FESTIVAL DELLA TV. Amadeus: “Sanremo deve essere un evento”

Amadeus, conduttore di Sanremo 2020, e di tanti successi della Rai (tra cui il quiz l'Eredità) è arrivato sul palco in piazza Umberto I, per il confronto con Aldo Cazzullo, nel corso del quale ha ripercorso tutta la sua ultra trentennale carriera.

"Amadeus è tra le persone più popolari d’Italia ma in realtà si sa poco di lui a livello personale" esordisce Cazzullo.

"Ho sempre girato molto, mia moglie è napoletana. L’Italia la conosco benissimo da nord a sud. Mi sono sposato con Giovanna (Civitillo) in Piemonte a Vignale Monferrato, a Castel Alfero vado a mangiare i tartufi. Ero a La Spezia quando si è verificato lo sbarco sulla luna. Me lo ricordo benissimo. Sono sempre stato attratto dagli eventi ecco perché amo Sanremo, che deve essere un evento. Gli eventi sono le cose che mi hanno sempre colpito di più. Ero uno che sabato sera andava dai nonni a vedere Canzonissima, per me era un evento. Da bambino ho guardato tutti i grandi conduttori".

"A chi pensi quando conduci?" domanda Cazzullo

 

Un mix, ho sempre pensato ai quiz di Mike Bongiorno per la sua capacità di creare una liturgia del quiz. Mi piaceva Corrado che destrutturava tutto quello che era formale

"Qual è il segreto dei soliti Ignoti? Perchè gli italiani ci si identificano così tanto?"

"Chi fa il mio lavoro, perlomeno per come sono io, il rispetto viene al primo posto. Chi viene è parte dello show, con la sua personalità. L'ignoto deve sentirsi a suo agio. In genere concorrente e ignoto non fanno questo di mestiere. Cerco di mettere tutti a proprio agio. non c'è un segreto: le cose accadono. Quando una trasmissione piace a tutti, dai piccoli ai grandi, vuol dire che è una trasmissione nazionalpopolare, vuol dire che è entrato nelle case di tutti. Le trasmissioni prima e dopo il tg devono avere quello scopo, quello è un momento molto importante. è una trasmissione che ha una grande responsabilità

"Studiavo per fare contenti i miei genitori - racconta ancora Amadeus - ma io ho sempre voluto fare il presentatore. Sono diventato geometra perché all'epoca non avevo alcun tipo di aggancio al mondo dello spettacolo, quindi ho preso il famoso "pezzo di carta". Poi ho lavorato in tante radio piccole, ho fatto il provino per Radio Deejay con Cecchetto e a quel punto mi sono trasferito a Milano. Poi ho conosciuto Salvetti, patron del Festivalbar, l'ho aspettato sei ore nella hall di un albergo. Quando Salvetti è uscito dall'ascensore sono saltato fuori e questa cosa lo ha colpito molto. Mi ha detto vieni con me, andiamo all'arena. DA lì mi ha presentato Cecchetto ed è iniziato tutto".

"Divenni Amadeus da subito: fu Cecchetto a battezzarmi così. Mi ero presentato "Buongiorno mi chiamo Amedeo Sebastiani" e lui "Troppo lungo, meglio solo Amadeus". All'epoca non ne fui particolarmente felice. Era uscito il film di Forman, Amadeus, ma lui pensava a una canzone, che infatti divenne la mia prima sigla in radio"

Insieme a Cazzullo, Amadeus ha rievocato l'origine della ghigliottina e della verità. «Avevo avuto l'incarico da Fabrizio Del Noce di trovare il format del preserale di Rai Uno. Visionai centinaia di format. Andai anche dalla Magnolia, il direttore mi fece vedere diversi format. Nessuno mi colpì particolarmente. Poi mi fece vedere un format argentino, pensavano di usarlo per il pomeridiano di Rai 2. Mi colpì immediatamente perché il conduttore era al centro dello studio, con i concorrenti intorno, un'immagine nuova per la televisione italiana. Dissi: questo è il nuovo preserale di Rai 1. Poi ci lavorammo e lo modificammo. La ghigliottina ce la inventammo con l'autore Santucci, perché gli ultimi 10 minuti della trasmissione dovevano essere particolarmente visti e quindi d'impatto".

Nel 2006 un momento di impasse. Il passaggio a Mediaset non dà i frutti sperati e il telefono smette di squillare. "Il successo chiama il lavoro, quando le cose non girano come speravi non è un bel momento, è come quando il calciatore smette di fare tanti gol e finisce in panchina. Devi avere autostima, io ho avuto anche il supporto della famiglia. Devi pensare che puoi farcela, credere in te e riprovarci per i figli e per la famiglia. Sono partito da Mezzogiorno in famiglia, chiamata da Guardì. Mi aveva conosciuto con l'eredità, avevo vinto due oscar della tv, ero il possibile candidato a Sanremo. Guardì mi propose Mezzogiorno in famiglia su Rai 2 e accettai. Ho poi fatto Tale e Quale, Reazione a catena, il preserale, il mondo che amo di più".

"A Sanremo ero l'uomo più tranquillo e felice del mondo. Paradossalmente la gente mi rilassa. Perchè è quello che sognavo di fare da una vita, non sono emozionato".

Cazzullo porta il discorso sul successo di Sanremo 2020.

"Innanzitutto perché uno vuole fare anche il direttore artistico? Non per presunzione ma perché solo il conduttore... per il mio lavoro Sanremo è come la Nazionale per un calciatore. Ne puoi uscire molto bene ma anche molto male. Se lo fai devi assumerti completamente la responsabilità di quello che accade. Se va male non voglio prendermela con il direttore artistico di cui magari non condivido le scelte. Ho la forza e la fortuna di avere un gruppo di lavoro molto importante, a cominciare da Lucio Presta, che mi conosce come nessuno. Sanremo è anche empatia, avere idee folli all'ultimo momento, è tenersi idee in segreto per mesi. Amando la musica ed essendo cresciuto con la radio sono partito da li. Le canzoni di sanremo devono durare il più possibile su radio e web. è fondamentale che non durino da Natale a Santo Stefano. La soddisfazione più grande è poterle ascoltare fino a un mese fa e sentirle ancora adesso. LA gente chiede loro di cantare le canzoni del festival, quella è la soddisfazione. Ho ascoltato i pezzi centinaia di volte, sempre. Giorno notte, mi sveglio le metto a casa. Vado in auto e le metto. Le metto talmente ad alto volume che ai semafori devo ricordarmi di abbassare il volume. Ma solo così sono in grado di scegliere. Le devi fare tue. Questo consiglio me l'ha dato Pippo Baudo, mi disse: "Ricordati le devi conoscere a memoria". Per il 2021 è già arrivato qualcosa ma ufficialmente gli incontri cominceranno da lunedì. Già da ottobre ci saranno le serate su Rai 1 (AmaSanremo) dedicate ai giovani. Fino al 17 dicembre, serata fondamentale che ci fa capire chi sono i giovani si ascolteranno le canzoni dei giovani. L'anno scorso solo per i giovani ne ho ascoltate 845. L'anno scorso sono arrivate 300 canzoni dei big e quest'anno se ne prevedono almeno 200 in più. Si dice sempre che i 50 che sono a sanremo ti vorranno bene per tutta la vita. Il problema sono i 400 che scarti"

"Il 17 dicembre, notizia che anticipo, sarà presentata, oltre alla lista dei 10 giovani, tutta la lista dei big musicali in gara".