Costa lascia FI e va con Calenda: le reazioni a Mondovì

Costa lascia FI e va con Calenda: le reazioni del centrodestra a Mondovì, da ogni parte del mondo di centrodestra (e non solo)

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Costa lascia FI e va con Calenda: le reazioni del centrodestra a Mondovì, da ogni parte del mondo di centrodestra (e non solo)

Qualcuno l'ha presa bene... e qualcuno un po' meno. A una settimana dalla notizia che Enrico Costa ha lasciato Forza Italia per entrare in "Azione", il nuovo partito di Carlo Calenda (leggi qui), sono tante le reazioni "locali". A cominciare dall'area di centrodestra (ma non solo), il "mondo liberal" si è espresso su quella che, con un tweet, un veterano di lungo corso come Guido Crosetto (sottosegretario alla Difesa con Berlusconi) ha definito «una grave perdita per il centrodestra».

Da Mondovì arriva il commento dei consiglieri comunali Gianni Mansuino e Giuseppe Aimo (lista Mondovì Oltre, "ala destra" della maggioranza di Adriano, da sempre vicini all'ex ministro): «Sono molti anni, ormai, che collaboriamo con Enrico Costa, del quale apprezziamo l'impegno e la disponibilità. Una presenza che non è mai venuta meno e che riteniamo importante per la nostra città: dal completamento della Tangenziale all'attenzione per il nostro ospedale, passando per numerose altre tematiche, l'on. Costa non ha mai fatto mancare il proprio apporto e la propria capacità risolutiva. L'adesione al progetto di Carlo Calenda non è altro che una scelta chiara e coerente col percorso politico contrassegnato dagli ideali liberali che papà Raffaele ha contribuito a far radicare: ideali che condividiamo, che ci ispirano da sempre e che contraddistinguono il nostro impegno amministrativo. Al fianco dell'on. Costa continueremo a lavorare per Mondovì».

Giancarlo Battaglio: «Il passaggio di Enrico Costa da Forza Italia al gruppo di Carlo Calenda non piacerà certamente a coloro che intendono la politica solo come adesione ad uno schieramento partitico. Piace, invece, a chi si riconosce nel pensiero liberale. Dalla scomparsa del vecchio Partito Liberale Italiano, i liberali sono stati sempre alla ricerca di una casa che non hanno ancora trovato, seppure negli anni la parola “liberale” è stata spesso usata e sprecata a destra ed a sinistra dello schieramento politico, da persone che mal ne conoscevano l’essenza.  Costa, come tanti liberali, ha l'obiettivo di realizzare la casa dei liberali; mi auguro ci riesca, essendo Calenda una persona molto rigorosa, rispettosa e propositiva, capace di attrarre coloro che intendono la politica un fatto culturale che si rivolge soprattutto al futuro senza dimenticare il presente, ma non facendosene condizionare dai meri fini elettoralistici. E se mai anche questa scelta si rivelasse, malauguratamente, ancora insoddisfacente, invito Enrico a farsi egli stesso promotore di un gruppo politico che sappia essere di riferimento e guida».

Di ben altro tenore il commento di Giampiero Caramello, Forza Italia, nei banchi di opposizione a Mondovì (e che, come è noto, non ha mai "digerito" tanto facilmente il fatto di avere il simbolo in comune con Costa, almeno fino a ieri): «Apprendo dai giornali la notizia e penso la stessa cosa che pensai quando uscì dal Pdl (partito di centrodestra) per entrare nel governo Renzi (governo di centrosinistra), salvo poi tornare dopo qualche tempo in Forza Italia. Oggi lascia Forza Italia (partito di centrodestra), per dirigersi nel partito “Azione” di Carlo Calenda. Nella politica di oggi il cambio di “casacca” sta diventato un’abitudine assai diffusa e tutti i giorni sentiamo autorevoli esponenti politici dire tutto il contrario di tutto. Purtroppo i cittadini ne sono ormai stufi ed assuefatti. Personalmente ho sempre fatto della coerenza un principio guida, quindi rispetto sempre le decisioni altrui e di conseguenza anche quella assunta oggi dall’on. Costa, ma non la posso condividere. Questa sarà la “virata definitiva a sinistra” da parte sua? Staremo a vedere. Guardando alla nostra città ed al nostro territorio, penso che oggi ci sono le condizioni per ricostruire un centrodestra forte e coeso, senza l’ambiguità di alcuni che amministrano e dialogano con la sinistra. Il mio posto è sempre stato e continuerà ad essere nel centrodestra».

Pietro Danna, consigliere provinciale e consigliere comunale di Monastero Vasco, afferma: «Conosco l’on. Enrico Costa e collaboro con lui da anni. La sua scelta non mi stupisce: c’è, infatti, la necessità di creare un nuovo polo che possa essere di riferimento per tutti coloro che non si identificano nelle idee espresse dalle forze sovraniste e populiste, e serve crearlo intorno ad una persona carismatica, capace e coerente, come Calenda. Ho appreso , quindi, con favore la sua coraggiosa decisione di mettersi in gioco e provare a costruire, al di là degli schieramenti, una “casa dei liberali” nella quale possano riconoscersi tanti, tantissimi moderati. Gli ideali liberali sono quelli in cui mi riconosco e che, nel mio piccolo, guidano l’azione amministrativa che sto portando avanti».

Linea simile da Lorenzo Alliani, vicesindaco di Ceva: «Il mio appoggio al percorso politico di Enrico Costa è sempre stato amichevole e convinto. Perché si è sempre sviluppato in una area Liberale di Centro-Centro destra con il massimo rispetto per le altrui posizioni. Anche questo avvicinamento ad "Azione", il movimento politico di Calenda, ritengo sia stato motivato dalla ricerca di una area di pensiero meno ingessata e più liberale. Il confronto democratico e plurale è alla base della nostra Società quindi un Partito che ne incarna i presupposti non può che avere successo. Buon lavoro».

E, sempre da Mondovì, interviene il sindaco Paolo Adriano: «Non vedo la scelta di Enrico Costa come di destra o di sinistra. È, più semplicemente, una scelta liberale fatta in coerenza col suo percorso politico da sempre improntato all'ascolto delle persone e alla presenza sul territorio. Una coerenza che va riconosciuta anche nel continuare ad essere all'opposizione del Governo e nell'approfondire un tema anche a me molto caro, quale quello della giustizia. So di poter continuare a contare su di lui, parlamentare del territorio, come ho sempre fatto in questi anni da sindaco».

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