Convivenza uomo-lupo. Paolo Bongioanni: «Tuteliamo chi vive e lavora in montagna»

Il consigliere regionale: «La presenza stabile dei predatori causa danni importanti agli allevatori. La Regione deve trovare modalità di risarcimento efficaci»

«Mettere l'uomo al centro dell'ambiente è fondamentale in quanto l'accresciuta presenza del lupo sulle nostre montagne ha creato disagi economici e psicologici agli allevatori. Con questo non voglio dire che bisogna abbattere i lupi, ma ascoltare chi la montagna la vive. Chi abita in pianura non conosce tutte le problematiche per poter legiferare in modo adeguato. Bisogna mettere gli allevatori in condizioni di difendersi e di essere risarciti in modo più semplice ed immediato, in quanto i metodi attuali prevedono tempi lunghi e farraginosi tramite rimborsi assicurativi». Il consigliere regionale Paolo Bongioanni interviene così sugli ormai ben noti problemi di convivenza tra il lupo e l’uomo, sulle Alpi Marittime. «Non chiedo l’abbattimento o il contenimento dei lupi, ma il rispetto dei pastori e allevatori che vivono e lavorano in montagna e ai quali tutti dobbiamo dire grazie per il presidio dei nostri territori svantaggiati. Non si può ammettere la distruzione di questo patrimonio, frutto del loro duro lavoro e quindi devono essere risarciti in modo efficace ed immediato». Dal 2012 la Regione Piemonte ha incaricato il “Consorzio di smaltimento rifiuti di origine animale” di produrre una polizza assicurativa ad adesione volontaria, per la copertura degli eventi predatori. A tale polizza possono aderire solo gli allevatori residenti in Piemonte, quindi chi arriva da fuori non potrà essere risarcito in caso di predazione. Il risarcimento riguarda unicamente il danno diretto: vengono risarciti capi appartenenti al patrimonio genetico morti, feriti, dispersi a seguito di un evento predatorio. L’indennizzo per le diverse categorie di età è stabilito forfettariamente nella polizza. «L’attuale sistema di assicurazione è troppo burocratico e riduttivo rispetto alla moltitudine dei fatti che accadono, infatti molti danni non vengono denunciati dai pastori a causa delle numerose e complesse procedure burocratiche e allo stesso tempo è inimmaginabile pensare che i pastori possano venire a puntuale conoscenza dei bandi pubblicati della Regione Piemonte. La Regione – conclude Paolo Bongioanni – deve trovare una soluzione differente e dare una risposta immediata, a favore degli operatori danneggiati dagli attacchi dei grandi predatori».