La Fiera del Bue ottiene il nome di “internazionale”, ma è “scontro” con i candidati sindaci

Stefania Ieriti: "Un orgoglio, mi vengono mosse accuse ingiuste e improprie". Ma sulla Fiera i candidati sindaci Schellino e Rocca la pensano in modo diverso

Fiera del Bue
Il sindaco Stefania Ieriti durante l'annuncio, nel 2019, della Fiera "extralarge" da 4 giorni

La Regione ha attribuito la qualifica di "internazionale" alla Fiera del Bue grasso di Carrù. La determina risale già al 24 luglio, ma solo nella giornata di ieri è arrivata la lettera protocollata in Municipio a Carrù. L'attribuzione non scatterà a partire da quest'anno, ma nel 2021 (edizione numero 111), dove le date sarebbero già segnate: dal 9 al 12 dicembre.

Usiamo il condizionale perchè la "Fiera" carrucese, perno assoluto nel tessuto socio-economico del paese, ha diviso e scatenato tantissime polemiche e discussioni, dopo la scelta dell'Amministrazione Ieriti di spalmare l'evento, nel 2019, su quattro giorni proprio per venire incontro ai requisiti richiesti dall'internazionalizzazione. Si credeva che la qualifica potesse già arrivare per questo 2020, ma è comunque giunta al gong del mandato dell'attuale sindaco carrucese.

«Sono stata attaccata, contestata e criticata», scrive proprio il sindaco Stefania Ieriti. «Mi vengono mosse accuse ingiuste e improprie. Eppure, nonostante tutto e grazie alla condivisione con i miei amministratori, sapevo che, percorrendo la strada dei quattro giorni, avrei ottenuto l’effetto desiderato per la nostra Fiera del Bue Grasso. Se ne parla tanto, è argomento di programma elettorale (com’è giusto che sia), per noi questo raggiungimento è un orgoglio. Buon lavoro a chi dovrà gestirla perché adesso una qualifica del genere la si deve mantenere».

Fiera del Bue, Schellino e Rocca la pensano in modo diverso

Chi verrà dopo di lei la pensa però, almeno su un punto, in altro modo. I due candidati sindaci sono unanimi nell'affermare che la manifestazione, così come è stata presentata lo scorso anno, non funziona. «I risultati non sono stati soddisfacenti: è sotto l'occhio di tutti. Ritengo l'internazionalizzazione un passo importante perchè consentirà di portare fuori dai confini la tradizione della Fiera. In quest'ottica l'Ente Fiera diventa indispensabile ed anzi dovrà essere costruito in tempi brevi», commenta l'assessore-candidato sindaco Nicola Schellino. Gli fa, in un certo senso, eco lo sfidante Francesco Rocca: «Non ho compreso le scelte legate alla Fiera: prima l'8 dicembre, poi i quattro giorni. Con il sindaco Marabotto, ho spinto per ottenere la qualifica "nazionale", ma perchè ci ha portato contributi e vantaggi. In nome dell'internazionalizzazione non si deve far "morire" la Fiera. Noi abbiamo sempre coinvolto nelle decisioni tutti, lo dimostrano i fatti. Non serve fare grandi proclami: nella varie Commissioni avevamo più di 20 persone, espressione di tutte le varie anime del paese».

Che cosa succederà quest'anno?

Per il 2020, in termini pratici cambia poco. In teoria è già stato deliberato da giovedì 10 a domenica 13 dicembre . Ma dipenderà dall'emergenza sanitaria, in primis, e da chi uscirà come primo cittadino dalle urne. Schellino e Rocca hanno annunciato la volontà di voler comunque organizzare la Fiera, scendendo a patti con le norme anti-Covid e ribadendo il ruolo del "giovedì" della tradizione . Ed il mercoledì successivo alle votazioni, il 23 settembre, la Pro loco ha già fissato l'incontro con il neo sindaco per il "come" visto che non c'è tempo da perdere.

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