Omicidio di Paroldo: «Mattarella conceda la grazia ad Assunta Casella»

La comunità “Ihaveavoice” indirizzerà lettera al Presidente della Repubblica per sostenere la richiesta di grazia ad Assunta Casella condannata per l’omicidio del marito Severino Viola, avvenuto a Paroldo nel giugno 2016.

Assunta Casella

La comunità “Ihaveavoice” (nata per difendere i diritti delle donne) indirizzerà nei prossimi giorni una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per sostenere la richiesta di grazia ad Assunta Casella. La donna è stata condannata, nel luglio 2017, a 21 anni e tre mesi di carcere per l’omicidio, premeditato con occultamento di cadavere, del marito Severino Viora avvenuto a Paroldo nel giugno 2016. Sentenza poi confermata nei successivi due anni di giudizio. La Casella aveva poi fatto perdere le sue tracce dopo che la sua condanna era diventata definitiva. Una fuga durata due giorni.
Nell’ottobre dello scorso anno “Ihaveavoice” ha lanciato una raccolta firme per chiedere la grazia e si è interessata al caso. «Ci siamo impegnate in tutti i modi per aiutarla – si legge in un post su Facebook sul caso di Assunta Casella –: infinite telefonate al carcere, al suo avvocato, lettere, abbiamo sentito diversi altri avvocati, il sacerdote e alcune signore volontarie in carcere, abbiamo smosso mari e monti per aiutarla e alla fine ce l'abbiamo fatta, siamo riuscite a metterci in contatto con lei, l'abbiamo indirizzata per fare domanda di grazia, ed è iniziato l'iter previsto per legge. La settimana prossima manderemo una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per perorare la sua causa, in forza anche a tutte le firme che abbiamo raccolto per lei».

Ve la ricordate la Signora Assunta Casella?A ottobre abbiamo lanciato una raccolta firme per chiedere la grazia, dopo...

Gepostet von Ihaveavoice am Freitag, 12. Juni 2020

Ecco una sintesi della lettera postata su Facebook da “Ihaveavoice”, indirizzata a Mattarella

“Egregio Presidente Mattarella, Le scriviamo per sottoporre alla Sua attenzione la richiesta di grazia pervenuta in data 22 aprile 2020 da parte della Signora Assunta Casella, in attesa dell'attività istruttoria prevista dall'articolo 681 del Codice di procedura penale – si spiega nella lettera di “Ihaveaboic” indirizzata al Capo dello Stato –. Come “Ihaveavoice”, comunità che si occupa di dare voce alle donne, soprattutto a quelle più sole e in difficoltà, ci siamo prese l'impegno di sostenere questa donna, che una voce non l'ha mai avuta… Quando lei aveva solamente 14 anni, privata dell'affetto della famiglia, dell'istruzione più basica, di qualsiasi punto di riferimento, si è trovata sola ed abbandonata da tutti, dalla sua stessa famiglia e dalla società che non l'ha protetta, si è ritrovata a scegliere un gesto estremo, non vedendo nessun'altra via d'uscita... Ed ora, all'età di 60 anni, è stata condannata a 21 anni di carcere, probabilmente rinchiusa per il resto della sua vita. Per quanto riteniamo che il suo gesto sia stato estremamente sbagliato, umanamente comprendiamo il dolore e la disperazione di questa donna ormai senza speranze. Non aveva né i mezzi, né le capacità per chiedere aiuto e liberarsi dal marito in modo legale. Non poteva permettersi un avvocato, non aveva nessuno che la potesse consigliare al meglio e non sapeva cosa fare. In moltissimi casi di femminicidio, agli uomini vengono concesse diverse attenuanti come ‘raptus per gelosia’, ‘stress da separazione’, ecc., e in pochi anni sono liberi. A questa donna non è stata concessa nessuna attenuante, se non quelle generiche. Una vita mai vissuta, che le è stata strappata via a 14 anni. Una donna abbandonata dalla società, che non ha saputo darle un punto di riferimento o un aiuto. Una donna abbandonata dalla giustizia, che le ha voltato le spalle, non considerando le sue sofferenze. Una donna senza voce, a cui noi abbiamo deciso di dargliela. Non possiamo abbandonarla anche noi. Dobbiamo restituirle la vita che le è stata rubata più di 40 anni fa, per la sola “colpa” di non avere avuto una famiglia che si prendesse cura di lei. In Francia è già successo un caso simile: Jacqueline Sauvage uccise il marito che la picchiava e stuprava le figlie, e il presidente François Hollande le concesse la grazia. Abbiamo raccolto migliaia di firme attraverso i nostri canali e molte persone continuano ancora a firmare. Sono persone che comprendono la sofferenza di questa donna e la sostengono, chiedendo con noi la grazia”.

“Presidente Mattarella – conclude la lettera –, ci appelliamo al Suo buon cuore e alla sua comprensione, solo Lei può dare a questa donna la possibilità di vivere la vita che non ha mai vissuto, o almeno quello che le rimane. La ringraziamo immensamente per averci concesso la Sua attenzione, certe che il Suo grande senso di giustizia e la Sua ammirevole empatia porteranno a fare la scelta migliore per questa donna”.

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