LA RUBRICA CHE ABBAIA – Ben arrivato

A cura di GEA

Gea gestisce il Canile Rifugio 281 di San Michele Mondovì e per questo vogliamo dare alcuni consigli nel caso decidiate di adottare in canile. Un cane “di canile” ha vissuto un’esperienza differente rispetto alla vita domestica: ritmi sempre uguali e scanditi, luoghi chiusi, pochi contatti umani ed esperienze extra canile. Nulla di cui preoccuparsi: il cane per indole si adatta velocemente e se si parte col piede giusto in poco tempo cambierà i suoi ritmi adattandoli ai vostri. Partiamo dall’inizio: dopo aver scelto il cane adatto alla vostra situazione, chiedete al canile di poterlo venire a trovare, passate del tempo con lui: basta una passeggiata, una spazzolata, la semplice condivisione del tempo... sarà occasione di reciproco piacere. Farete così amicizia, non sarete più un estraneo e anche voi imparerete a gestirlo, osservando il suo comportamento in un ambiente sicuro. Un’ottima idea è quella di lasciare una vostra maglia da mettere nella sua cuccia, i cani sono animali olfattivi e sanno memorizzare l’odore, così quando arriverà a casa tutto sarà più facile. Il giorno dell’arrivo fate trovare una ciotola per l’acqua e un giaciglio, una cuccia o una coperta posizionata in un luogo protetto, lontana da passaggi e porte, una tana in cui il cane possa accomodarsi quando è stanco. È importante che in questo luogo nessuno lo disturbi, è un po’ come quando noi ci chiudiamo in bagno per una doccia rigenerante. Lasciate che esplori la casa e prenda dimestichezza con la sua nuova realtà: annuserà dappertutto, sta mappando l’ambiente e questo gli permetterà di capire dove si trova. Nei primi giorni evitate di portarlo in luoghi affollati, fate passeggiate nella vostra zona di residenza in modo che lui possa riconoscere anche l’ambiente esterno. Se potete, aspettate qualche giorno prima di affrontare toelettatore o veterinario, ma se non è possibile – e si è di fronte ad un animale spaventato – chiedete ai volontari di portarlo per voi: eviterete che associ la vostra persona ad un’esperienza negativa.
Il segreto è: coerenza, lentezza e un passo alla volta. Non forzatelo, imparate a capire quando una situazione gli crea disagio e aiutatelo ad uscirne senza coccole o carezze (che per lui sono conferme della paura che sta vivendo), ma semplicemente togliendolo, distraendolo. Scegliete subito delle regole e fatele rispettare con gentilezza, basta un semplice no. Lasciatelo a casa da solo ma fatelo gradualmente, uscite anche solo per un caffè, poi per la spesa e quindi per una mezza giornata, uscite dalla porta d’ingresso come se steste andando in un’altra stanza perché i saluti per il cane vogliono dire: “Addio, parto per la guerra e non so se tornerò!”. Ultime note sulla sicurezza: in auto il cane deve essere sempre legato perché non scappi quando aprite una portiera, e per i primi tempi non lasciatelo mai solo all’esterno: piuttosto chiudetelo in casa. Anche se per noi è difficile da capire, il canile per lui era casa e potrebbe tentare di fuggire per cercare di tornarci.

Per GEA - Anghilante Estelo, operatrice di Zooantropologia

Nella foto: Leopoldo, ospite del Canile Rifugio 281 di San Michele M.vì