Odissea fra ospedali per una neomamma positiva al Covid: alla fine viene accolta a Mondovì

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Ha partorito senza intoppi, sia lei che la sua bimba stanno bene. Ma quello che è accaduto a una neomamma del cuneese, nella notte fra venerdì 23 e sabato 24 ottobre, difficilmente potrebbe essere considerato un esempio di gestione lineare dell'emergenza. Un'odissea fra gli ospedali, prima di trovare "porto amico" a Mondovì dove è stata ricoverata nel reparto di Ginecologia ed Ostetricia del "Regina Montis Regalis".

La donna si era recata a Savigliano, dove il parto si è svolto senza problemi. Come da prassi, la donna viene sottoposta al test Covid-19: e risulta positiva. A quel punto, Savigliano dispone di trasferirla al "Santa Croce" di Cuneo: questo perché una circolare regionale dispone esplicitamente che i casi di donne in gravidanza risultate positive al tampone vengano (ovviamente se possibile) trasferite nel Centro HUB della Rete del "Percorso Nascite" (che, per il nostro quadrante, è appunto il "Santa Croce"). Tuttavia, Cuneo ha chiesto che la donna non venisse ricoverata lì: ed è stata allora trasferita a Mondovì.

Un bel segno di supporto al territorio da parte del reparto monregalese di Ostetricia e Ginecologia, nelle mani del direttore facente funzione dr.ssa Alice Peroglio Carus, nonché di quello di Pediatria diretto dalla dr.ssa Patrizia Fusco. Tuttavia, resta il dubbio: è così che dovrebbero andare le cose? Chiaramente non la pensa così l'assessore monregalese Luca Robaldo che, appresa la notizia, commenta: «Sono a venuto anche io a conoscenza di quanto accaduto, nella notte fra venerdì e sabato, presso il nostro ospedale. Da un lato desidero che pervenga forte il sostegno e la riconoscenza ai medici ed agli operatori, che ancora una volta e davanti ad una situazione imprevista hanno risposto con professionalità enorme. Ma dall'altro non posso non rimarcare come qualcosa non abbia funzionato. Mi risulta, infatti, che le persone in gravidanza che dovessero risultare positive al coronavirus dovrebbero essere accolte presso l'ospedale considerato 'hub' cioè, per la nostra provincia, la struttura di Cuneo. Qui, invece, non solo Cuneo pare non abbia accettato questa disposizione ma ha chiesto a Savigliano di dare assistenza. Di qui, poi, il trasferimento a Mondovì. La Regione ha emanato indicazioni molto chiare in merito e credo che per non osservarle dovrebbero sussistere motivi altrettanto chiari. Cosa è accaduto, quindi? Già nella prima ondata della pandemia, il reparto di ginecologia ed ostetricia del "Regina Montis Regalis" si era distinto come un reparto modello, di cui dobbiamo andare orgogliosi: ci piacerebbe sapere cosa intende fare l'ASL e, qualora non intenda dare seguito alle indicazioni regionali, conoscere i motivi alla base di questa decisione. Almeno darebbe modo ai sanitari di essere preparati».