“COndiVIDiamo”: adolescenti e giovani parlano della “loro” quarantena

Sorprendente iniziativa della Caracoll sul nostro territorio. Ne è scaturito l’instant book “Il diritto alla felicità”

“COndiVIDiamo”: adolescenti e giovani parlano della “loro” quarantena
“COndiVIDiamo”: adolescenti e giovani parlano della “loro” quarantena

“COndiVIDiamo”: adolescenti e giovani parlano della “loro” quarantena. Come hanno vissuto il lockdown e la pandemia i giovani dai 12 ai 22 anni nella provincia di Cuneo? E cosa auspicano per il futuro? La domanda è stata coltivata con determinazione dai gruppi di lavoro della Coop. Caracoll di Mondovì, anche per dare voce ad una componente di comunità che nel lockdown ha spesso subito passivamente scelte e decisioni “senza potersi esprimere o condividere il proprio pensiero, ma silenziosamente alla ricerca di opportunità per potersi raccontare” (Marta Gregorio e Matteo Mancini di Caracoll). E così si è allestito il questionario COndiVIDiamo, raccogliendo spunti nella fascia giovanile su amicizia e socialità, su benessere psicofisico, su relazioni familiari e sulle nuove tecnologie. Inizialmente il questionario, nato grazie ad un lavoro di équipe nell’area monregalese in primis (coordinatrice Patrizia Magliano) si è poi esteso a tutto il territorio sul quale la Coop. Caracoll opera da Alba alle Langhe, a Busca, al Cebano, al Fossanese, al Saluzzese ed al Saviglianese. In poco tempo ben 2.600 ragazzi hanno risposto.

“COndiVIDiamo”: adolescenti e giovani parlano della “loro” quarantena

Patrizia Magliano
Patrizia Magliano

“Siamo stati lì per lì sorpresi di questa mole di interventi – ci di dice la curatrice del progetto, Patrizia Magliano – e interpellando i nostri referenti in varie Università ci siamo resi conto di aver fatto… centro, intercettando un bisogno che ha dato origine ad un materiale di grandissimo interesse, su una base numerica di risposte davvero importante. E dalle Università siano stati incoraggiati ad approfondire le tematiche, cosa che sta un po’ davanti a noi come doveroso prosieguo dell’esperienza avviata. Adesso possiamo dire che mettiamo a disposizione del territorio una sorta di regalo, ovvero tutti questi dati che sono di enorme significato, perché possono produrre ed indurre uno sguardo adeguato e nuovo in mezzo alla realtà giovanile. Insomma i giovani non sono solo da intrattenere, ma sono una realtà viva, vitale, vivace da ascoltare innanzitutto”. Il passo successivo, dopo le risposte pervenute, è stato quello di riordinare il tutto, attraverso uno primo strumento ovvero l’Instant Book “Il diritto alla felicità”, appena pubblicato e disponibile sui canali social e attraverso gli uffici Caracoll, restituendo al territorio i dati e le storie ormai a disposizione. “È importante leggere i numeri oltre le percentuali ma pensare a ciò che evocano e rappresentano – aggiunge Patrizia Magliano –. In particolare quanto hanno scritto i ragazzi profittando dell’ultima risposta aperta, con narrazioni preziose ed indicative di un mondo giovanili a cui approcciarsi con molta accortezza. Un gesto di fiducia in noi operatori”.
L’indagine svolta dagli educatori e ricercatori della Cooperativa Caracol nel mese di aprile, in piena emergenza COVID 19, è stata uno strumento per riappropriarsi delle relazioni con il mondo dei ragazzi e delle ragazze, primi interlocutori nel cammino educativo delle attività, progetti e servizi della Cooperativa Caracol.

 

L'INDAGINE

Che cosa ti sta aiutando ad affrontare la quarantena?
Gli amici (27,1%),
La famiglia (23%),
Studio e letteratura (14%)
Scuola (14%)
Sport (13,3%)
Relazioni con gli adulti (4,1%)
Fede e religione (3,2%)
Altro (1,4%)

Durante la giornata in quarantena tieni i contatti con gli amici attraverso chiamate, video-chiamate o messaggi su smartphone o device digitali? (anni 2005-2010)
Sì, tutti i giorni sento qualcuno (63,7%),
Sì, almeno quattro volte alla settimana, chiamo qualcuno (14,2%),
Sì almeno due volte alla settimana sento qualcuno (14%),
Raramente, in linea di massima preferisco di no (5,7%)
Non ho più sentito nessuno (2,4%).

Questi giorni di quarantena hanno contribuito a... (anni 1998-2004)
Rafforzare i legami con la tua famiglia (52,3%),
Non modificare i rapporti esistenti (38,2%),
Incrinare alcuni rapporti familiari (9,5%).

 

Coinvolte le Università

“I giovani ci hanno regalato con generosità e sincerità tutte le loro paure, le preoccupazioni, i loro sogni e bisogni ricordandoci il loro ‘diritto alla felicità’ – spiega sempre Patrizia Magliano –. Queste suggestioni restituiscono la scena laboratoriale di un pensiero innovativo che sui giovani cittadini e le famiglie ha la capacità di produrre un pensiero originale fuori dalla retorica e dalle narrazioni comuni”.
Il materiale ricevuto è ricco e denso di significati ed è stato sottoposto agli occhi dei principali esperti di Università di riferimento per Caracoll – Ennio Ripamonti, Silvia Manfredi, PierCesare Rivoltella, Michele Marangi, Stefano Pasta, Giovanni Campagnoli, Carlo Andorlini e Michele Gagliardo – “perché ci restituissero con il loro sguardo competente e lungimirante non tanto delle conclusioni ma alcune riflessioni e linee guida per i successivi passi che muoveremo insieme alle comunità con una ricerca-azione, dal mese di giugno, per sostenere e prendersi cura di un territorio capace di ascoltarsi. Queste collaborazioni hanno dato vita al rapporto d’indagine, primo passo per una necessaria elaborazione collettiva di ciò che stiamo vivendo e  abbiamo vissuto nella pandemia;   crediamo che nessun uomo possieda i mezzi sufficienti per superare gli eccezionali momenti di così grande solitudine”. Adesso bisogna riflettere, perché c’è bisogno sì di un dopo ma soprattutto si un oltre, con i giovani in particolare, conclude Patrizia Magliano.

 

SCARICA IL LIBRO

 

«Finalmente qualcuno si è accorto dei più giovani»

Cosa stanno vivendo le ragazze ed i ragazzi? Finalmente! In un dibattito pubblico monopolizzato da adulti che spesso litigano tra di loro su dati, strategie, ricette più o meno possibili, qualcuno si è accorto dei più giovani. Il lavoro che è stato fatto ha un grande valore, quello di aprire un ragionamento su ciò che ci accade a partire dai giovani, dando loro voce e ruolo sociale. Così, sento necessario sospendere i commenti, che da adulto mi verrebbe di fare, per lasciare spazio all’ascolto ed alla riflessione. Per avviare un percorso sociale che veda tutti coinvolti, come l’educare richiede. Proprio così. L’educazione non è mai “a prescindere”, è sempre una “risposta” che prende forma a partire dall’incontro con la realtà, con le domande delle persone e, come tale, abbisogna ogni volta di ascolto, di ricerca, di confronto… «Non vi conosco, ma nel leggere le vostre parole vi ho sentito vicine e vicini uno per uno. A tratti mi sembrava di vedervi e di avervi accanto a me, per quanto erano intense e importanti le cose che dicevate. Al fianco perchè molti vostri pensieri e sentimenti sono parte della mia esperienza di questi giorni. Le vostre domande sono anche le mie domande, le domande dei miei figli».
Michele Gagliardo, referente nazionale di Libera, che ha collaborato alla ricerca