Sessiamo e razzismo in video sui social: parole shock da un giovane monregalese

Un video che non ha bisogno di commenti. È un filmato rilanciato dalla pagina instagram @graceonyourdash, make up artist di Milano, attrice e cantante, influencer su Youtube nota per i suoi messaggi contro il razzismo.

Un video su cui non si può che esprimere il biasimo più totale, postato via social network da un giovane monregalese. Parole inqualificabili, dai toni razzisti, violenti e sessisti, rivolte a una persona (una donna o una ragazza) con cui il monregalese afferma di aver avuto un incidente d'auto, affermando anche di aver «dichiarato falsa testimonianza perché ero ubriaco». La pagina instagram di Grace - che conta oltre 250 mila follower - ha immediatamente individuato l'autore del video, stigmatizzando (giustamente) il suo gesto. Lo stesso contenuto è stato ripreso da altri influencer (uno su tutti, Tommaso Zorzi) che hanno pesantemente commentato il gesto.

In seguito sono piovute critiche anche sulla pagina della società sportiva per cui il ragazzo gioca. La società ha ufficializzato la sua posizione, dissociandosi e stigmatizzando il fatto: «In riferimento all'episodio relativo alla pubblicazione di un video dai contenuti razzisti e sessisti diffuso sui social network da parte di un proprio tesserato, Monregale Calcio prende fortemente le distanze da quanto contenuto nel video, denigrando da sempre ogni forma di discriminazione di qualsiasi genere. La società è da sempre impegnata a promuovere comportamenti, progetti e iniziative che favoriscano l'integrazione sociale, sulla scorta dei contenuti della Carta federale dei diritti del bambino e del proprio Codice etico. L'episodio in questione, dal quale la società si dissocia profondamente, è avvenuto in un contesto totalmente estraneo alle dinamiche del calcio e della pratica sportiva (peraltro ferma dal febbraio scorso), afferendo esclusivamente alla sfera personale e privata del tesserato. Ciononostante, sarà cura della Monregale Calcio e del suo Consiglio di Amministrazione convocare il ragazzo per opportuni chiarimenti sulla questione».

L'ESAME DI MATURITA'
«Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua». Questo recita l’articolo 3 della Costituzione Italiana. Chissà che espressione aveva M. mentre, seduto davanti alla Commissione del suo esame di Maturità, dissertava su queste parole. Chissà se aveva lo stesso sorrisetto che mostrava in quel video del giorno prima, postato sui social (chiediamo venia per le omissioni di lettere: stiamo cercando di dare una patina civile a un articolo che racconta qualcosa che di civile non ha nulla): «C’è questa ne*ra di m**da che pensa di avere dei diritti… ed è pure donna, e già “donna” e “diritti” non dovrebbero stare nella stessa frase». E questi sono solo i primi 9 secondi di un video che dura un minuto.

Ha 19 anni, vive nel Monregalese, ha appena sostenuto l’esame di Maturità nell’Istituto superiore di Mondovì Piazza che ha frequentato fino a ieri, gioca a calcio nella Monregale Il ritratto di un ragazzo normalissimo. In quel minuto di video è riuscito a vomitare un campionario di tutto il campionario dell’odio che potete immaginare: razzismo, sessismo, violenza verbale, bestemmie, astio verso le minoranze, stereotipi («mangi il cous cous» e «vieni a lavarmi i pavimenti»). Tutto questo per attaccare una persona con la quale afferma di aver avuto un incidente d’auto. Infine, per non farsi mancare nulla, anche questo: «Forse ho dichiarato il falso (dopo l’incidente, ndr), perché ero fuso ubriaco… ci sta, no?». Qualcuno – speriamo – dovrebbe spiegare al ragazzo che no, non ci sta.

LA RETE REAGISCE
Il video è stato poi rimosso. Ma per giorni è circolato su altri account, ripostato fra i profili e inviato in messaggi privati. Noi stessi lo abbiamo visto nella sua integrale assurdità. Infine è stato ripreso dalla pagina Instagram di Lorella Grace, make up artist di Milano, attrice e cantante, influencer su Youtube nota per i suoi messaggi contro il razzismo, con un durissimo messaggio di condanna. A ruota, altri influencer (uno su tutti, Tommaso Zorzi) hanno pesantemente stigmatizzato il gesto. Si è espressa con un comunicato anche Amnesty International Cuneo: «Il fatto ci indigna, ma non ci stupisce – scrive l’Associazione per i diritti dell’uomo –. Lo stupore si riserva a quel che non ci si aspetta, ma non è questo il caso. Le parole d’odio in rete, il cosiddetto hate speech, rappresentano un fenomeno esteso. A volte sono incitate da politici e personaggi influenti, in altri casi la scintilla è innescata da notizie, poco importa se vere o false».

LE POSIZIONI DELLA SCUOLA E DELLA SOCIETÀ SPORTIVA
In seguito sono piovute critiche anche sulla pagina della Monregale Calcio. La società ha ufficializzato la sua posizione, dissociandosi e stigmatizzando il fatto: «Prendiamo fortemente le distanze da quanto contenuto nel video, denigrando da sempre ogni forma di discriminazione di qualsiasi genere. La società è da sempre impegnata a promuovere comportamenti, progetti e iniziative che favoriscano l'integrazione sociale. L'episodio in questione, dal quale la società si dissocia profondamente, è avvenuto in un contesto totalmente estraneo alle dinamiche del calcio e della pratica sportiva (peraltro ferma dal febbraio scorso), afferendo esclusivamente alla sfera personale e privata del tesserato. Ciononostante, sarà cura della Monregale Calcio e del suo Consiglio di Amministrazione convocare il ragazzo per opportuni chiarimenti sulla questione».
Come detto, M. ha sostenuto il suo esame di maturità mercoledì scorso: «Condanniamo il suo gesto nel modo più fermo e deciso – afferma la dirigenza scolastica –. Siamo sdegnati da ciò che è avvenuto. In un istituto come il nostro, dove da sempre portiamo avanti messaggi di inclusione e contro ogni forma di bullismo o intolleranza, questo atto ci intristisce profondamente. Il percorso scolastico del ragazzo è terminato, ma vogliamo contattare la sua famiglia e chiedere un colloquio». La famiglia del ragazzo si è rivolta a un legale e ha scelto, al momento, di restare in silenzio sulla vicenda.