Coronavirus: tamponi rapidi per tutti in Piemonte. Controlli a tappeto ogni 15 giorni nelle RSA

Consentono risultati in un quarto d'ora. 1 milione quelli già acquistati in Regione. Il presidente Cirio ha illustrato il piano regionale.

Coronavirus tamponi rapidi Piemonte

Conferenza stampa in Regione per illustrare il piano dei tamponi rapidi per il Piemonte approvato in via definitiva nella Giunta di martedì sera tra le norme di contenimento dell'epidemia da coronavirus Covid 19.
In apertura il presidente Alberto Cirio si è rivolto subito ai giornalisti intervenuti con una precisazione importante sul ruolo della politica e dell'informazione. «L'informazione è importante sempre, soprattutto quanto la gente ha paura. Noi dobbiamo impegnarci a dare risposte chiare e voi a trasmettere in modo più chiaro possibile». Ci proviamo tutti, anche non sempre gli utenti lo comprendono.

TAMPONE RAPIDO – «I tamponi rapidi o test antigenici sono un'evoluzione del tampone tradizionale (il Piemonte ad oggi si colloca al terzo posto per numeri in Italia) dove servono tempo, personale e laboratori, ma sono gli unici fino ad oggi con valore legale – ha spiegato Cirio –. Da una decina di giorni il Ministero ha validato il tampone rapido che può essere processato in quindici minuti: ce ne sono di due tipi. Quello che si processa da solo (tipo test di gravidanza) oppure quelli che hanno bisogno di un apparecchio aggiuntivo. Se sei negativo al tampone veloce si è negativi anche a livello legale e "liberi" dalla quarantena. Se si positivi bisogna avere ancora la conferma del tampone molecolare, visto il margine di errore dei falsi positivi».
Il Piemonte ne ha richiesti 600 mila al Commissario Arcuri, ma la Regione (insieme al Veneto) ha avviato una gara in maniera autonoma per essere operativi prima. Per la precisione da lunedì. 1 milione i tamponi rapidi già acquistati; 2,4 milioni la dotazione a regime. 164 mila sono già sul territorio, 59.000 a Cuneo. La Regione li ha acquistati a tre euro ciascuno.
Verranno utilizzati per un uso pubblico (servizio sanitario regionale, scuole, Rsa, Forze dell'ordine) ed uno privato. Nelle scuole saranno usati per ridurre la quarantena al decimo giorno non al quattordicesimo. Serviranno anche per abbattere la richiesta di tamponi tradizionali.

DOVE EFFETTUARLO – «Chiunque potrà accedervi liberamente in ogni momento (senza richiesta del medico) presso laboratori pubblici, farmacie, medici di famiglia e a disposizione delle aziende e della pubblica amministrazione – ha illustrato Cirio –. In farmacia si prenota (già da oggi e tutte possono aderire) e verrà effettuato a casa. I risultati verranno inserite nella piattaforma Covid della Regione. Il valore sui cui viaggia il prezzo dei tamponi rapidi è sui 30-40 euro». L'assessore Icardi sta lavorando per chiudere l'accordo con i medici di base per poter effettuare il servizio gratuitamente, a carico del servizio sanitario regionale. «Il medico di base (o il pediatra di libera scelta) potrà scegliere di farlo nel proprio studio o in locali dedicati. I numeri sono in crescita e stiamo cercando di dare le risposte più efficaci, soprattutto a livello territoriale».

TEST OGNI QUINDICI GIORNI NELLE RSA – Per scuole, Rsa, Pronto soccorso, Uffici giudiziari e Forse dell'ordine i tamponi rapidi saranno gratuiti. Attenzione particolare è stata dedicata alle residenze sanitarie: «Nelle Rsa sono presenti 60 mila unità: due terzi sono ospiti, un terzo dipendenti – sono i dati forniti da Cirio –. Fino ad oggi nelle strutture piemontesi sono stati effettuati 40 mila tamponi, qualcuna è stato testato anche 3/4 volte. Ora con i tamponi rapidi ogni 15 giorni (fino a fine gennaio) in tutte le Rsa si farà uno screening a tappeto. Cento medici, inoltre, sono a disposizione per consulenze».

FORZE DELL'ORDINE – L’iniziativa coinvolgerà complessivamente anche circa 20 mila operatori su base volontaria, tra appartenenti a Forze dell’Ordine, Forze Armate, Polizia Locale, Vigili del Fuoco e lavoratori dei Tribunali ordinari, amministrativi e contabili. «Come nel caso del personale sanitario – commenta l’assessore Icardi – è importante prestare la massima attenzione al tracciamento del contagio tra gli agenti, gli operatori delle Forze dell’ordine e del Sistema giudiziario che agiscono a diretto contatto con la popolazione, in qualsiasi situazione di emergenza. Un’iniziativa che rientra a pieno titolo nei piani strategici della prevenzione attuati dalla Sanità regionale per arginare il contagio». I primi test verranno eseguiti sul personale dei Carabinieri e della Polizia di Stato, compresa la Polizia penitenziaria, a cominciare da inizio novembre.

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