Addio a Franca Valeri, un secolo di comicità e ironia

A pochi giorni dal suo centesimo compleanno se ne va una grande signora del nostro teatro e dello spettacolo italiano

Il 31 luglio scorso la nostra Franca Valeri ha spento 100 candeline. Ha compiuto un secolo una tra le attrici più eclettiche dello spettacolo italiano, che ha cavalcato l’onda di teatro, cinema e televisione dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri. Se ai più la Valeri è un’icona del varietà televisivo, va detto che, prima di approdare alla TV, l’attrice milanese aveva già alle spalle una carriera iniziata negli anni ‘40 in teatro, approdando al cinema a partire dagli anni ’50 per poi diventare famosa al grande pubblico televisivo attraverso il varietà, spesso diretta da Antonello Falqui in spettacoli che hanno fatto la storia della TV: “Studio Uno” e “Sabato sera”, per citarne due tra più noti. Parallelamente a teatro, cinema e varietà, negli anni ’70 Franca Valeri sarà protagonista di famosi sceneggiati TV e proseguirà con tanta televisione ancora negli anni ’80 e ’90. Ma se si pensa a Franca Valeri viene in mente soprattutto l’attrice del monologo radiofonico e televisivo, che, sola al centro dello studio, in medias res, parte con un monologo, ricorrendo alle voci e alle caratterizzazioni che l’hanno resa popolare. Questo, infatti è il suo tratto distintivo, fin dagli esordi: un grande talento per la caratterizzazione, per i suoi personaggi caricaturali, che hanno dato vita a figure indimenticabili. Come non ricordare il famoso sketch della Sora Cecioni che, solo per far piacere alla madre, fa un giro di telefonate in piena notte per rintracciare il marito non rientrato a casa per cena. La Sora Cecioni, la Signorina Snob e la Bolognese Intellettuale sono le tre icone simbolo dell’ironia geniale di Franca Valeri, che con una comicità pacata, mai sguaiata, elegante e fascinosa, senza bisogno di scenografie, musiche o attori spalla, scambia il suo accento milanese con quello romanesco e bolognese, con copioni ispirati alla quotidianità. Franca Valeri e il suo umorismo sottile prendono in giro, così, vizi, virtù, ipocrisia, modi e costumi della società borghese, di cui la Valeri stessa era figlia e che, a dispetto delle trasformazioni sociali, ci fanno ridere ancora.