La rabbia degli esercenti: «Costretti a chiudere senza colpe. Ci spieghino che senso ha»

«Ci piacerebbe che ci spiegassero per quale ragione, alla fine, siamo noi a dover pagare». Impossibile non capire lo sconforto, e forse la rabbia, di Carlo Comino, pasticcere di Mondovì Breo nonché presidente dell’Ascom-Confcommercio. La sua categoria, gli esercenti, è una di quelle che più di tutte stanno facendo le spese economiche della stretta imposta dal premier nell’ultimo Dpcm, con la chiusura anticipata alle ore 18. E no, non ci stanno a essere considerati i responsabili dell’impennata dei contagi.

«Chiariamo bene questo punto – dice Comino –: non ci è stata mostrata nessuna prova, nessuno studio o analisi, che dica che i bar o ristoranti sono i luoghi di diffusione del virus. Capisco chi vuole tenere sotto controllo la movida nei grandi centri… ma qui, a Mondovì? O a Cuneo?». La serrata, per giunta (..) Ulteriori particolari su L'Unione Monregalese del 28 ottobre 2020. Sei abbonato on line? CLICCA QUI e leggi l'articolo completo