In Piemonte task-force con le Università per certificare mascherine e camici

In Piemonte sono in arrivo centinaia di migliaia di mascherine per l'emergenza covid-19. Arrivano anche dall'estero: 2 milioni, consegnate all'Italia comprate dal Brasile e presto arriveranno 350 mila dispositivi FFP2 direttamente dalla Cina. Ma per quanto riguarda le certificazioni sanitarie, necessarie a usarle negli ospedali, per 600 mila mascherine prodotte dalla “Miroglio” erano prive dell'ok della burocrazia.

Così il Piemonte ha deciso di diventare autonomo anche sulle certificazioni: mettendo in piedi una task-force con le Università piemontesiil Politecnico, l'Università di Torino e l'Università del Piemonte Orientale – che hanno messo in piedi una vera e propria filiera tecnica per produrre le certificazioni.

Lo ha annunciato oggi la Regione nella nuova conferenza stampa streaming, attivata in tempo di emergenza. «C'è in corso una vera e propria corsa spasmodica ad accaparrarsi i dpi come mascherine, camici e guanti – ha affermato il presidente Alberto Cirio –. È in corso il piano di consegna delle mascherine “Miroglio”, perché ci siamo resi conto che la Regione ormai deve essere autonoma dal punto di vista della produzione e del reperimento dei dpi».

Questi dispositivi però vanno obbligatoriamente certificati CE. Ma i tempi sono troppo lunghi. Ecco perché il Piemonte ha avviato un programma – chiamato “Piemonte fa da sé” – per aggirare il punto. Cirio e Icardi: «Abbiamo chiesto a Roma di consentirci di aprire un nostro percorso di certificazione equipollente al marchio CE, a meno che Roma non sia in grado di certificare entro 3 giorni.

Questo il compito della task-force universitaria. L'assessore Matteo Marnati: «La regia sarà in mano al Politecnico. Questa emergenza ci sta insegnando che possiamo puntare sulle strutture del Piemonte: ci sono 3 atenei, ovvero il Poli, l'Università di Torino e l'Università del Piemonte Orientale, che ci lavoreranno».

Guido Saracco, rettore del Politecnico: «Ci siamo rivolti ad aziende diverse, per coprire tutte le norme pertinenti. Non è banale fornire certificazioni di questo tipo, ma ce l'abbiamo fatta». Gian Carlo Avanzi, Università del Piemonte Orientale: «Metteremo in campo sistema in-house per produrre i reagenti». Stefano Geuna, medico e rettore di Unito: «Mettendo in sinergia competenze e metodi si possono portare grandi vantaggi alla sanità regionale».

Alla validazione delle certificazioni lavorerà una task force di 18 esperti. «Siamo stati la prima regione a produrre mascherine, che già oggi stiamo distribuendo gratuitamente a tutto il Piemonte. Oggi facciamo un passo in più grazie alla capacità degli atenei piemontesi di mettere in campo competenze e laboratori per certificare i nostri dispositivi di protezione. Per questo chiediamo a Roma che autorizzi le nostre certificazioni senza ulteriore burocrazia, che ci fa perdere solo tempo. E tempo purtroppo non ne abbiamo».

Le aziende che desiderano candidarsi potranno inviare la richiesta all’indirizzo mail autocertificazioni.covid@regione.piemonte.it. Verrà effettuata una preselezione e le realtà con le caratteristiche idonee potranno inviare i campioni per l’analisi da parte dei laboratori. Una trentina di aziende hanno già proposto la propria candidatura.

LA TASK FORCE -  Per mascherine e camici il coordinamento è della Prof.ssa Alice Ravizza del Politecnico di Torino. Assieme con lei sono al lavoro esperti di filtrazione e tessuti tecnici (Professori Paolo Tronville e Ada Ferri del Politecnico di Torino), esperti di microbiologia (Professor David Lembo dell’Università di Torino e Professoressa Elisa Bona dell’Università del Piemonte Orientale), scienziati dei materiali (Professor Michele Laus dell’Università del Piemonte Orientale). Completano il quadro degli attori coinvolti in questo partenariato il CNR-STIIMA di Biella (Professor Claudio Tonin), l’Università di Bologna (Prof. Violante, medicina del lavoro, e Professoressa Cristiana Boi, ingegneria chimica), esperti di qualità (Professor Audenino del Politecnico di Torino) e alcuni esperti di aziende specializzate (Ing. Andrea Corradi di Ahlstrom-Munksjo di Mathi Canavese, Dott. Tanchis della ditta CentroCOT di Busto Arsizio, ecc.).
Per i tamponi e i relativi reagenti di amplificazione dell’RNA virale sono invece attivi, sotto il coordinamento del Prof. Umberto Dianzani dell’Università del Piemonte Orientale, esperti di genetica molecolare (Prof.ssa Fiorella Altruda, Prof. Lorenzo Silengo, Prof.ssa Rossana Cavallo dell’Università di Torino. Prof. Claudio Santoro e Prof.ssa Marisa Gariglio dell’Università del Piemonte Orientale). Per l’Unità di Crisi della Regione Piemonte il coordinamento è del Dr. Pier Luigi Pavanelli.

IL "PIANO MASCHERINE"  - Sono oltre 200.000 le mascherine distribuite in questi giorni dalla Protezione Civile piemontese in tutta la regione. In particolare, sono già state distribuite oltre 81.000 mascherine ai medici di medicina generale richieste dalle Asl, 10.000 ai farmacisti, 30.000 al personale RSA di 741 case di riposo, 20.000 agli operatori dei consorzi rifiuti e di trasporto, 3.000 all’Arpa.

A queste si aggiungono 16.000 mascherine destinate al sistema dei volontari della Protezione civile, 12.000 al personale dei servizi territoriali e agli assistenti domiciliari. Sono inoltre state consegnate 10.000 mascherine alla Polizia di Stato. Oltre a queste le Prefetture stanno distribuendo 20.000 mascherine alle Forze dell’ordine e alle Polizie municipali dei capoluoghi di Provincia e dei Comuni sopra i 20mila abitanti. «Stiamo elaborando – conclude l’assessore Gabusi - un piano di distribuzione ai Comuni che condivideremo nelle prossime ore con le associazioni degli enti locali e che ci consentirà di fornire un quantitativo sufficiente di mascherine ai dipendenti comunali di tutti i 1181 i Comuni piemontesi».

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