Decameron 51/ Storia di “Iosonouncane” da un call center alla Sardegna – 2

Una delle più belle storie della musica contemporanea, quella del cantautore Jacopo Incani, in arte "Iosonouncane", dagli inizi fino alla consacrazione, storia di un artista che è partito da zero

Nella musica accade spesso di trovare situazioni, racconti e storie assai torbide, quasi che alle forti emozioni si debba accompagnare uno struggimento totale. Con il rock quest’idea si è andata rafforzando: se uno dovesse stilare la lista degli artisti caduti in disgrazia negli ultimi 50 anni scriverebbe a lungo. Difficile perciò pensare ad una storia a lieto fine. Anche nella tradizione musicale “alta” del cantautorato italiano sono molte le canzoni che parlano di storie andate a male. Sarà che la musica piace, spesso, quando gli accordi sono in minore? Possibile, ma non sempre la musica “bella” comincia con un “A minor”.

Non quella di “Iosonouncane”.

Siamo nella Bologna di inizio millennio, in un call center, dove è finito a lavorare un ragazzo di origine sarda: non sempre una laurea coincide con la sicurezza di un lavoro qualificato. La vita di Jacopo scorre lungo la routine quotidiana attaccato ore ed ore ad un telefono. Sarà il senso di claustrofobia lavorativo ad amplificare il bisogno di evasione artistica, ma quella di Jacopo per la musica è una vera e propria passione. Dopo le prime esperienze in band, scatta il bisogno di far tutto da solo, in casa, con una drum machine e qualche campionatore: oltre oceano è prassi che va avanti già da un po’, un’idea che prende e trasforma i generi, giocandoci e agganciandoli tra loro, elettronica e folk, il suono pieno di effetti e voci modificate.

La Macarena Su Roma esce nel 2010 ed è un esordio fulminante, Jacopo Incani continua ad essere la persona che va a lavorare in call center, ma con il nome di Iosonouncane incanta ed impressiona per gli affreschi che dipinge, un mondo che sta tra i ragazzi di strada di Pasolini e quello onirico di Fellini. Il suo non è un successo immediato, occorre aspettare altri 5 anni, il tempo che gli serve per tornare nella sua terra d’infanzia. In Sardegna Jacopo ritrova il rapporto con la terra ed il suo territorio, una “filosofia agricola” fatta di essenzialità, registra i suoni delle greggi al pascolo, i canti tradizionali e i rumori della notte sopra il cielo di casa.

Nel 2005 esce Die ed il suo è un successo non solo in termini di pubblico, ma anche di critica. È considerato uno dei, se non IL, disco del decennio: il nuovo cantautorato italiano, capace di mantenere un legame stretto con la tradizione passata e in grado al tempo stesso di guardare alle novità del presente.

Oggi Iosonouncane, di cui si attende l’uscita nelle prossime settimane del nuovo disco Ira, è considerato uno dei cantautori più quotati della musica italiana e si spera che le piattaforme online possano pubblicare presto le nuove canzoni, tanto più che il tour di presentazione in anteprima del disco – soldout in tutte le date – è stato ad oggi rinviato.

Decameron 51 - Giorno 2

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