Scavi cicloturistici non autorizzati all’Alpe Seirasso, esposto di Magliano Alpi in Procura

In azione nei giorni scorsi un cingolato, probabilmente su commissione altrui, sui terreni montani di proprietà comunali, interviene il sindaco Marco Bailo

Gli scavi, effettuati da un mezzo cingolato, per allestire presumibilmente un tracciato cicloturistico da mountain bike non erano stati in alcun modo autorizzati dal Comune di Magliano Alpi, proprietario dei terreni. Così il sindaco Marco Bailo ha inoltrato un esposto in Procura a Cuneo. I fatti risalgono tra il 10 e il 12 giugno scorso sui pascoli montani dell’ “Alpe Seirasso”. Se ne è accorto il malgaro, a cui il Comune ha dato in concessione l’utilizzo delle terre, e da lì è scattato il sopralluogo da parte del vice sindaco Luigi Vinai all’interno di quei territori alpini appartenenti al Comune di Magliano Alpi, anche se fisicamente “staccati” rispetto al capoluogo. Dalle testimonianze il mezzo in azione, un camion Unimog legato a una ditta villanovese, avrebbe agito probabilmente su commissione altrui.

Cosi il sindaco Bailo: «L’intervento ha modificato profondamente lo stato dei luoghi, danneggiando ambiente ed ecosistema. Qui si parla di proprietà privata del Comune, posta peraltro in concessione d’affitto. Va da sé che, al fine dell’ottenimento dell’autorizzazione, il soggetto proponente l’itinerario dovrebbe presentare al Comune una domanda completa e corredata dalla relazione tecnica con firma di un professionista abilitato con un piano di segnaletica e di sicurezza. Oltre tutto l’area non può essere valicata, trattandosi di pascoli con mandrie». Nell’esposto si chiede quindi di «evitare ulteriori danni al fondo e alle persone che dovessero impropriamente percorrere il tracciato in bicicletta o a piedi». Il caso è seguito dall’avvocato Alessio Ghisolfi. «La responsabilità – spiega – che grava in capo all’Ente comunale ha imposto di procedere avanti l’autorità giudiziaria sia in tutela del patrimonio naturale soggetto a protezione ambientale che in chiave preventiva per la sicurezza di ignari avventori e ciclo amatori che potrebbero addentrarsi in una zona che non ha le autorizzazioni di legge ed i cui requisiti di sicurezza non sono mai stati verificati. Ricordiamoci che l’alpe è concessa in affitto a seguito di bando per la sua destinazione naturale che è la malga alpina».