“E luce fu” poker d’artisti per la Fondazione Crc

Venerdì l'inaugurazione della nuova mostra organizzata dalla Fondazione Crc in collaborazione con il Museo d'arte contemporanea di Rivoli. In esposizione quattro opere di Balla, Fontana, Eliasson, Leotta

Un itinerario che parte dalla Genesi, dall'origine dell'universo, per poi arrivare alla Divina Commedia, alla luce di Dio descritta nel Paradiso "Ne la profonda e chiara sussistenza de l'alto lume parvermi tre giri di tre colori e d'una contenenza" per arrivare allo Shimmering, la luccicanza, la vibrazione luminosa che allarga la percezione sensoriale, la coscienza. La sensazione sperimentata e descritta da tanti artisti che hanno fatto uso di Lsd. La mostra "E Luce Fu" inaugurata venerdì 23 ottobre organizzata a Cuneo presso il Complesso Monumentale di San Francesco ha nella luce, la protagonista, la materia prima, il centro della riflessione dei quattro artisti esposti. La mostra è il nuovo frutto della collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo con il museo d'arte contemporanea di Rivoli. In qualche modo l'appuntamento costituisce una seconda tappa rispetto alle installazioni di William Kentridge esposte ad Alba, nell'allestimento "Respirare" che ha debuttato a settembre. In quel caso si trattava di due opere di video Art, sagome nere su fondo di luce bianca, per mettere in tema un grande tema come la storia, il suo flusso ininterrotto, le sue continue sequenze di cause ed effetti che cambiano il destino di migliaia di persone.

Dal Futurismo alla contemporaneità

A Cuneo, nell'allestimento curato da Carole Christo-Bakargiev e Marcella Beccaria si alternano quattro opere d'arte, di diverse epoche e tipo. Si parte con Giacomo Balla e il suo "Fuoco d'artificio". Opera del 1915/16, è un'allestimento scenografico preparato dall'artista per il teatro Costanzi a Roma, in occasione di un balletto di Diaghilev su musica di Igor Stravinsky (appunto "Il fuoco d'artificio"). Le sagome, allestite dall'artista, coloratissime e in pieno stile futurista, si illuminano passo a passo con l'andamento della musica, e sottolineando le coreografie dei danzatori (che ovviamente il visitatore deve immaginare).

La seconda opera in mostra è particolarissima: si tratta di un lavoro di Lucio Fontana, il celebre autore dei "tagli" nella tela, in grado di spezzare la bidimensionalità del quadro e cercare nuove suggestioni creative. Il lavoro presente a Cuneo fa parte del ciclo degli "Ambienti spaziali". L'autore continua il suo lavoro sullo spazio e allestisce un ambiente buio, una camera scura, sulle cui pareti sono dipinti alcuni punti fluorescenti, disposti secondo un particolare schema geometrico. In questo modo il visitatore immerso in questo particolarissimo spazio, vive un'esperienza particolare. I sensi cercano di orientarsi in questo spazio, la particolare disposizione e la luminescenza dei punti alterano in parte la percezione, creando l'illusione di una figura nuova, tridimensionale, mobile, una sorta di spazio nuovo all'interno dello spazio reale.

La terza opera in esposizione è del 2008, ed è dell'artista danese Olafur Eliasson, dal titolo particolarmente significativo: The sun has no money (Il sole non ha i soldi). Lo spunto di partenza per quest'opera deriva dalla riflessione di quanto sia importante la luce solare per la vita sulla terra, e di quanto in realtà questa ricchezza non sia percepita. Eliasson immagina un mondo in cui i paesi più ricchi del mondo siano quelli che maggiormente beneficiano di questa ricchezza, un mondo in cui sostanzialmente si ribalterebbe la situazione attuale. L'opera, davvero di grande impatto visivo, si basa su due fasci di luce, proiettati sul muro. A poca distanza sono appesi alcuni cerchi trasparenti, che ruotando creano un gioco di luci, ombre, rifrazioni sui muri circostanti, evocando il moto dei pianeti e gli spazi cosmici. In questa installazione la luce è la protagonista di una danza, di un continuo gioco di variazioni, di sfumature sempre diverse, che crea un'atmosfera quasi metafisica.

Il presidente della Fondazione, Giandomenico Genta, insieme alle curatrici, la direttrice del museo di Rivoli Caroline Christo-Bakargiev e Marcella Beccaria

Infine, il lavoro di Renato Leotta è un'installazione disposta in tutta la navata. L'artista torinese ha recuperato vecchi fanali di auto fuori produzione della Fiat (un allusione al passato industriale della città di Torino). Questi oggetti sono disposte lungo la chiesa, per sottolineare, illuminare, i dettagli architettonici e artistici della chiesa, creando nuove prospettive e nuove immagini interagendo con gli affreschi e le decorazioni della chiesa.

L’esposizione, a ingresso gratuito, resterà aperta al pubblico fino a domenica 14 febbraio, dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 18.30, la domenica dalle 10.30 alle 18.30. Nella giornata di sabato 24 ottobre sono previste visite inaugurali per gruppi di massimo venti persone alle ore 10.30, 11.30, 15.30 e 16.30: prenotazioni su www.fondazionecrc.it. Per maggiori informazioni è possibile telefonare allo 0171/452711. L’iniziativa è realizzata anche grazie al contributo di Gruppo Egea, Agenzia Generali Cuneo di Aurelio Cavallo-Claudio Parola-Luigi Lavigna, Merlo e UBI Banca. 

La mostra è affiancata da numerosi Eventi collaterali

 

“E luce fu” tutte le iniziative collaterali

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