LA RUBRICA CHE ABBAIA – Quanto apprende il cane

A cura di GEA

In etologia esiste un termine che mi ha sempre ricordato quando da piccola avevo il raffreddore e mia madre accendeva quella macchina infernale che vaporizzava nelle narici il medicinale di turno, la cosa che odiavo era dover stare ferma per tanto tempo e il suo rumore impediva anche di seguire, per distrarsi, un cartone animato. Quello era l’aerosol, ciò di cui voglio parlare oggi è invece l’arousal ma in realtà ricorda molto quella sensazione di disagio, di voglia di muoversi senza poterlo fare, di nervosismo o noia, infatti lo stato di arousal riguarda l’attivazione emozionale e include innumerevoli parametri come eccitazione, sensibilità e prontezza.
Immaginiamo tre livelli di arousal: basso, medio e alto, quando il cane è nel livello basso ci troviamo davanti ad un animale quasi assente, forse annoiato, apatico; quando è alto immaginiamo il nostro cane quando torniamo a casa dopo un giorno di assenza o mentre sta inseguendo una preda. Ecco, quando il cane si trova in queste due zone apprenderà pochissimo perché (funziona anche per noi, soprattutto con i bambini), sia la noia mortale che la super eccitazione o l’ansia inibiscono tutti i cervelli che, come dire, viaggiano in altri mondi ma sono molto distanti dalla richiesta o dall’insegnamento che si propone in quel momento.
E’ normale che un cane attraversi tutti e tre gli stadi, come lo è per noi, ma può esserci un problema se è perennemente in uno dei due opposti. Dobbiamo pensare che un eccesso di apatia o di estrema eccitazione è una condizione che compromette lo stato di benessere e di piacere del nostro cane e condiziona molto la sua capacità di apprendimento. Quando notiamo un atteggiamento sospetto però non spaventiamoci, chiediamoci prima se ciò che gli stiamo proponendo è in linea con il suo stato mentale: un gioco di riporto dopo una mangiata, insegnare il seduto quando il postino suona alla porta, star fermo sul divano dopo otto ore in solitudine... sono pessimi parametri per valutare lo stato di arousal, anche le condizioni fisiche e l’età influenzano questo stato: un cane che non sta bene o molto anziano manifesterà sicuramente poco interesse verso le vostre richieste. Se però il cane è giovane e in salute e dimostra disinteresse al mondo o sembra un perpetuo ciclone è il caso di iniziare con lui un lavoro che lo stimoli nel primo caso andando magari a scoprire quali sono le leve motivazionali più adatte a lui (riporto, perlustrazione, attenzioni, condivisione del tempo), nel caso del ciclone è invece importante abbassare il livello di frenesia utilizzando alcuni giochetti in grado di rallentare l’attività del cane (come la ricerca o l’attivazione mentale). Mi raccomando, non fatevi condizionare dalla taglia: essere piccoli non vuol dire esser felici nel sostituirsi al cuscino del divano ma magari sarà un cane felice e soddisferà i suoi bisogni quando gli sarà permesso di correre a perdifiato in un prato.

Per GEA - Estelo Anghilante, operatrice in Zooantropologia

Nella foto, Rudy, ospite del Canile Rifugio 281 di San Michele Mondovì