Ufficiale: annullata la fiera del Santuario di Vicoforte

È ufficiale: annullata la Fiera del Santuario di Vicoforte 2020. Il sindaco: «Impossibile garantire il rispetto delle norme a tutela della salute»

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È ufficiale: annullata la Fiera del Santuario di Vicoforte 2020. Il sindaco: «Impossibile garantire il rispettare le norme a tutela della salute»

Il sindaco Valter Roattino, insieme alla sua giunta comunale, ha ufficializzato la decisione: quest'anno non si farà la tradizionale Fiera del Santuario. Troppe le incognite, troppe le difficoltà nel rispettare le stringenti normative in merito al contenimento da Coronavirus. Il decreto legge pubblicato dal governo nella giornata di ieri non contiene aperture in merito a fiere e sagre, pertanto il sindaco ha preso la decisione di annullare.

«Per come è strutturata - spiega Roattino –, e viste le caratteristiche intrinseche della Fiera che attira decine di migliaia di persone, non è possibile garantire il rispettare le norme per l'incolumita della salute. Sentiti i pareri delle Commissioni, la Giunta ha deciso all'unanimità di non svolgere la Fiera del Santuario 2020».

Nel pomeriggio di martedì si erano riunite le commissioni consiliari, che hanno espresso considerazioni di carattere generale, evidenziando le grandi difficoltà e le incognite che comporterebbe l’organizzazione della manifestazione. «Sono elementi noti: la difficoltà di garantire l’assenza di assembramenti, i problemi logistici legati alle sanificazioni e alle questioni igieniche, come ad esempio i servizi sanitari» spiega il sindaco Valter Roattino.

Per la prima volta nella sua storia la Fiera del Santuario non avrà luogo, stroncata dalle restrizioni e dalle norme di sicurezza anticovid. Un epilogo triste, ma che era nell’aria da molti mesi. Il sindaco Roattino si è interrogato in tutto questo tempo con la propria giunta nel tentativo di individuare delle soluzioni, delle ipotesi possibili per poter realizzare comunque una manifestazione così importante e storica per il territorio. La macchina organizzativa è andata avanti ugualmente in questi mesi, con la raccolta delle adesioni degli operatori, per non lasciare niente di intentato. Certo è che fin da subito è apparso difficile capire come fosse possibile organizzare un evento così grande, una fiera mercato che richiama operatori da tutto il nord-Italia con un afflusso di persone anche da Liguria, Francia e Lombardia, garantendo l’assenza di assembramenti e il rispetto delle stringenti norme relative a igiene e sanificazioni. Per sua natura secolare la Fera d’la Madona è un gigantesco assembramento, di merci, di persone, di animali. Impossibile pensare di disinnescarla, o di snaturarla. Ancora a metà giugno si è tenuto un incontro con l’associazione fieristi, per cercare di vagliare alcune ipotesi per poter realizzare la manifestazione. Tra queste, oltre alle norme già previste per i mercati all’aperto, l’ipotesi di istituire un percorso a senso unico su tracciato obbligato, predisponendo i banchi in modo da impedire la formazione di capannelli di persone. Le problematiche però non hanno trovato una soluzione accettabile per le particolarità della fiera vicese.

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