“La via selvatica” per tornare in contatto con madre natura

Una serie di 12 incontri per discutere sugli istinti primordiali dell'uomo in ogni campo. "La via selvatica" per tornare in contatto con madre natura

Foto: Sorbyphoto / Pixabay

Una serie di 12 incontri per discutere sugli istinti primordiali dell'uomo in ogni campo.
"La via selvatica" per tornare in contatto con madre natura

Dalla notte dei tempi donne e uomini hanno un legame viscerale con il territorio delle Langhe piemontesi, con le sue dolci colline, il suo microclima rigido ma apprezzato dalla natura e i suoi celebri vini che inebriano l'aria pura. Non a caso la trasmissione tv Linea Verde ha dedicato una puntata alle Langhe e le Alpi Marittime.

Proprio in quel territorio in cui di paesaggi vitivinicoli delle Langhe - Roero e del Monferrato in Piemonte entrati a far parte del Patrimonio Mondiale dell'Unesco, la azienda vitivinicola Ceretta di San Cassiano d'Alba ha deciso di dar vita al ciclo di incontri "La via selvatica".

L'iniziativa curata da Matteo Caccia di casa Ceretto parte dalla sua osservazione della natura, la quale non ha perso tempo a riconquistare i propri spazi perduti a causa dell'antropizzazione bloccata dalla quarantena. Il progetto prevede un incontro di dialogo ogni 12 del mese, a cominciare da questo settembre fino allo stesso mese del 2021.

Richiama l'aggettivo "selvatico" per indagare sul lato più irrazionale e selvaggio che ogni individuo ha dentro di sé, che lo spinge a perseguire grandi sogni e realizzare grandi imprese nei più svariati ambiti: dalla scienza, alla poesia, alla musica, alla letteratura. Un totale di 12 incontri tenuti in luoghi diversi all’interno dei territori Ceretto – dalle vigne, al ristorante Piazza Duomo, alla Cappella del Barolo, alla Casa d’artista, passando per le cantine della Tenuta Monsordo Bernardina e Bricco Rocche.

La natura e gli istinti dell'uomo sono atavicamente collegati - spiegano gli esperti erboristi di Healthspring.it- per via di reazioni biochimiche e psicologiche indotte dall'attività all'aria aperta e dalla osservazione del paesaggio. Sono vari gli effetti terapeutici dei cosiddetti “bagni della foresta” (shinrin - yoku in lingua giapponese) e della possibilità di ridurre gli effetti negativi sulla salute indotti dallo stress tipico della vita moderna, detto anche “tecno-stress”. Stare all'aperto esposti alla luce solare innesca la produzione di vitamina D fondamentale per la salute scheletrica, in più l'osservazione del verde naturale è stato dimostrato che favorisce il rilassamento e la concentrazione.

I primi interventi sono stati programmati per essere trasmessi in streaming sul sito della tenuta e a partire dal 2021 il pubblico potrà finalmente partecipare fisicamente agli incontri. La conclusione del progetto avverrà a settembre 2021 con quella che il curatore definisce "un’esperienza selvatica a 4 mani" con gli chef Ana Roš ed Enrico Crippa.

"La via selvatica" per tornare in contatto con madre natura
Questo il calendario:

Funambolo – Tenere a bada la paura
Andrea Loreni – funambolo da grandi altezze

Paesaggista – La natura si riprende gli spazi
Paolo Pejrone

Sportivo – Allenare la mente
Mauro Berruto

Chef – Prime Materie prime
Ana Roš

Esploratore – Il lato nascosto e selvaggio di ognuno
Emilio Previtali

Navigatore – burrasche e calme
Ambrogio Beccaria

Meteorologo – La furia e la dolcezza del clima
Luca Mercalli

Zoologa – Il ritorno dei Lupi
Mia Canestrini (lupologa)

Scrittrice – La scrittura selvaggia, da Pavese a…
Nadia Terranova

Storico – il territorio e la sua storia
Franco Cardini

Musicista – la musica non addomesticata
Tommy Kuti

Semiologo- Selvatico e Salvatico
Stefano Bartezzaghi