Conte: «Tenere sotto controllo i contagi per non venire sopraffatti. Aiuti per le categorie più colpite»

Il presidente del Consiglio illustra le nuove norme. «Non si può scegliere tra salute ed economia. Muoversi solo per motivi di lavoro, salute, studio e necessità»

Il premier Giuseppe Conte ha firmato nella notte tra sabato e domenica 25 ottobre il nuovo DPCM con ulteriori misure di contenimento dell'epidemia di Covid-19. Norme non indolori che hanno già causato fibrillazioni politiche e proteste nel Paese. Il presidente del Consiglio si è presentato domenica nel primo pomeriggio in conferenza stampa per illustrare e spiegare le scelte intraprese. «I dati sulla pandemia non ci possono lasciare indifferenti con la rapida crescita della curva dei contagi. La diffusione del contagio e lo stress sul sistema sanitario nazionale hanno raggiunti livelli preoccupanti. Difficoltose anche le operazioni di tracciamento. Vogliamo tenere sotto controllo la curva epidemiologica, solo così potremmo gestire la pandemia senza essere sopraffatti. Così il nostro sistema sanitario potrà garantire le cure necessarie a tutti i cittadini e si potrà evitare un nuovo lockdown generalizzato. Il Paese non potrebbe reggerlo. Non vogliamo riportare la curva a zero, ma solo tenerla sotto controllo. Non si può scegliere tra salute ed economia. Se rispetteremo queste norme riusciremo a tenere sotto controllo la curva per affrontare dicembre e le feste natalizie con maggiore tranquillità»

Conte ha poi illustrato le norme che già circolavano ieri sera. Chiusura di bar e ristoranti dopo le 18 con solo più consegne a domicilio e asporto. Ai tavoli dei ristoranti massimo 4 persone a meno dei nuclei famigliari più numerosi. Chiudono palestre e piscine. Chiusi teatri, cinema, sale da concerto: «una decisione particolarmente difficile» per il presidente del Consiglio. Restano aperti i musei. Nessun festeggiamento per cerimonie civili e religiose. Tutte le fiere sospese. Competizioni sportive consentite solo a livello nazionale. Dal Governo anche incentivi per lo smart working nel settore pubblico, raccomandato anche per le aziende private.
«Non c'è un coprifuoco, ma bisogna muoversi solo per motivi di lavoro, salute, studio e necessità – ha aggiunto Conte –. Raccomandiamo anche di non ricevere a casa persone che non facciano parte del nucleo famigliare». Sull’impatto delle norme, «la pandemia sta creando rabbia, frustrazione e diseguaglianze. Mi rendo conto dei nuovi sacrifici che stiamo chiedendo ad alcune categorie. Non mi piace fare promesse, ma a nome del Governo comunico che sono giù pronte le misure di sostegno con ristori direttamente sul conto corrente degli interessati. Sentirò subito le Associazioni di categoria». Previsti contributi a fondo perduto, credito d'imposta, cancellata la seconda rata Imu, confermata la cassa integrazione.

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