“Cos’è la destra? Cos’è la sinistra?” i direttori di testata si interrogano sulla politica

Incomincia a Dogliani il tradizionale appuntamento con i principali direttori di testata, per fare il punto sull'attualità. Tutti rigorosamente senza giacca, viste le temperature tropicali di questi giorni.

Alessandra Sardoni introduce il tema: il "Cos'è la destra? Cos'è la sinistra?" Evocato da Giorgio Gaber, non a caso richiamato anche da Massimo Giannini, nel suo primo intervento. Soprattutto, si vuole rispondere alla domanda: ha ancora senso parlare di sinistra o destra oggi?

Per Giannini, direttore di La Stampa "si tratta di una crisi valoriale che investe soprattutto gli uomini di sinistra. L'uomo di destra sa benissimo a quali valori fa riferimento e a quali istinti risponde" "Il covid è un pettine che ha solcato la nostra carne viva - dice ancora Giannini - e ci ha ricordato gli antichi schieramenti. Di fronte al Covid e alle questioni che ha sollevato, come lo stato della sanità pubblica, sono venute di nuovo alla luce con chiarezza le distinzioni tra destra e sinistra"

Mario Sechi, direttore dell'agenzia Agi, ha preso la parola dichiarandosi in disaccordo con gli spunti proposti da Giannini. "La destra non ha un problema di autodefinizione la sinistra ce l'ha per ragioni anche storiche. Viene dal Novecento, secolo in cui si è dissolta la fiamma del comunismo. Qualcuno sa rispondere alla domanda cos'è il pd? Sappiamo cos'è la destra, nelle definizioni buone e cattive. Definizione destra e sinistra è una comodità spaziale, sappiamo bene cosa c'è da una parte e cosa c'è dall'altra. La destra era Dio Patria e famiglia. Dio non è un motore politico, altrimenti la Dc continuerebbe a prosperare. Siamo una società secolarizzata, motore della fede non c'è, anzi questo è uno dei problemi del contemporaneo: abbiamo perso il baricentro di Dio. La patria. qui abbiamo qualcosa di più reale che si lega alla parola territorio, radici, identità".

"il populismo è sia di destra che di sinistra, è l'uomo in rivolta, come diceva Camus - continua Sechi - una possibilità di riscatto. Dio era una promessa di riscatto ultraterreno, la pulsione populista è una pulsione di riscatto terreno. Ti prometto quello che avresti dovuto avere in paradiso, e che è sfumato. Quando Dio è morto e l'uomo perde il riscatto ultraterreno è smarrito. Morto tutto questo arrivano gli ismi che servono a colmare la pulsione di realizzazione. La sinistra non ha trovato una sua identità forte perchè come diceva Giannini non si è ancora ripresa dal dissolvimento del suo credo. Si è recuperato un po del vecchio, gli si è innestato qualcosa che non c'era prima che sono i tempi accellerati .Tutto quello che facciamo è compresso, accelerato, intenso, ha bisogno di essere soddisfatto subito. è una pulsione contemporanea e il populismo è questo, applicato alla politica. Il pd ha questo dilemma. Riempire di significato il proprio spazio"

Maurizio Molinari, direttore di Repubblica, si esprime sulla lotta tra i due populismi, con riferimento alla lotta in corso all'interno del popolo americano. "La cosa più bella della piazza di Dogliani è il senso civico che rappresenta, mi ha ricordato l'immagine delle piazze de "La Repubblica delle idee". La piazza è colma nel rispetto delle distanze sociali. L'ITalia è piena di senso civico, voglia di partecipazione. Il punto della risposta parte sempre dalla pandemia, evento di drammatica rottura non è la prima pandemia che abbiamo vissuto dall'inizio del secolo ma è quella che tocca di più la nostra sicurezza. Il mondo ha dovuto reagire alla sfida. Dopo l'11 settembre e la crisi del 2008 questa è la terza grande crisi. L'analisi sul populismo fatto all'indomani del marzo 2018, di un paese che si trasforma con la necessità di identificarsi in partiti della protesta perchè i partiti tradizionali avevano perso capacità di esprimere la volontà del popolo su alcuni temi. Il pericolo da cui difendersi inizia ad essere la difesa personale. La pandemia è diverso da altri fenomeni. Le risposte ai grandi fenomeni, terrorismo, crisi finanziaria, non può essere di destra o sinistra. Servono nuove regole per continuare a lavorare e proteggerci. è un fenomeno di adattamento, che coinvolge la totalità del paese. Se prima Salvini ha ottenuto grande consenso con i migranti, oggi perde consenso rispetto a Zaia che si è dimostrato più ferrato sul tema della pandemia, gestendo bene il territorio. Come Bonaccini in Emilia.Il pd si è adattato alla pandemia o ha lasciato la gestione ai governatori? Errore strategico di Trump è stato derubricare la questione pandemia ai governatori locali ed ha perso consenso. La tua domanda è cruciale nella ridefinizione della sinistra e del pd. Se bisogna adattarsi alla pandemia il tema centrale è la sanità. SAppiamo che nessuna democrazia avanzata ha risporse a sufficienza per garantire la coipertura sanitaria totale ai suoi abitanti. Come decliniamo lo stato sociale nel 2020 alla luce della pandemia per proteggere i cittadini?"

In videoconferenza interviene Luciano Fontana direttore del Corriere della Sera. "Sono d'accordo sul tema della definizione dell'identità. La prima questione è possibile tornare ai vecchi schemi di una destra e sinistra che abbiamo conosciuto nel passato? La costruzione di una politica economica che ci faccia uscire dalla crisi è per ora legata a sussidi e alla risposta alle prime esigenze. Per il momento abbiamo come orizzonte repubblica dei sussidi che non può essere una definizione dell'identità della sinistra, servono risposte e programmi a lungo termine sui grandi temi. Torneranno in ogni caso all'orizzonte diversi punti: la sicurezza, l'identità nazionale.In ogni caso il punto forte dell'identità della destra è la difesa del territorio .Questo non sparirà resterà uno dei temi fondanti della destra. Un vecchio ritorno alle definizioni di destra e sinistra classiche non lo vedo all'orizzonte. Quello che vedo è la scomparsa di un tipo di leader che abbiamo avuto negli ultimi anni. Il leader che parla alla pancia della gente".

Giuseppe De Bellis direttore di Sky Tg24 : "Quando affrontiamo i temi ideologici e cerchiamo di capire come i partiti si immaginano rispetto agli elettori dobbiamo pensare anche a cosa vogliono gli elettori da quei partiti. La velocità sull'arrivo dei sussidi è stata bipartisan, il dibattito è stato vivace su entrambi gli schieramenti. temi che prescindono anche da ciò che gli elettori sentono rispetto alla loro identità. Quando saranno ridefiniti i concetti e i contorni, non credo che alcuni dei temi, riaffioreranno con decisione in maniera indipendente dalla pandemia a breve .Tutto quello che vivremo nei prossimi anni sarà collegato, in qualche modo al Covid. Tutto quello che affronteremo da qui a una data indefinibile sarà collegato a quello che abbiamo vissuto in questi mesi. Credo che la commistione delle opinioni e del vissuto di questo periodo sarà determinante per capire se la commistione tra destra e sinistra sarà vera o fluida".

Stefano Feltri, direttore di "Domani" il nuovo giornale edito dall'ingegner De Benedetti: "La pandemia è stato uno spartiacque ma non tutto quello che c'è stato prima è sparito. Il populismo che è partito dai paesi in via di sviluppo è arrivato nei paesi ricchi, ma in modo un po diverso. C'è il populismo di sinistra che è legato al tema delle disuguaglianze e c'è un populismo che se la prende con l'identità e attacca le minoranze. Il populismo di sinistra in Sudamerica è sempre finito con inflazione a 3-4 cifre. Quello di destra non costa nulla, anzi rende voti. Il populismo di sinistra dei 5s ha fatto qualcosa ma alla fine è stato ricondotto nei ranghi ed è diventata sostanzialmente una versione più grande di Rifondazione Comunista, nel rapporto con la sinistra. La parte irrequieta.Rimarranno parti dei populismi. La parte del populismo di destra resterà. Il populismo che si declina nella direzione sovranista di destra rimane. Non è detto che sia una cattiva notizia, perchè ci spinge a rispondere a delle domande che soltanto la sinistra si può porre. Battaglia di conservazione e difesa. Quando il populismo va al potere danneggia la democrazia. La prima battaglia da affrontare è difendere le istituzioni democratiche. Poi dobbiamo decidere se vogliamo ripristinare la società com'era prima. Dare i soldi a chi già li aveva e mantenere in piedi le aziende che avevamo. Oppure possiamo scegliere di forzare il cambiamento, in base a un'altra visione di paese".

Andrea Vianello direttore di Rai News 24: "Credo che il problema della pandemia ha portato a una divisione tra scienza e antiscienza. Questa nostra destra e sinistra che è connaturale alla nostra essenza. Credo che oggi l'identità sia un problema anche per la destra. Anche a destra ci sono partiti che negano di esserlo. Fanno due lavori diversi. Essere di destra è più facile, perchè la sinistra deve coltivare il dubbio, la destra ha solo certezze. Facile fare campagna elettorale della destra: il mondo è complesso ma tu lo racconti in modo netto. Persino i virologi ultimamente sono stati un po' divisi tra sinistra e destra: alcuni che dicevano che non bisognava farsi prendere dal panico, che il virus era meno cattivo di qualche mese fa, e ci sono alcuni virologi che invece danno delle regole. Il virus ha messo davanti agli occhi di tutti noi l'enorme problema del futuro. I temi dell'ambiente sono sensibili, ma la politica, anche a sinistra, non li tocca. Ci sono temi importanti che non troviamo nell'agenda della politica. Siamo l'unico paese europeo che non ha un partito verde. Credo che ci sarà una ripresa di quei temi ambientali che adesso non ci sono".