Arrivo di 40 migranti positivi al Covid a Prato Nevoso: la Regione dice “no”

Arriva dal vicepresidente della Regione, il leghista Fabio Carosso, la notizia che il 1 settembre avrebbero dovuto giungere a Prato Nevoso - Frabosa Sottana - quaranta migranti, asintomatici, positivi al Covid-19. Avrebbero dovuto essere ospitati in un albergo di Prato Nevoso, proprio come accadde nel 2011, quando per la prima volta nel Monregalese giunse un gruppo di migranti proprio a Prato, in un hotel a fianco della Conca.

Ma questa volta la Regione ha detto no: a mettersi in mezzo è stato il vice presidente e assessore alla Montagna. «Mi auguro che ora si trovi una soluzione diversa - afferma Carosso - magari coinvolgendo strutture ricettive alternative, nel Saviglianese o nel Fossanese e più toccate dalla crisi».

Il Comune non ha avuto ruolo nella vicenda. I richiedenti asilo avrebbero dovuto essere ospitati da un albergo, unico partecipante al bando emesso dall'Asl per individuare strutture in cui ospitare pazienti positivi al coronavirus, asintomatici, per non intasare gli ospedali. Il bando era già chiuso e, stando al Corriere, l'affidamento era già stato firmato. Poi la Regione si è messa di traverso: «La stagione estiva è ancora in corso - afferma Carosso – mentre, a inizio ottobre, i proprietari cominciano a riaprire le case per affittarle in vista dell’inverno. E sapere di avere in paese quaranta persone positive al Covid non sarebbe stato un buon biglietto da visita».

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