Mondovì, a processo per aver investito un bambino di 7 anni anche l’autista del furgoncino in sosta

L’episodio risale a due anni fa, nella stretta via Cottolengo. Per il piccolo 90 giorni di prognosi e un disturbo post traumatico

Aveva urtato un bambino di 7 anni, uscito all’improvviso da uno dei portoni di via Cottolengo, a Mondovì. Una strada che è priva di marciapiedi, molto stretta e in parte a doppio senso marcia. I fatti risalgono a due anni fa, era il 25 settembre 2018. Alla guida dell’auto C.M. che stava procedendo in direzione Carassone quando si era ritrovato un furgoncino fermo sulla strada, con le quattro frecce. Superandolo, era avvenuto l’impatto. Il piccolo aveva riportato una doppia frattura alla gamba destra e un’escoriazione sul piede destro, con prognosi di 90 giorni. In seguito però ha patito le conseguenze psicologiche dell’incidente: la neuropsichiatra che l’ha visitato, su domanda dell’avvocato di parte civile Rocco Sardo, ha diagnosticato al bambino un disturbo post-traumatico fobico-ossessivo, con frequenti episodi di ansia.

Per l’uomo che era alla guida del furgoncino in sosta, A.E., è stata riconosciuta una corresponsabilità nell'incidente. Entrambi i conducenti sono finiti a processo. L’accusa è di lesioni personali stradali. Uno degli agenti di Polizia locale intervenuti ha spiegato che dai rilievi fotografici erano state riscontrate tracce di frenata sul lato sinistro, ma non segni da urto violento. Secondo il perito della difesa, Giorgio Bertazzoli, la velocità era senza dubbio inferiore ai 25 km/h: «Non è stata la vettura ad investire, ma il pedone a urtare lateralmente il veicolo». Il furgone parcheggiato di A.E. ad ogni modo sarebbe stato in ogni caso determinante come ostacolo alla visibilità. Il processo è stato aggiornato al 19 febbraio 2021 per ascoltare i rimanenti testi.