Il punto sui lavori sotto l’Alberghiero di Mondovì – FOTOREPORT

Il punto sui lavori sotto l’Alberghiero di Mondovì. «Entro un mese e mezzo contiamo di finire». Riapre una parte del fabbricato delle aule

«Chiudere la porta», grida al vento un cartello privo di senso. È lì, appiccicato con lo scotch, ai vetri di una porta-finestra che da tre anni si affaccia su un salto di quattro metri. È solo uno dei tantissimi dettagli che si possono notare passeggiando sul cantiere della frana caduta sotto l’Alberghiero. Fra pochi mesi, il calendario segnerà: tre anni. Tre anni da quel giorno di fine 2017 in cui la terra è caduta, gonfiata da una mole abnorme di acqua (la causa non è mai stata del tutto chiarita, l’indagine si è chiusa senza un verdetto), e ha stravolto la vita del “Giolitti”. Ora il pendio è completamente trasformato: tre gradoni, alti circa 4 metri l’uno, reggono il versante.

Al posto della “torretta” con la scala di emergenza, crollata la sera dopo lo smottamento, ci sarà un sentiero che salirà dalla palestra sino al piazzale. Un piazzale ancora da ricostruire: sarà l’ultimo step del cantiere. Quando si concluderà? «Contiamo di chiudere fra un mese e mezzo circa – ci dicono dalla direzione dei lavori –, meteo permettendo». L’Alberghiero per ora non ha ancora a disposizione le aule nella palestra di Metavia: «Ci hanno detto che saranno accessibili solo a metà ottobre», afferma la dirigente Donatella Garello. Ma al di là di tutto, senza per forza voler dare torti o ragioni, è innegabile che su questo tema è doveroso continuare a mantenere l’attenzione.

Con la collaborazione della direzione dei lavori, abbiamo avuto accesso all’area di cantiere. Ecco le foto.

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Il progetto era in mano a un pool di tecnici monregalesi, riuniti in forma di ATP: lo Studio associato di ingegneria Giuseppe Battaglia, Fausto Mulattieri e Francesca Delpodio di Mondovì come capogruppo, assieme all’arch. Mariangela Borio di Mondovì, al dott. for. Giorgio Colombo di Mondovì, al geol. Giuseppe Galliano di Ceva e allo Studio Associato Ingeoproject di Torino. I lavori sono stati aggiudicati all’impresa monregalese “Giordano costruzioni srl”.

Resta l’incognita sulle aule a ridosso della frana: oggi l’idea dell’abbattimento sembra sparita dai radar. Il progetto attuale non prevede l’abbattimento, anche se la stradina realizzata al di sotto dell’Istituto potrebbe consentire l’accesso dei mezzi per lo sgombero delle macerie. Ma due settimane fa è arrivata una notizia totalmente inattesa: una porzione del fabbricato, quella più lontana dalla frana, ora è stata riaperta: ospita un’aula di lezione, la “stanza Covid” per la sede, bagni e spogliatoi. La direzione lavori conferma che il progetto di consolidamento restituirà un terreno sicuro. E allora la domanda diventa inevitabilmente questa: chissà se nel 2021, dopo tutto questo, si deciderà che l’Alberghiero può tornare a casa propria?

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