Elezioni a Carrù: sarà Alessio Ghisolfi a sfidare Rocca?

Per la lista uscente, l’attuale sindaco Stefania Ieriti: «Noto una squadra numerosa, di rinnovamento e continuità». L’avvocato cuneese deciderà di candidarsi?

L'avvocato cuneese Alessio Ghisolfi

Attorno alla sfera dell’amministrazione uscente si sta creando e definendo una squadra compatta e numerosa. «Noto tanta partecipazione, anche fra gli assessori e amministratori uscenti» commenta Stefania Ieriti, che poi scioglie le riserve anche su una sua ipotetica candidatura in lista, come aleggiato negli scorsi giorni: «Non penso di ricandidarmi, lascio spazio volentieri». Quale sarà dunque il nome del capolista? Questo discorso non è così netto e la possibilità è aperta tra varie figure che in ogni caso faranno parte di questo progetto “nuovo e allo stesso tempo di continuità”.

Quello che è certo è che ci sono stati contatti con Alessio Ghisolfi, avvocato cuneese classe ’78, che ricopre anche l’incarico di consulente giuridico al Senato. Nonostante Ghisolfi risieda a Cuneo, in questi ultimi anni il suo legame con Carrù si è intensificato parecchio, specie per il lavoro di raccordo nei vari eventi dedicati ad Einaudi che hanno portato in paese, fra le altre cose, ben due presidenti del Senato, Pietro Grasso nel 2017 e la Casellati nel 2019. «Le mie radici, da parte di nonni, sono maglianesi» ci racconta lo stesso Ghisolfi.

«Per lavoro orbito spesso su Carrù, anche in considerazione dei 15 anni trascorsi professionalmente a Mondovì. Mi definisco però soprattutto un einaudiano doc. È una passione che coltivo al di là del lavoro. Sono stato spesso a Carrù in occasione della festa del 2 giugno come biografo di Isacco Levi (libro scritto assieme al procuratore Caselli). Ci tengo molto a portare avanti la memoria storica, al di là dei fini politici». I giochi pare comunque si definiranno a breve e Ghisolfi potrebbe essere il nome di punta.

«Penso che Carrù abbia delle grosse potenzialità sulla scena nazionale, da integrare in un lavoro di squadra. E questo a prescindere di chi sia il capolista». Il ruolo al Senato potrebbe compromettere un eventuale impegno come primo cittadino “di paese”? «Non direi, anzi io inquadro questo incarico all’interno della mia professione forense. La politica è una cosa, mentre i tecnici della politica un’altra. Il mio è un ruolo “tecnico”. Non sono mai stato candidato altrove e non ho tessere di partito. Certamente, poi, non nascondo un bel legame, a livello personale, con il vicepresidente Roberto Calderoli».