“Mondovì sotterranea”: scelta la direzione artistica

L’Associazione culturale ART.UR si occuperà dell'offerta artistica nel vecchio tunnel “Quinta Armata”

Una struttura in cemento armato, costruita durante il secondo conflitto mondiale, che scorre per circa 122 metri al di sotto della piazza Maggiore: è il primo tassello di un vero e proprio percorso turistico – “Mondovì sotterranea” – pensato dal Comune di Mondovì, non del tutto dissimile (con le dovute proporzioni) a quello che succede a Orvieto. L’ingresso del tunnel, denominato “Quinta Armata”, è in via Vasco, nel seminterrato dell’ex collegio dei Gesuiti che all’epoca della costruzione del cunicolo era sede di caserma e distretto militare, ed uscita su viale Marchese d’Ormea, in prossimità delle mura cittadine. E con una caratteristica particolare: «Ha un’acustica molto particolare – spiega chi ha in mano il progetto, l’architetto Dario Castellino –: è privo di qualunque riverbero proveniente dall’esterno e possiede un riverbero interno che esalta frequenze particolari, basse e medie, che consente di creare effetti sonori avvolgenti e molto speciali». Il tunnel verrà dunque trasformato in una sorta di “attrazione turistica sonora”, e il Comune ha scelto di affidare la progettazione del percorso sensoriale nientemeno che a un gruppo musicale, la rock band cuneese Marlene Kuntz.

LA DIREZIONE ARTISTICA – Rispetto al progetto per i lavori di adeguamento e messa in sicurezza del cunicolo (si sta aspettando il via libera del Demanio), non meno importante è il servizio di realizzazione dei contenuti artistici del percorso. Una sorta di direzione artistica di cui è stata incaricata l’Associazione culturale ART.UR, di Cuneo che in città si è già occupata dell’installazione di “sound art” nella Torre del Belvedere curata da Liliana Moro, artista di fama internazionale. Come «servizi funzionali alla valorizzazione del percorso di visita del cunicolo» la ART.UR si occuperà di segreteria organizzativa, rapporti con gli artisti e direzione artistica, coordinamento con gli uffici comunali e della produzione video-sonora. «L’opportunità, non così comune, è quella di partire dal tunnel vuoto, una tavolozza bianca su cui lavorare – spiega il vicesindaco e assessore alla Cultura, Luca Olivieri –. In base alle richieste degli artisti verranno modulate le installazioni dell’impianto. Un processo inverso da quello che avviene di solito. Entro un mese ci sarà anche un ulteriore sopralluogo con un regista che curerà la parte visual».

IL PERCORSO COMPLETO – Il progetto non si ferma al solo tunnel: il Comune ha intenzione di creare una sorta di hub turistico nel palazzo del Tribunale – l’ex Collegio dei Gesuiti – che preveda un info-point per i visitatori, la possibilità di realizzare eventi all’aperto sulla terrazza del palazzo, l’accesso al tunnel (in cui verrebbero realizzate vere e proprie “sale d’ascolto”) e addirittura un’installazione finale, lungo i bastioni di via Marchese D’Ormea: una passerella-trampolino affacciata sulle colline.


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