Mercalli a Dogliani: “Il Covid non ha fermato il surriscaldamento, anzi!”

Forte intervento del climatologo al Festival: "Per salvare l'ambiente bisognerà prendere decisioni scomode e impopolari"

L'edizione di quest'anno del Festival della tv di Dogliani si intitola "Media for future"; non poteva quindi mancare un incontro sul tema fondamentale, delicatissimo e soprattutto attualissimo dei cambienti climatici. La nostra Terra sta cambiando, spesso a causa dei nostri comportamenti sconsiderati, ma cosa possiamo fare noi, concretamente, per consegnare ai nostri figli un mondo più pulito e sempre più vivibile? Quale deve essere il ruolo dei media in fatto di sensibilizzazione dell'opinione pubblica? Dal manifesto di Assisi alle politiche messe in atto da aziende private ed istituzioni per prendersi cura del nostro pianeta. Ne hanno discusso a Dogliani Antonio Cianciullo, Padre Enzo Fortunato, Maura Latini, Luca Mercalli, Giovanni Parapini ed Ermete Realacci, con Vanessa Ricciardi. Il climatologo Mercalli, uno dei volti più noti del piccolo schermo nella lotta al surriscaldamento globale, ha giustamente "alzato i toni", in conclusione di un incontro che per la verità ci aspettavano potesse offrire spunti più concreti su un tema così fondamentale come la questione ambientale: "Con il Coronavirus non è migliorata la situazione climatica. Sono calate le polveri sottili. L'aumento di temperatura globale è figlio di un processo iniziato 100 anni fa, non sono 2 mesi di lockdown che fanno la differenza, assolutamente. Il riscaldamento globale continua: gennaio-agosto 2020 sono stati in tutto il mondo in assoluto i mesi più caldi, da quando abbiamo i dati. Se fra un secolo, come temiamo, avremo un metro di mare in più, il mondo sarà stravolto. L'informazione ambientale fa schifo! Non si salva l'umanità chiudendo il rubinetto quando ci si lavano i denti. Le decisioni importanti spettano alla politica internazionale. Bisognerà anche fare delle rinunce, scelte impopolari per risolvere il problema, ad esempio: aumento della benzina di 10 volte il prezzo e niente più aereo evitando emissioni inutili".