Mondovì: niente festival “Wake Up” 2020. «Impossibile col Covid»

Mondovì: niente festival “Wake Up” 2020. Gli organizzatori: «Impossibile organizzarlo con le norme Covid»

Mondovì: niente festival “Wake Up” 2020. Gli organizzatori: «Impossibile organizzarlo con le norme Covid»

Li avevamo lasciati un anno fa, con le luci e il mega palco a Mondovicino da cui si erano esibiti Subsonica, Lauro e J-Ax. Dopo quattro anni di concerti e appuntamenti, nel 2020 il festival “Wake Up” non si terrà. Era quasi scontato, dal momento che l’organizzazione non aveva ancora fatto annunci: ma c’era chi sperava in un colpo di coda dell’ultimo minuto e magari in un evento “distance mode”. Invece non si farà nulla, come ci conferma ufficialmente il numero uno del Wake Up, Graziano Gabbio: «Non ci sono le condizioni per un evento come il nostro – spiega –. È una questione di responsabilità, verso il pubblico e verso Mondovicino».

UN FESTIVAL DAI GRANDI NUMERI
Wake Up esordì nel 2016 con J-Ax e alcuni dj set, per poi divenire un festival più strutturato a partire dal 2017, quando ai concertoni all’outlet vennero aggiunti anche appuntamenti-talk pomeridiani come quello con Francesco Gabbani, allora neo-vincitore di Sanremo. Un grande festival tutto dedicato alla musica di tendenza: rap, trap, pop, dance e all’elettronica. Sempre con ospiti di primissimo piano: Ghali, Sfera Ebbasta, Matin Garrix, Dimitri Vegas & Like Mike, la “quasi nostrana” Annalisa (con un affollatissimo live nel centro storico di piazza Maggiore), Giusy Ferreri, Baby K e l’ultima grande tappa del 2019 con Lauro, Subsonica e Ax coi suoi Articolo 31. Insomma, un grande evento, che ha sempre richiamato migliaia di persone. Ma poi è arrivato il Covid-19, e il mondo dei concerti è stato letteralmente azzerato.

«IMPOSSIBILE ORGANIZZARLO CON LE NORME»
«Gli ingaggi per gli artisti previsti nel 2020 erano già praticamente chiusi – ci spiega Gabbio –, ma purtroppo il festival non è realizzabile. Abbiamo tentato una soluzione alternativa, ipotizzando un festival in un formato diverso, per esempio con ingressi ridotti per mantenere le distanze. Ci stavamo lavorando. Con l’ultima ordinanza, però, è cambiato quasi tutto. La gestione di un festival come questo è diventata praticamente impossibile. Ci siamo informati su quanto è avvenuto durante concerti organizzati altrove, e siamo convinti che non sia possibile mantenere le norme sulle distanze in eventi di questo tipo. “Wake Up” è un festival pensato per i giovani e i giovanissimi, è fatto per ballare, per muoversi: non siamo a teatro, non si può pensare di chiedere al pubblico di stare fermi a distanza. Dunque abbiamo scelto di lasciar perdere. Siamo convinti di aver preso la scelta giusta, per rispetto del pubblico e di Mondovicino Outlet, la struttura che ci ospita. È difficile immaginare che si possano organizzare eventi fino a prima della prossima estate, ragion per cui siamo già al lavoro per definire i primi ingaggi per il 2021. Tenendo bene a mente che che “Wake Up” ha sempre cercato di portare sul palco “i nomi del momento” e che quindi non è possibile prendere semplicemente i nomi che sarebbero stati in programma per questa edizione e rinviarli al prossimo anno. Siamo certi che la nostra sia stata una scelta responsabile. Arrivederci al prossimo anno».

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