Il declino del “Cesar Palace”: tramonta anche l’ultima idea per farlo rivivere

La famosa discoteca di Magliano è ormai abbandonata da tempo: erbacce all’esterno e interni completamente rovinati. Sul piazzale qualche mese fa sarebbe potuto nascere un cinema "drive in"

Ecco quel che resta della maestosa discoteca di Magliano. Conosciuta da tutti come “Centro” e poi “Hippodrome” e “Cinecittà”, fino ad arrivare al “Cesar Palace” e, canto del cigno, “L’Ultimo Impero”, il grande locale all’incrocio dei “TreDi”, sulla strada che porta a Carrù, è stato costruito nel 1973 e dal 1975 aveva aperto al pubblico. Quattromila metri calpestabili, diverse piste da ballo su più livelli tra liscio e “dance”, scalinate imponenti e banconi da bar disseminati un po’ ovunque, tra divanetti di velluto e luci scintillanti. Intere generazioni hanno trascorso le serate, e le domeniche pomeriggio, proprio tra queste mura, in compagnia, con gli amici, sorseggiando cocktail e ballando sulle note delle più conosciute hit del momento. Erano gli “anni ruggenti”. I clienti arrivavano a frotte da tutto il Cuneese e oltre e l’enorme piazzale era sempre strapieno di macchine. In questa struttura, davvero avveniristica per l’epoca, progettata senza pilastri centrali, in modo da poter sfruttare al massimo lo spazio delle piste da ballo e capace di ospitare in contemporanea fino a 3 mila persone, non si andava solo per ballare comunque. Qui infatti sono stati ospiti anche cantanti di fama internazionale. In tanti ricorderanno ancora i concerti di Edoardo Bennato, Claudio Baglioni e dei “Pooh”, solo per citarne alcuni. Quasi trent’anni di grande splendore insomma poi, dagli anni 2000, il lento declino. La clientela a poco a poco è diminuita, le gestioni si avvicendavano senza particolare fortuna, finché i proprietari del locale sono stati costretti a chiudere, dopo una causa in Tribunale per riuscire a rientrare in possesso dell’immobile. Oggi la struttura è ormai abbandonata da tempo. Se il piazzale e l’ingresso appaiono tristemente infestati dalle erbacce, l’interno non è da meno. Spesso, negli ultimi tempi, il “Cesar” (io lo ricordo con questo nome, negli anni delle Superiori) è stato preso di mira dai vandali, che hanno rovinato le sale e i bagni e distrutto, scaraventandole a terra, le imponenti statue bianche in stile Impero Romano. Divanetti ribaltati, scritte a bomboletta sui muri, vetri rotti, sporcizia, infiltrazioni d’acqua e piccioni che ormai si sono insediati stabilmente all’interno: è questo l’impietoso spettacolo che si presenta agl’occhi di chi oggi si volesse addentrare nel caseggiato. Ormai da parecchio tempo, la proprietà è alla ricerca di un acquirente per l’area, che comprende anche 86 mila metri quadrati di terreno circostante ed un campo da calcio ormai inutilizzato, ma finora l’accordo per un passaggio di consegne non è mai arrivato. Ovviamente la situazione peggiora di anno in anno e sarà sempre più difficile individuare imprenditori interessati a rilevare l’attività. L’importanza economica dell’investimento e i moltissimi lavori di recupero che sarebbero necessari infatti frenano gli entusiasmi, mentre la struttura peggiora e sprofonda nell’incuria, sempre più.

La proprietà: «Con un Pec attuativo, il terreno potrebbe ospitare nuove attività produttive»
La signora Gabriella Marengo, una dei cinque soci proprietari, spiega: «Purtroppo siamo allo stesso punto di 10 anni fa. Siamo intenzionati a vendere l’intera proprietà o anche solo la discoteca e il parcheggio. In diversi si sono fatti avanti, ma poi non si trova l’accordo. Il terreno circostante, di dimensioni importanti, inoltre sarebbe anche edificabile come commerciale ed industriale, ci vorrebbe solo un Pec attuativo e potrebbe ospitare nuove attività produttive. L’ultimo contatto per una potenziale cessione dell’area lo abbiamo avuto subito dopo il lockdown, prima dell’estate – aggiunge –. Eravamo infatti stati contattati da una società, che avrebbe voluto aprire un cinema drive-in nel parcheggio, visto il momento particolare legato alle norme anti contagio. Poi però anche quell’ipotesi è tramontata. Se ci fossero persone o soggetti interessati a parlare della cessione, noi siamo disponibili». Il sogno di tutti coloro che hanno frequentato il locale, resta quello di poter vedere, un giorno, riaccendersi le luci della discoteca. Ora come ora, l’ipotesi di una “nuova vita” sembra davvero lontana ma… mai dire mai.

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