È pronto il nuovo film di Baudena sul “genio degli orologi monumentali”

Proiezione in anteprima assoluta, sabato 1º agosto a Chiusa Pesio. Il regista ha lavorato a lungo sulla vita e le opere di Alberto Gorla, orologiaio prodigioso

Il geniale Alberto Gorla al lavoro nel suo laboratorio

L’ultimo lavoro cinematografico del regista chiusano Giancarlo Baudena è pronto. La sera di sabato 1º agosto, l’ex cortile dell’Ospedale di Chiusa Pesio, in via Mauro 8 ospita, ospita in anteprima assoluta, la proiezione del nuovo docufilm "Alberto Gorla genio degli orologi monumentali". “Bertu”, classe 1940, fabbro e maestro orologiaio a Cividale, un paesino nella campagna mantovana, è un “colosso”, che si muove lentamente a ritmo sempre uguale nella sua bottega, passando dalla fucina all’incudine, ai delicatissimi meccanismi di un orologio astronomico “in fieri”. Le grandi mani callose “sporche di lavoro”, il volto accigliato, con barba e baffi secondo la moda d’altri tempi, e un carattere vulcanico. Nel suo laboratorio, non esiste distrazione. Lavora in silenzio, solitario, come un monaco, creando prodigi della tecnica. «Il lungometraggio è la biografia di un personaggio straordinario, direi unico per il periodo storico che stiamo vivendo – ci spiega Baudena –. Tre anni fa, quando ebbi la fortuna di conoscere Alberto e la cara moglie Rosa, decisi immediatamente di documentarmi per cercare di realizzare la sua storia, semplicemente seguendo le tappe di una carriera senza uguali. Tutto il percorso è stato affascinante, sia per le grandiose opere realizzate con pura genialità e classe che per i ricchissimi incontri, con personaggi di ogni genere: ingegneri, storici, artisti, critici d’arte, orologiai, collaboratori ed amici. Durante il lunghissimo percorso ho raccolto le loro interviste, testimonianze commoventi che arrivano dritte al cuore, perché ad Alberto oltre che ammirarlo e stimarlo per la sua arte geniale, non si può che volergli un sacco bene. Mi sono legato alla sua unicità al suo modo di essere vero, sin dal primo incontro. Ho voluto per questo, essergli fedele nella semplicità, per scelta artistica fare un film molto tradizionale senza effetti, curando la poesia dell’immagine, rispettando il suo modo di essere. Quando si va al montaggio di un qualunque film, si uniscono le immagini al suono mettendole in ordine ad incastro come un puzzle, per dargli continuità. Nel film di Alberto, posso dire che per me è stato come montare un mosaico di quadratini dorati preziosi, ogni quadratino contiene storia, arte, genialità, ma soprattutto la grandezza di un grande uomo, umile, onesto e solidale. Devo dire un grande grazie ad Alberto e Rosa, per la fiducia e per l’amicizia vera che mi hanno donato, con rispetto e dolcezza».