Quelle news sul web che indicano Fabiana Dadone come premier al posto di Conte

fabiana dadone sanremo metal

Viene da citare quella battuta che oggi va di moda nei meme sui social: «Non succede, ma se succede....». Sia quel che sia, è un dato di fatto che da tre giorni circolano sul web articoli che, parlando del futuro del Governo, sparano lunghissimo su un possibile (e a loro dire imminente) rimpasto di Governo e sul tramonto di Giuseppe Conte. E tra i nomi dei papabili sostituti, a fianco a quello di Patuanelli, spunta quello della monregalese Fabiana Dadone (leggi qui, qui e qui), attuale ministro alla Pubblica Amministrazione nel Governo Conte-bis.

Quale sia l'attendibilità dei rumors che hanno fatto emergere questa indiscrezione, non è dato sapere. Ed è cosa nota, in politica, che far uscire un nome sui giornali è uno dei modi più sicuri per "bruciarlo", come si dice in gergo: per escluderlo dai giochi, per spazzarlo via dalla scena.

Da candidata alle "parlamentarie" del 5 Stelle a ministro nel giro di sei anni, la carriera politica della Dadone è stata sicuramente rapida (almeno, rispetto ai colleghi della scena politica locale). Eletta deputata nel M5S nel 2013, era al suo primo mandato politico in assoluto: non aveva mai ricoperto cariche in Amminsitrazioni pubbliche, né comunali né provinciali o regionali. Nel 2015 diventa capogruppo pentastellato alla Camera. Ha fatto parte della I Commissione (Affari Costituzionali) e della Commissione di inchiesta antimafia. Il suo nome è sempre stato ai margini dei dibattiti, eppure mai coinvolta in dissidi i liti interne. Nel 2018 era stata rieletta in Parlamento nella circoscrizione del Piemonte, e fin dall'inizio della composizione del Governo Lega-5 Stelle si fa il suo nome fra i possibili sottosegretari. Invece, resta in I Commissione. Nel 2019 viene nominata fra i “probiviri” del M5S. E infine, il 4 settembre 2019, viene scelta da Giuseppe Conte come nuovo ministro alla PA nel governo "giallo-rosso".

Tre giorni fa il quotidiano web Affari Italiani esce con un articolo dal titolo "Pd, e 5Stelle: trattative segrete in corso per il dopo Conte". E qui si dice che «tra Pd e 5Stelle sono già cominciati gli "annusamenti" per il "dopo" e le recenti le dichiarazioni di Luigi Di Maio non fanno che alimentare ulteriormente i sospetti». Si va subito al punto: «tra i pentastellati c'è chi sarebbe ben disponibile a ragionare di un Premier che non sia per forza Conte», chiamando in causa Renzi che «tra i suoi ragionamenti ne fa uno semplice per sbarazzarsi di Conte».

E poi si va ai nomi: «Ovviamente il prescelto non potrebbe essere Di Maio, troppo ingombrante, ma dovrebbe trattarsi di un Cinquestelle meno "appariscente". Tra i ministri pentastellati più apprezzati o comunque meno invisi alle altre forze di maggioranza, sicuramente si segnala Stefano Patuanelli, ma a sorpresa spunta pure il nome di Fabiana Dadone, il titolare della Funzione pubblica che gode di buona stima nel Pd e non sembra avere troppi nemici interni nel M5S. L'idea di un premier donna naturalmente solletica molti, perché sarebbe un inedito nella storia della Repubblica, un inedito di cui gli azionisti di questa maggioranza potrebbero anche fregiarsi. Peraltro sono noti gli ottimi rapporti di Dadone con il Quirinale, dettaglio che non guasta».

Le stesse, identiche parole si trovano sul sito Dagospia e poi, due giorni dopo, vengono rilanciate su NewNotizie.it.

Che il nome di Fabiana Dadone sia ben visto anche a sinistra, è cosa abbastanza nota nella scena politica nazionale. Che l'idea di un premier donna e giovane sia "appetibile" (la Dadone ha 36 anni), anche, per quanto non dovrebbero essere questo il parametro su cui scegliere un premier.

La ministra, in diretta questa mattina a "Studio24" (RaiNews24), ha commentato il non-voto dei renziani sul processo a Salvini con queste parole che paiono escludere totalmente un rimpasto: «Non credo che questo non-voto crei problemi nella maggioranza. Siamo ormai abituati al modo in cui Italia viva sia capace a stressare certe situazioni. Ciò nonostante quando si discute sul merito dei provvedimenti, riusciamo sempre a raggiungere la sintesi su tutto. Non vedo un pericolo rispetto all'ipotesi che si formi una nuova maggioranza in questo momento. Tra l'altro, credo che gli italiani non riuscirebbero a capire: di fronte a una crisi importante come quella che stiamo vivendo, ipotizzare un cambio di Governo sarebbe pesante da assorbire».