È “Vietato parlare al conducente”, ma non leggere

L'autobiografia dell'autista briagliese Luciano Barattero, scritta a quattro mani con Corrado Vallerotti, è una divertente carrellata di episodi e aneddoti d'altri tempi. Al centro di tutto l'inconfondibile voce di un personaggio straordinario

 

Più che un’autobiografia questa è un’autobusgrafia. “Vietato parlare al conducente, parla lui!” edito da Fusta editore e scritto a quattro mani dall’autista briagliese Luciano Barattero e dal giornalista Corrado Vallerotti, accompagna il lettore in un viaggio indietro nel tempo e attraverso lo spazio. Ripercorre 37 anni di lavoro e di vita, al volante dell’autobus, ma anche 37 anni di viaggi, itinerari. Un lungo percorso ininterrotto, attraverso i luoghi di una vita straordinaria nella sua apparente ordinarietà. Forse è proprio questa la sorpresa più significativa per il lettore del libro. Viviamo nell’epoca più egoriferita di sempre, in cui il racconto del sé è per molti un’ossessione, con la condivisione di qualsiasi momento ed esperienza.

 

Il testo di Barattero in qualche modo si pone in una prospettiva opposta: il fulcro del racconto, paradossalmente, è il lettore. Lui è il centro della riflessione retrospettiva dei due autori, che desiderano offrire un ritratto vivace e originale di una professione quotidiana, eppure ricca di tratti davvero straordinari. Al contempo, il percorso di vita e di formazione di Barattero offre spaccati ed esperienze in cui è possibile riconoscersi: dalle malinconiche pagine dedicate alla Briaglia di un tempo al difficile percorso di apprendistato di un giovane che, come tanti, ha scoperto cammin facendo la sua strada (è proprio il caso di dirlo). Naturalmente, non manca l’intrattenimento, anzi è l’ingrediente principale del piatto. Qui interviene il punto forte di questo testo: la voce del protagonista. Chi conosce di persona l’autore (e a Saluzzo e nel monregalese sono tanti) non potrà che riconoscere la sua abilità di affabulatore, le sue inflessioni, il suo tono colloquiale e amichevole, il ritmo della sua parlata, abilmente trasposto da Vallerotti (che non a caso scrive per il teatro). Per un libro di narrazione, che sia fiction o memorialistica, è fondamentale avere una propria voce riconoscibile, un proprio stile, che, se in prima persona, spesso è anche testimonianza di un personaggio straordinario. Si pensi all’impareggiabile Barney Panofsky inventato da Mordecai Richler,  per citare un caso piuttosto noto nella letteratura recente. Personaggio straordinario ma anche voce inconfondibile. In questo testo, conoscenti e amici di Luciano Barattero troveranno un ritratto vivace del personaggio, tutti gli altri potranno ricavarne divertimento intelligente e una galleria di storie e aneddoti.

"Vietato parlare al conducente... parla lui!"
di Luciano Barattero e Corrado Vallerotti
 Fusta editore.