Il “Sacra Famiglia” di Mondovì può tornare ad accogliere ospiti

Trasferito a Saluzzo l’ultimo positivo al Covid. Ora la ripartenza per la Casa di riposo dopo un periodo difficile

Il Sacra famiglia a Mondovì

Un solo ospite, per giunta asintomatico, che risultava ancora positivo, dopo mesi dal contagio, al coronavirus Covid-19. Una situazione particolare che non permetteva alla Casa di riposo “Sacra famiglia” di Mondovì di potersi dichiarare “Covid-free” e, di conseguenza, riaprire le liste di attesa e far entrare nuovi ospiti. Ora la svolta: l’ultima ospite positiva, in salute, ma sotto isolamento, è stata trasferita a Saluzzo per permettere alla struttura di ripartire. Non c’è una direttiva generale, ma nell’ambito dell’Asl CN 1 si è intervenuti su una situazione particolare e anche altrove si valuteranno interventi specifici per consentire alle strutture di ripartire.
Per il “Sacra Famiglia” di Mondovì un momento di svolta e di speranza, ma che arriva dopo un lungo periodo difficile. La struttura, come tutte le RSA, non accoglie nuovi ospiti da circa metà marzo. I posti vuoti sono circa una quarantina. «La nostra RSA ha davanti una situazione molto dura – afferma il vice presidente del CdA, Bruno Lombardi –. Durante la pandemia abbiamo gestito due reparti Covid, con una quarantina di ospiti in isolamento: in pratica, abbiamo fatto quanto un ospedale. Ma le spese sono state alte e i mancati introiti causeranno un ammanco che peserà tantissimo sul bilancio. Vorrei ricordare che dal 2019 noi siamo un Ente pubblico, perché non c’era alcuna altra forma giuridica possibile per il nostro Istituto (il dibattito in città durò mesi, ndr): quindi mi auguro che esista chi si può fare carico di questo problema. Per ora, non possiamo che auspicare nella generosità delle persone e nelle donazioni private».

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