sulla prevalenza del gioco con apparecchi e provocherebbe una nuova impennata di gioco problematico e patologico».

La posizione si rivolge alla Regione e al presidente Alberto Cirio: il Comune esprime «la decisa contrarietà al qualsiasi modifica della legge regionale» anti-slot «che sta dando frutti positivi nel contrasto al gioco d’azzardo patologico». La proposta di variazione della legge regionale arriva dalla Lega. Il consigliere leghista Claudio Leone chiede di modificare la legge introdotta dalla Giunta Chiamparino (LEGGI QUI) che poneva un limite al numero di "macchinette" nei bar e nelle tabaccherie.

Il punto è stato approvato senza discussione all'unanimità da tutti i consiglieri presenti: maggioranza, minoranza di centrodestra e di centrosinistra.

La proposta, sostanzialmente, mira a togliere l'effetto retroattivo: gli esercizi pubblici e le sale giochi che alla data del 19 maggio 2016 già ospitavano slot e Vlt non devono essere soggetti al distanziometro. La Lega vorrebbe modificare la legge attuale, approvata nel 2016, che vieta le slot machine nelle sale giochi e negli esercizi pubblici situati a meno di 500 metri dai cosiddetti luoghi sensibili (scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, oratori, istituti di credito e stazioni ferroviarie). Nei comuni con non più di 5000 abitanti la distanza minima diventa di 300 metri. «Sono un imprenditore prestato alla politica – afferma Leone –, quindi capisco perfettamente le difficoltà che stanno vivendo gli operatori piemontesi per gli effetti della legge regionale sul gioco. Una legge che io probabilmente non avrei votato neanche nel 2016 e che a maggior ragione è assurdo sostenere oggi, dopo tutti i danni che ha fatto».

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