Linus e Nicola Savino chiamano Dogliani

Intervista reciproca dei due conduttori e dj radiofonici: aneddoti legati alla carriera e idee sul futuro della radio

Intervista reciproca per Linus e Nicola Savino, due habituè del festival (almeno Linus è stato presente a tutte le edizioni, con gli aneddoti della sua carriera).

Si incomincia con ricordi personali, legati agli inizi e alle radio libere. "Ero talmente appassionato del mondo della radio che la tenevo sempre accesa - racconta Savino -. Andavo persino a dormire con la radio accesa a volume bassissimo"

Dopo un divertente siparietto con un doglianese affacciato su un balcone, Savino e Linus passano al tema dei nuovi media: "La radio ha un anima - spiega Linus - ho sempre vissuto la radio come quella che mi dava la musica che volevo sentire, ma se faccio la radio è per colpa di Alto Gradimento di Arbore e Boncompagni. C'era della musica pazzesca, ma si pensa sempre alle gag comiche, c'era quell'aria da scolaro da ultimo banco. Era musica meravigliosa, non seria come quella che passava a "Per voi giovani" o "Popoff" loro mettevano cose moderne ma belle e originali. La radio è sopravvissuta perchè ha un'anima e l'anima la mette chi parla. Il telefonino è stato un moltiplicatore di opportunità. Ogni vent'anni ci dicono che siamo pronti per morire, perchè è arrivata la televisione, poi internet, poi il satellite, poi Netflix, poi gli mp3. Però abbiamo capito che se la radio è fatta bene, ha un cuore e una personalità è la radio che adotta questi mezzi e non se ne fa sopraffare".

Nicola Savino ricorda i difficili esordi: "Frequentavo la facoltà di Economia e commercio ma la odiavo. Volevo vivere di radio. Sono entrato a fare il fonico, senza farmi illusioni. Con senso del dovere, si lavorava molto, ma la selezione per fare fonico a radio Deejay (primo stipendio) in una settimana provavamo in due. Poi ogni volta c'era una selezione. Ho vissuto un mese di angoscia prima di essere preso. Mi hanno preso il primo aprile. Grazie a Marco Baldini, il primo che si faceva dei programmi scritti, degli appunti su quello che sarebbe successo, ho intrapreso una carriera come autore. A piccoli passi facendo anche molta regia a Linus dando dei suggerimenti. Ho vissuto la radio. Radio Deejay è un posto meraviglioso perchè è ricco di stimoli"

"Nelle radio private - spiega Linus - generalmente c'era un disc jockey solo e doveva parlare il meno possibile. Abbiamo un po'scardinato questo schema io e Nicola, anche un po' casualmente".

"Ho condotto un'edizione dell'Isola dei famosi e mi sono molto divertito - ha raccontato ancora Nicola Savino - a dispetto delle apparenze e dei personaggi a volte un po' a grana grossa, l'ho trovata molto simile alla radio. Un linguaggio in cui spesso si butta via la scaletta ed è importante ascoltare. In una tv sempre più rigida e veloce il linguaggio del reality credo si avvicini alla radio. Mi sono anche divertito a fare 50 special, anche se solo per 4 puntate. C'è un problema di crisi in televisione. Mancano soldi, non si possono far venire ospiti. I migliori anni di Carlo Conti è un tipo di programma che non si può più fare. Troppo da pagare".

Stimolato dal pubblico, Linus commenta l'arrivo sulla panchina della Juventus di Andrea Pirlo: "Tutto il bene del mondo, la parentesi di Sarri è stata abbastanza deprimente. Non ho capito perchè abbiano preso uno che non volevano prendere, per un anno non ha avuto da società e tifosi più della sofferenza. Sono contento che sia tornato sulla panchina uno juventino"

Dal pubblico si interroga Linus anche sulla sua dichiarazione a riguardo delle discoteche. "Non ho cambiato opinione - ha detto il dj milanese - mi spiace che qualcuno l'abbia letta come un attacco alle discoteche. Io riprendevo addirittura le posizioni di chi gestisce le discoteche. A Ibiza, Mykonos, dove l'economia è basata sulle discoteche addirittura non le hanno mai aperte. Se poi si sono dovute richiudere, perchè riaprirle? Capisco che le discoteche abbiano avuto un grosso danno da questo. Ma perchè dovevano stare chiuse? Per poter essere qui noi oggi. Evitando quei momenti così confusi ci possiamo permettere una vita quasi normale. Io sono fiducioso sul fatto che le cose miglioreranno presto ma ritengo vadano evitate le esagerazioni".