Coronavirus: «Compro vino di Vo’ Euganeo, per fermare la stupidità umana»

Iniziativa di Anna Bracco, ex direttore della Cantina di Clavesana, che ha raccolto l’appello disperato di una cantina veneta, alle prese con la psicosi

«Ci rispediscono indietro le bottiglie di vino, perché temono di essere contagiati». Il grido d’allarme arriva dalle pagine del quotidiano “Repubblica”, lanciato direttamente dal direttore di una cantina di Vo’ Euganeo, uno dei paesi veneti “blindati” e maggiormente colpiti in queste settimane dal diffondersi del Coronavirus. «La gente si è convinta che vendiamo Coronavirus e non prodotti di origine controllata e garantita. Siamo alla psicosi totale – aggiunge il produttore –. Alcuni clienti ci stanno addirittura mandando indietro i campioni che gli avevamo spedito. Ci arrivano sigillati dentro buste di plastica». Venuta a conoscenza della situazione, Anna Bracco, donna di Langa e “donna del vino” praticamente da sempre, abituata ad agire con idee chiarissime e grande tempestività, ha raccolto l’appello del collega veneto: «Ordino subito due cartoni di “Fior d'Arancio” (un particolare spumante dei Colli Euganei ottenuto da uve Moscato, ndr.), vino speciale come lo sono tutti i vini, le persone di questa stupenda azienda e la comunità di Vo’ – ha commentato sui social –. Brindo alla guerra senza tregua alla stupidità umana». L’iniziativa solidale di Anna Bracco, per oltre 40 anni alla guida della Cantina di Clavesana, ha subito riscosso successo e grandi apprezzamenti su Facebook, tanto che in poche ore numerosi utenti le hanno chiesto i riferimenti della cantina di Vo’ Euganeo di cui si parla nell’articolo, per poter acquistare il vino dei produttori che attualmente si trovano fortemente penalizzati dalla psicosi generale.

Anna Bracco

«Sono fatta così – spiega Anna –, su certi argomenti proprio non riesco a stare zitta. Viviamo in un mondo ormai ampiamente globalizzato, dove le notizie viaggiano a velocità supersonica, così come i pregiudizi; spesso però ci sono persone che non riescono a distinguere le due cose. Il diffondersi del Coronavirus ovviamente è una questione molto seria, ma da qui a pensare che possa trasmettersi il virus all’interno delle bottiglie… Dopo aver letto l’articolo su Repubblica ho chiamato i responsabili della cantina di Vo’, realtà davvero splendida e ottimamente organizzata, che conosco personalmente da tempo. Mi hanno raccontato che si trovano proprio all’interno della “zona rossa”, per cui attualmente non ci possono essere scambi con l’esterno». I produttori di Vo’ sono rimasti molto colpiti dall’iniziativa di Anna Bracco, l’hanno ringraziata e le hanno fornito i riferimenti per effettuare gli ordini. «Forse le consegne saranno ritardate di qualche giorno, ma la cantina spera di tornare alla normalità il prima possibile – aggiunge Anna Bracco –. Inoltre possono contare anche una logistica fuori Vo’, che potrebbe già occuparsi delle spedizioni di vino nei prossimi giorni. Io invece, ora sto già girando i contatti della cantina a tutti gli interessati, intenzionati ad acquistare vino “contro la stupidità”».