LA RUBRICA CHE ABBAIA / Va dove ti porta…

A cura di GEA ODV

LA RUBRICA CHE ABBAIA

Noi dell’Associazione GEA gestiamo il Canile Rifugio 281 a San Michele Mondovì, siamo accalappiatrici e quando in uno dei Comuni con noi convenzionato viene ritrovato un cane vagante veniamo allertate dalla Polizia municipale, dall’ASL veterinaria o dai Carabinieri e obbligatoriamente siamo tenute ad intervenire per recuperare l’animale. Dopo un lungo periodo di tranquillità durante il quale i casi di accalappio sono stati rari, negli ultimi giorni invece ci siamo trovate a ricevere diverse chiamate e ad assistere alla moltiplicazione sui social di appelli per cani vaganti. Ci siamo quindi fatte la domanda del perché di tutto questo e la risposta non è sicuramente la riapertura dopo la quarantena.
Il motivo principale per cui i cani scappano è la ricerca delle femmine in calore: il nostro canile ne è l’esempio lampante, tant’è che gli ospiti maschi sono dieci volte le femmine. Ecco quindi che il discorso si sposta su un argomento delicato, la castrazione. Noi non siamo veterinarie, quindi questi sono solo punti di riflessione da condividere con voi, pensieri di alcune volontarie di un canile nel quale si è scelto di sterilizzare tutti gli animali (eccetto quelli anziani, per ovvie ragioni legate all’intervento).
Parliamo di castrazione e non di sterilizzazione in generale perchè, mentre per le femmine si tratta di una pratica sulla cui opportunità ci sono pochi dubbi, ci sono ancora molte persone contrarie alla castrazione dei maschi perché dicono che sia contro natura. Ci chiediamo noi, quale natura? I cani che vivono con noi non sono più in uno stato selvaggio, simile a quello dei lupi. Non devono creare un loro branco, siamo noi il loro branco. Inoltre se proprio vogliamo pensare alla sofferenza del cane vi assicuriamo che è molto peggio lasciare ad un animale quel genere di istinti, ma non permettergli di soddisfarli. Altro punto controverso è l’effetto che la castrazione può avere sul carattere dell’animale: ebbene, chiarito che se ci si trova davanti ad un soggetto molto timido o spaventato sarebbe meglio attendere e lavorare prima sulle fobie dell’animale (oltre che, ricordiamo, in casi dubbi c’è sempre la possibilità di “provare” prima con la castrazione chimica, che è reversibile), in tutti gli altri casi, e ve lo diciamo per esperienza, l’intervento non cambia assolutamente nulla.
Quindi, per ricapitolare ancora una volta, per noi la castrazione è la base di tutto: un cane castrato non scappa in cerca di femmine e non diventa un rischio sulle strade per se stesso e per gli altri, ma soprattutto un cane maschio in fuga può ingravidare molte femmine e quelle femmine partoriranno una cucciolata che nei migliori dei casi verrà adottata togliendo il posto ai cani in attesa di adozione o, nel peggiore dei casi, diventerà un nuovo abitante delle troppe gabbie dei canili di zona.

Per GEA ODV - Pia Tealdi

Nella foto: Febo, ospite del Canile Rifugio 281 di San Michele Mondovì

 

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