«Lasciateci varcare i confini regionali»

L’Appello dei Comuni di confine tra Liguria e Piemonte ai governatori Cirio e Toti per utilizzare un criterio di prossimità e non di confine: «Non è logica questa situazione troppo penalizzante per i nostri cittadini»

Il sindaco di Saliceto, Luciano Grignolo, in collaborazione con tutta la sua Amministrazione comunale si è fatto promotore di un’iniziativa a favore del superamento delle limitazioni imposte alla mobilità a causa dell’emergenza sanitaria in corso attraverso i confini regionali. È infatti capofila di una trentina di Comuni, piemontesi e liguri, che si sono definiti “di confine” in quanto sono tutti accomunati dalla posizione del proprio territorio comunale in adiacenza al confine regionale. Da Ormea a Gottasecca, da Triora a Piana Crixia, tutti condividono e subiscono gravi ripercussioni legate alla presenza del confine tra Piemonte e Liguria che di questi tempi appare come un muro insormontabile se non per stretta necessità. Scrivono i sindaci: «Le nostre sono aree interne con importanti problematiche infrastrutturali, nelle quali spesso le vie di comunicazioni più dirette corrono lungo i fondivalle principali e pertanto esulano dai rigidi limiti regionali. Ciò comporta il fatto di avere importanti scambi commerciali tra le due regioni a cui inevitabilmente hanno fatto seguito rapporti di tipo personale ed addirittura famigliare.  Ci troviamo pertanto attualmente ad avere cittadini che abitualmente gravitano sulla regione confinante per svariati motivi (non per forza lavorativi o di salute) come terreni di proprietà che non possono gestire personalmente, attività commerciali e servizi di fiducia che non possono raggiungere, senza considerare che ci sono famiglie con figli o nonni residenti oltre confine». Nella consapevolezza che siffatte problematiche non possono essere affrontate alla scala della singola regione, è partita da Saliceto (condivisa e supportata da tutti gli altri comuni) la richiesta ai governatori di Piemonte e Liguria, Alberto Cirio e Giovanni Toti, di condividere tali criticità e di sottoporle alle autorità governative centrali al fine di raggiungerne una soluzione. La lettera si conclude così: «A titolo puramente esemplificativo proponiamo l’introduzione di un criterio di prossimità (in alternativa al confine di regione) in base al quale gli spostamenti potrebbero essere consentiti o all’interno dei confini regionali o in un raggio prestabilito di kilometri dalla propria abitazione di residenza o domicilio, dando così un minimo di respiro alla mobilità territoriale. Speriamo che la forza dei numeri dei cittadini che rappresentiamo ci consenta di raggiungere il nostro obiettivo».