Chiamatelo Sellers!

Istrionico, vulcanico, un uomo sommerso dalle voci dei suoi personaggi. L'attore inglese è un'icona del cinema comico del XX secolo

Peter Sellers, a 40 anni dalla morte, è ancora considerato uno degli attori di maggior successo nell’epoca d’oro del cinema, tra i ‘60s ed i ‘70s, e vero talento comico, secondo solo a Charlie Chaplin e Buster Keaton. La sua carriera è indissolubilmente legata ad altri due pilastri del cinema come Stanley Kubrick e, soprattutto, Blake Edwards. Se con il primo infatti il sodalizio sarà esclusivamente di carattere professionale, con il secondo si creerà un rapporto assai stretto avviato con La Pantera Rosa, raggiungerà le vette più alte in Hollywood Party e negli ultimi episodi dell’ispettore Clouseau vedrà un finale assai poco glorioso.
In Hollywood Party si raggiunge una summa della comicità. L’amore per le gag dell’americano Edwards vengono portate all’estremo dall’interpretazione che l’inglese Sellers fa del personaggio indiano Bakshi. Il copione, non particolarmente ricco, venne impreziosito in fase di realizzazione; nell’improvvisazione la fantasia dell’uno contribuiva ad accelerare quella dell’altro: la freschezza, la spontaneità e l’immediatezza comica renderanno questa pellicola il capolavoro per entrambi gli artisti. Allo stesso modo, si può considerare il lavoro che Sellers fece qualche anno prima con il Dottor Stranamore. Se in occasione di Lolita infatti il regista gli assegnò una parte secondaria, sul set di uno dei suoi più grandi capolavori ricoprì ben tre ruoli contribuendo ad esaltare il quadro grottesco di quella pellicola. Kubrick e Sellers costruiscono comicità su di un tema spaventoso come la guerra. Nel quadro di pazzi, dipinti da Kubrick, i ruoli di Sellers (il colonnello Mandrake, il presidente degli Stati Uniti e il dott. Stranamore) diventano il perno che trasforma il dramma della vicenda in farsa.
Sarebbe difficile dire cos’altro ci avrebbe lasciato Sellers se avesse avuto la possibilità di portare avanti la propria carriera anziché concluderla a 54 anni dopo l’infarto ed una vita di eccessi. Un artista con il suo genio e dall’animo così inquieto avrebbe resistito a sé stesso? Non possiamo che limitarci ad apprezzarne la grandezza, magari andandone a riscoprire ruoli meno conosciuti o esperienze meno pubblicizzate. Si consigliano i due con De Sica (in particolar modo Caccia alla Volpe) e Oltre il Giardino, opera intensa di Hal Ashby e grande prova drammatica di Sellers, che gli varrà anche la candidatura agli Oscar.